lunedì 15 luglio 2013

Programmazione neuro linguistica ed utilizzo dei canali comunicativi



la Programmazione neuro linguistica permette di imparare il corretto  utilizzo dei canali comunicativi.
Il nostro inconscio oltre ad essere la sede dei nostri turbamenti, delle nostre emozioni è anche la
sede della nostra mappa del mondo.
In realtà la realtà oggettiva non esiste ma esiste una rappresentazione soggettiva della realtà, questa
rappresentazione soggettiva viene detta mappa.
La mappa del mondo viene costruita attraverso i 5 sensi, per cui esistono dei limiti fisiologici, ad esempio
l’essere umano riesce a percepire i suoni entro una certa gamma di lunghezza d’onda, diversa da
quella dei cani .
Lo stesso dicasi per le onde elettromagnetiche visibili.
Al di là di questo esistono più dei filtri soggettivi che fanno si che ogni essere umano si costruisce
una sua mappa specifica.
Un filtro importante è costituito dai canali sensoriali utilizzati in modo prevalente.
Indipendentemente da sesso, razza, religione esisto persone prevalentemente visive, cioè che di tutti
gli input sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla
fine prendono le decisioni sulla base prevalente degli input visivi.
Esistono poi persone prevalentemente uditive, cioè che di tutti gli input sensoriali restano
particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine prendono le decisioni
sulla base prevalente degli input uditivi.
Esistono persone prevalentemente cenestesiche (tatto + olfatto + gusto) cioè che di tutti gli input
sensoriali restano particolarmente impressionati, elaborano le informazioni e quindi alla fine
prendono le decisioni sulla base prevalente degli input cenestesici.
Il modo di rappresentarsi la mappa influisce sulle caratteristiche delle persone, vediamone alcune
Visivi:
i visivi, sono molto rapidi, quando guardo le informazioni mi arrivano in parallelo, con un unico
sguardo posso ricevere moltissime informazioni.
Sono persone che di solito hanno molta cura del look, amano guardarsi allo specchio, vogliono
vedere tutto in ordine.
Dal punto di vista della prossemica amano mantenere le distanze, se violiamo la prossemica
avvicinandoci o toccandoli probabilmente riceveremmo dei segnali di rifiuto, a meno di non essere già in intimità.
Sono persone che prendono le decisioni in modo rapido.
Quando parlano usano spesso predicati, riconducibili al senso della vista (è chiaro, è evidente, è
lampande, la situazione è a tinte fosche, vedo tutto nero, non è certo una situazione rosea, me ne ha
dette di tutti i colori, immagino, vedo, ecc.).
Lavori preferiti(dove si realizzano): architetto, pittore, fotografo, abbigliamento, grafico, moda, ecc.
Uditivi
Gli uditivi sono molto lenti, in quanto prima sentono la domanda, poi devono ripetersela dentro, poi
si danno la risposta, se la devono sentire dentro e solo dopo tutto questo sono pronti per formularla.
Sono persone che parlano molto, prima di arrivare al cuore dell’argomento fanno ampie premesse,
molti preamboli.
Usano spesso il dialogo interno, sono attivati da chi gli parla, anche nell’intimità.
Prima di prendere una decisone ci pensano a lungo.
Quando parlano usano predicati riconducibili al senso dell’udito (diciamo, siamo sulla stessa
lunghezza d’onda, questa cosa non mi suona bene, me ne ha dette che non si possono nemmeno
raccontare, mi sono detto)
Lavori preferiti (dove si realizzano). Musicista, traduttore, giornalista, ecc.
Tendono ad essere molto logici.

