lunedì 5 agosto 2013

L'esperienza della vita



Come si concretizza l'esperienza della vita?
ecco cinque spunti di riflessione
1 – l’esperienza di realtà è uno stato mentale.
Alla domanda: “Cos’è la realtà, una scoperta o un’invenzione?” la risponde “è un’invenzione”. La realtà del mondo, che sta dentro la nostra testa,
si struttura e si differenzia sempre di più fino a che ne siamo totalmente condizionati e la meditazione ci aiuta a riportarci a un tempo precedente, quando
eravamo “tabula rasa”, quando cioè la “nostra” realtà non era strutturata come quella di ora. Questo primo presupposto significa che l’esperienza è la causa e
il mondo la conseguenza cioè noi siamo sempre responsabili di quello che siamo. Un altro significato è la conoscenza obbliga e cioè quando si conosce
una cosa, questa “conoscenza “ inevitabilmente cambia la nostra realtà di mondo. L’ultimo significato che si può includere in questo presupposto è: “la
causalità lineare è la maggiore superstizione”. I cambiamenti avvengono CASUALMENTE, non CAUSALMENTE. Nella relazione d’aiuto bisogna
seminare continuamente, prima o dopo qualche seme attecchirà.
2 – La consapevolezza di Se si struttura in un percorso che va da una percezione indifferenziata ad una differenziata, definendo un confine
sempre maggiore fra Se e gli altri.
In altre parole l’identità di un individuo si costruisce lentamente attraverso il modellamento altrui, perlopiù inconscio, e la maggior parte delle persone sta in una realtà o stato mentale a metà strada tra l’ESTASI (bambino-meno difese) e PARANOIA (adulto-più difese).
3 – L’esperienza di relazione fra le persone oscilla tra l’essere guida ed essere guidato.
L’affermazione-paradosso di M.Erickson: “l’ipnosi non esiste, tutto è ipnosi” guida il nostro lavoro con il cliente.
4 – Il cambiamento avviene attraverso l’abbassamento della critica
(autoindotto e eteroindotto) secondo un economizzazione che salvaguardia i bisogni primari e genera un ritorno verso uno stato maggiormente indifferenziato.

 Il cambiamento è molto spesso preceduto da periodi di confusione o crisi. Quando si ritorna alla “tabula rasa”, al periodo “bambino”, si generano
nuove cornici di riferimento e nuovi percorsi. Ma può succedere che durante il cambiamento la persona sia insicura o veda dei pericoli e allora anziché un
miglioramento, si avrà un peggioramento.
5 – Spesso la soluzione costituisce il problema, persistendo in uno Stato Mentale forzato in cui non vi è più congruenza tra l’elaborazione interna e
l’evento esterno. 
Questo presupposto è molto importante. In ogni situazione quotidiana molto
spesso le persone si creano problemi quando non ce ne sono. 

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