Cenestesici
I cenestesici sono abbastanza lenti, devono sentire delle sensazioni positive per decidere, amano il
contato fisico, le persone che tengono le distanze vengono giudicate come scontrose, che se la
tirano.
Sono abbastanza lenti nel prendere le decisioni, e sono persone che decidono però talvolta a pelle,
senza motivazioni logiche concrete.
Dal punto di vista della prossemica tendono ad avvicinarsi molto, spesso tendono a toccare l’altra
persona durante il dialogo,soprattutto quando sono interessati alla conversazione o all’amicizia, in
questo modo fanno capire di essere vicini all’altra persona, di esserle amici.
Quando parlano usano spesso predicati riconducibili ai sensi cenestesici (questa cosa non mi va giù,
ho un peso sullo stomaco, questa cosa mi puzza, me ne ha fatte di cotte e di crude, ho la sensazione
che la cosa non giri, mi viene la pelle d’oca solo a pensarci, la cosa ha preso una brutta piega ecc)
Incontro tra un visivo ed un uditivo:
professore visivo, allievo uditivo.
Il professore visivo farà la domanda: mi illustri in modo chiaro le cause che hanno portato al primo
conflitto mondiale:
lo studente uditivo sentirà la domanda, dovrà ripetersela dentro, formularsi una risposta, nel
frattempo il professore vedendo che non risponde gli farà una seconda domanda, lo studente che
stava ancora elaborando la prima riceve una seconda domanda e va in tilt, il professore gli dirà.
Vedo che non è preparato, guardi vedrò di farle una seconda domanda, veda di rispondere bene o mi
vedrò costretto a bocciarla
L’incontro tra un visivo ed un uditivo si risolverà che il visivo troverà l’uditivo o impreparato o
rompipalle, eccessivamente prolisso ed insicuro
Se le persone usano prevalentemente un solo canale gli capiterà spesso di prendere delle decisioni
di cui poi si pentiranno.
Esempi:
una donna prevalentemente visiva vede in una vetrina un vestito che le piace, il marito le dice che
costa 1000 euro, ma lei non lo sente nemmeno quanto costa, l’unica cosa importante è aver visto
l’abito giusto per quella serata dai verdi.
Una donna uditiva invece ha visto che l’abito è carino, ma 1000 euro le risuona ancora dentro, e
sicuramente ci penserà a lungo prima di acquistarlo, magari tanto a lungo che quando andrà magari
il vestito lo avranno già venduto.
Una donna cenestesica invece finchè non lo avrà indossato e si sentirà comoda con il vestito non lo
comprerà
Incontro tra un uditivo ed un visivo
Professore uditivo, allievo visivo
Il professore uditivo farà la domanda: ho chiesto una cosa allo studente precedente, il quale però
non mi ha dato una risposta molto buona, mi domando se chiedendo a lei la stessa cosa, saprà darmi
una risposta soddisfacente.
Ha gia fatto 70.000 parole e non ha ancora fatto la domanda, lo studente inizia ad innervosirsi.
Poi finalmente farà la domanda: mi chiedo se saprà parlare in modo preciso sulle cause che hanno
portato allo scoppio del primo conflitto mondiale.

Lo studente visivo darà subito una risposta, se sarà giusta verrà giudicato superficiale, uno che tira
ad indovinare, se sbaglia verrà giudicato anche arrogante.
L’incontro tra un uditivo ed un visivo si risolverà nel senso che l’uditivo giudicherà il visivo
superficiale ed arrogante.
Incontro tra un cenestesico ed un visivo:
marito cenestesico e moglie visiva.
Il marito cenestesico darà molta importanza alla comodità, per lui sarà normale entrare in casa
buttare una scarpa da una parte l’altra dall’altra e stravaccarsi sul divano, la moglie che è visiva,
invece non sopporterà un comportamento del genere perché i visivi vogliono vedere tutto in ordine,
per cui ci saranno presto dei litigi uno perché si accuseranno a vicenda di mancanza di rispetto.
Cenestesici e visivi avranno problemi anche nella fase di corteggiamento, se io sono cenestesico e
corteggio una ragazza visiva, per me sarà normale, al di là di fare il provolone, toccarla,
abbracciarla, prenderla a braccetto, la ragazza visiva giudicherà questo come una mancanza di
rispetto, come una confidenza eccessiva non concessa.
Viceversa se io sono visivo ed esco con una ragazza cenestesica, a parte che probabilmente non mi
piacerà il suo modo di vestire, tenderò a giusìdicarla una ragazza facile, una che ci sta con tutti,
proprio per il fatto che per lei sarà spontaneo toccarmi stami vicino, ecc.
E quella che avrebbe potuto essere una bella storia d’amore prende una piega diversa
Incontro tra un uditivo ed un cenestesico: l’uditivo giudicherà il cenestesico come troppo espansivo,
poco razionale, il cenestesico tenderà a giudicare l’uditivo come freddo calcolatore e poco
passionale
Indicazioni operative utili:
mai toccare i visivi (a meno di non essere in intimità)
mai mettere fretta agli uditivi
toccate e fatevi toccare dai cenestesici

mercoledì 10 luglio 2013

Superare i problemi e raggiungere gli obiettivi



Nella formazione di un problema c’è la distinzione tra il disagio di vita quotidiana ed un vero problema grave.
Un disagio diventa problema quando l’individuo entra in conflitto con sé stesso, conflitto tra la parte logica e quella emotiva perchè la logica vuole bloccare le emozioni e la sfera logica perchè le emozioni attraverso azioni compulsive comprimono la sfera logica 
 Se la parte logica ed emotiva sono uniti ,non c’è problema irrisolvibile.
Ma se non c’è armonia,scatta il problema.
Si deve arrivare all’accettazione in noi che esiste un’intelligenza razionale ed una emotiva che hanno esigenze diverse.
Dobbiamo operare un negoziato analogico tra queste due parti.
La sfera emotiva non è un istinto fine a se stesso, ma si organizza al pari dell’istanza logica.
Ognuno ha i suoi compiti,l’istanza emotiva governa il sistema energetico emozionale,l’istanza logica invece governa l’identificazione oggettuale di un problema ma anche di un oggetto di desiderio.
La nostra istanza logica cerca di definire le strategie relazionali per contenere un problema e riflette su come risolverlo.
Ma ci sono anche le reazioni sintomatiche (rancori e sofferenza dell’anima) che non
mirano a risolvere il problema ma ad esternare l’offesa.
L’amore è una reazione sintomatica ( emotiva)
Quando scatta una reazione negativa  nei confronti della vita?
E quando invece scatta solo una reazione comportamentale semplice con delle
strategie mirate?
La prima  scatta quando la reazione comportamentale è di difficile attuazione


L’individuo è vittima di fronte a questa situazione causa la dissociazione tra logica ed emozioni.

La reazione negativa  durante le difficoltà a livello comportamentale,è necessaria,permette all’individuo di sopravvivere in una situazione di crisi.
Questo sintomo dirotta l’attenzione del problema non più nel disagio ma verso una
situazione sintomatica prescrizione del sintomo.

Quando ci troviamo di fronte ad un torto ricevuto 
Dobbiamo adottare una reazione al torto stesso che ci spinge e giustificare o no chi ci ha fatto il torto.

Se sei unito a scegliere tra le due opzioni,le tue reazioni saranno di chiusura,di
accettazione di come stanno le cose, o di lotta per cambiarle
Il problema nasce quando giustifichi o non giustifichi OLTRE MISURA.
Se giustifichi,hai giustificato quello che l’inconscio non voleva giustificare e lui ti
accusa di avere fatto lo zerbino.L’istinto così ti boicotta con ansia,paure,angoscia.
Se non giustifichi, non hai giustificato quello che l’inconscio voleva invece che giustificassi.esempio se chiudi una relazione mentre eri coinvolto,tu così togli
all’inconscio la possibilità di appagare una sua esigenza.

Bisogna mediare con l’inconscio.

I macro-obiettivi sono sostanzialmente due :
- la qualità della vita
- il nostro benessere
Per quanto riguarda la qualità della vita si tratta di gestire al meglio il le relazioni interpersonali.
Interagire con il prossimo.Assenso e consenso da ottenere.
Per quanto riguarda il benessere ( come già scritto nelle precedenti lezioni), si tratta di raggiungere 
dell’armonia con se stessi.Quando parliamo di maschera, parliamo di un’immagine ideale, piuttosto che della proiezione dei nostri più profondi desideri, ai quali non riuscendo a dar voce, a causa dei vincoli e dei blocchi che normalmente ci attanagliano, riusciamo a proiettare sul reale solo per il tramite di una maschera, ossia un vero e proprio avatar di noi stessi che cuciamo su misura, spogliandoci così di ogni vincolo.La possibilità di indossare i panni di un’altra persona, consente infatti all’individuo di superare quei blocchi e quei difetti che gli impediscono oggi di raggiungere i propri traguardi. Si pensi all’individuo schiavo della propria timidezza ma al contempo desideroso di una vita sociale che gli consenta l’incontro e l’aggregazione con un gran numero di persone, tra le quali magari scegliere anche un’ipotetica compagna di vita. Si pensi alla frustrazione da lui avvertita a causa della sua mancanza di audacia. Tuttavia la timidezza che lo intrappola è più forte della volontà di agire nella direzione dei suoi obiettivi, divenendo vero e 
proprio ostacolo al suo benessere emotivo. Ma cosa accadrebbe invece se indossasse la maschera dell’”animale sociale”, di colui sempre circondato da un gran numero di persone che lo ammirano per le sue doti di intraprendenza e vigore? Sicuramente vivrebbe in maniera migliore. Otterrebbe senza troppo dispendio di energie il consenso tanto desiderato da tutti coloro che lo circondano e raggiungerebbe senz’altro il suo obiettivo di riuscire a sedurre e conquistare una donna che, affascinata e catturata , diverrebbe in poco tempo la sua compagna.Ciò che è bene tenere sempre a mente è che la maschera non va vissuto come un nostro avatar negativo, una persona da noi distaccata e che non ci rappresenta se non per una piccola percentuale. È piuttosto la proiezione dei nostri desideri, della nostra immagine ideale, di come vorremmo che il mondo ci percepisse, e attraverso questa raggiungere i nostri obiettivi.
Inoltre il motore trainante dell’intero processo deve essere solo ed esclusivamente la propria volontà. È infatti importante che la maschera sia frutto di una propria scelta poiché espressione delle proprie esigenze e non di quelle di altri. Se si optasse infatti per una maschera scelta dagli altri in virtù di come gli altri desidererebbero vederci, la maschera medesima diverrebbe per noi nociva, talvolta addirittura mortale, poiché prodotto artificiale di noi stessi. Il seminario ci aiuta anche in questo: a distinguere il confine tra ciò che noi desideriamo essere e ciò che gli altri desidererebbero vedere in noi. Individuata la maschera da indossare, prende vita un percorso atto ad alimentare l’immagine di noi stessi che intendiamo trasmettere attraverso la maschera. Bisognerà quindi compiere dei veri e propri atti cerimoniali in suo favore affinchè questa possa nutrirsi e crescere nella giusta misura, sino a consentirci di agire per conquistare i nostri obiettivi.
Per chi ha avuto modo di frequentare i seminari legati al mondo dell’esoterismo, non troverà grandi difficoltà in questo. Le esperienze maturate in questo ambito, l’aver compreso ed introiettato i concetti di forme pensiero ed eggregora, consentiranno infatti il raggiungimento di un punto di contatto molto 
profondo con se stessi senza dover incontrare particolari ostacoli.

sabato 6 luglio 2013

Come comunica l'inconscio



L’inconscio comunica attraverso:

Segnali di gradimento (Verifiche subliminali positive)
Segnali di rifiuto (Verifiche subliminali negative)
Aspetti iconici ( Distonie affettive/sessuali)
Prima di addentrarci nella decodificazione del modello non verbale vorrei spiegare in
breve, cosa s’intende per tensione, stimolo, come si forma un simbolo e la distonia .
La tensione secondo il concetto idrico di Freud sarebbe quella cosa che scorre e ci fa
vivere emozioni. Tale concetto rende abbastanza bene l’idea di tensione ma potremo
aggiungere che è anche l’essenza di cui il nostro inconscio si alimenta e di cui è in
continua ricerca. Questo perché sin dalla nascita siamo soggetti a stimoli emotivi come
amore, paura, piacere e sofferenza.
Pertanto siamo costretti a ricercare o crearci tensioni per nutrire il nostro inconscio
affinché si sazi, insomma abbiamo bisogno di emozioni per sentirci vivi.
Qualcuno scrisse io penso quindi sono, noi potremo dire io sento quindi vivo.
Riassumendo Tensione = emozione vissuta, PATHOS, fondamentalmente sono le
emozioni che si vivono durante le varie situazioni che si presentano, spesso le
definiamo come situazioni emozionanti non riuscendo a essere più chiari, ma la ricerca
di una definizione è più una esigenza logica che altro , considerando il fatto che il nostro
inconscio non classifica le emozioni ma si limita a nutrirsene.
Usiamo il termine “nutrirsene “in quanto utilizziamo la metafora del cibo che, secondo
noi, spiega nel modo migliore la necessità del nostro inconscio a vivere emozioni.
Usando tale metafora si capisce quanto siano importanti le Emozioni come fonte di
sostentamento per la nostra parte emotiva al pari del cibo (carboidrati, proteine,
vitamine, ecc. ecc. ) per il nostro corpo.
Se consideriamo il valore qualitativo la logica lo distinguerebbe in piacere o sofferenza,
mentre per l’aspetto quantitativo si andrebbero ad utilizzare classificazioni di tipo socio
culturale quali, desiderio bisogno, disagio o problema in base alla difficoltà
d’appagamento.
Per stimolo si intende tutto ciò che crea una reazione al nostro inconscio, con variazione
neuro fisiologica.
l simboli sono qualcosa che oltre ad avere un significato logico contengono anche un
significante emotivo quindi un valore tensionale ben preciso datogli dall’inconscio,
pertanto tutto ciò che coinvolge è da considerarsi simbolo.
Un simbolo diviene tale effettuando un percorso che porta un atto neutro a diventare un
esigenza che stimola il pensiero logico a cercare un possibile appagamento.
La dimensione nucleare dell’individuo si divide in due passaggi di tipo analogico e di
due di tipo logico.
I passaggi analogici sono:
PROIEZIONE: dove si proietta su un elemento neutro qualcosa di conosciuto
presente nella memoria a lungo termine.
INCORPORAZIONE: dove si va a vivere la tensione associata alla proiezione fatta.
Queste due fasi sono la fonte del caricamento tensionale, della formazione del pathos
dell’emozione, mentre le due fasi successive servono a calibrare, ridurre tali emozioni,
tensioni e sono di tipo logico
IDENTIFICAZIONE: dove viene formalizzato il riconoscimento della fonte
stimolante, in poche parole si va a verificare quello che fino a quel momento era solo
proiettato .
INTROIEZIONE: verificato cosa è realmente accaduto si determina la tensione che
tale evento fa vivere

venerdì 5 luglio 2013

Pathos e reattività



Il guardiano di porta , soggetto istituzionale pone dei vincoli all'amore. Cerca di impedire di vivere l'amore comprimendolo con vincoli sindromici che producono paure, ansie, angosce per :sensi di colpa, abbandono affettivo, rifiuto. Essendo una figura istituzionale (genitore, coniuge,amico) lo fa "apparentemente" a fin di bene . In questo modo lascia però libera la reattività (rancori e risentimenti) che in alcuni casi possono rivoltarsi contro. Ad esempio il figlio può avere aggressività verso un genitore, il marito verso la moglie. Un esempio cinematografico e' la guerra dei Roses, dove solo nel finale avendo scaricato tutta la rabbia in punto di morte per entrambi torna l'amore (i due si prendono per mano). I guardiani di porta generano problemi emotivi in quanto comprimono le emozioni (pathos) rendendo quindi sofferente la parte emotiva. I mastri di chiave , soggetti trasgressivi, lasciano libero il pathos: si fanno amare. Comprimono però la reattivita' impedendo di scaricarla. Generano problemi riflessivi perché quando si ama non si ragiona. Per comprimere la reattività utilizzano i vincoli anatemici, offese alla dignità della persona, che producono insicurezze nei ruoli (ruolo di marito , moglie , insegnante, ed anche di maschio e di femmina). I vincoli anatemici sono : frocio , impotente , lesbica e puttana. La persona cerca di evitare in tutti i modi l'insicurezza scaturita dal ricevere (o dare) l'anatema.

mercoledì 3 luglio 2013

Stimoli non verbali


Gli Stimoli non verbali servono ad acquisire potenziale di seduzione.
vediamo le aree di stimolazione non verbale
Il significato psicobiologico del naso:

L’olfatto è gestito dal rinencefalo, senza l’intermediazione del talamo, è la vestigia più antica del nostro cervello che abbiamo in comune coi rettili.

Il naso è posto direttamente sopra la bocca così possiamo selezionare ciò che vi introduciamo e quello che non è gradito dal rinencefalo non entra.

La parola “tassa” per un uomo moderno è analogo all’odore di un predatore e quindi il cervello porta l’attenzione al naso, causandovi un prurito.

Perciò il prurito al naso indica la massima tensione emotiva. È legato alla sopravvivenza!

I segnali che si manifestano attorno alle narici, ingresso dell’aria, e perciò degli odori, indicano Rifiuto

Il significato psicobiologico della bocca:

La bocca è l’organo di assunzione dall’esterno.

Ciò che è gradito viene introdotto nella bocca.

I segnali che si manifestano attorno alla bocca indicano gradimento.
RICONOSCIMENTO DEI PRINCIPALI SEGNALI NON VERBALI

Il cavo orale:

Deglutisce, gradisce;

Sputo, rifiuto.

Le pupille:

si dilatano. segnale di gradimento per l’oggetto o soggetto guardato o immaginato;

si restringono: segnale di rifiuto per l’oggetto o soggetto guardato o immaginato.

Spolverare o speluccare:

Te -gradimento;

Sé -riifuto.

Oggetto:

avvicinato: gradimento con senso di possesso;

allontanato: rifiuto del possesso della persona.

Respiro:

Inspirazione forzata: gradimento;

Espirazione forzata: rifiuto.

Fumo:

Spinto verso l’alto: gradimento;

Spinto verso il basso: rifiuto.