mercoledì 19 giugno 2013

Comunicazione non verbale e gestione dei conflitti esterni ed interni



La Comunicazione non verbale utilizzata in modo appropriato permette  gestione dei conflitti esterni ed interni.
I conflitti interni sono con se stessi.
Tra Patre emotiva ed Io logico.
Da un punto di vista dinamico l’Io rappresenta un costante conflitto che induce un dolore verso il quale organizza meccanismi di difesa che si
attivano appena si presenta un affetto spiacevole: “segnale d’angoscia”.
Questa reazione primaria, in seguito, viene sostituita da meccanismi più efficaci e meno dolorosi, oltre che protettivi, come sono per es. le fobie. In
questo periodo il timore che percepisce l’Io è quello di essere sopraffatto o annientato (sparire nel nulla)

Da un punto di vista dinamico l’Io rappresenta un costante conflitto che induce un dolore verso il quale organizza meccanismi di difesa che si
attivano appena si presenta un affetto spiacevole: “segnale d’angoscia”.
Questa reazione primaria, in seguito, viene sostituita da meccanismi più efficaci e meno dolorosi, oltre che protettivi, come sono per es. le fobie. In
questo periodo il timore che percepisce l’Io è quello di essere sopraffatto o annientato (sparire nel nulla)

Taluni autori, come Lowen, hanno cercato di dare un contributo più sostanziale, individuando la persona secondo classi di appartenenza fisica. Attraverso l’osservazione di determinate
forme strutturali, lo studioso ne aveva individuati i caratteri.
La persona bassa e tarchiata era definita masochista, quella
longilinea narcisista e così via.
Queste distinzioni appaiono superate, poiché molto spesso gli individui appaiono come degli incroci tra queste categorie, che, tra l’altro, possono comparire maggiormente in talune aree geografiche rispetto ad altre senza che questo abbia una connotazione caratteriale.

Ci sono gesti che esprimono i disagi emotivi delle persone che 
ci stanno di fronte, e, di conseguenza, atti comunicativi che l’operatore può utilizzare per pilotare il comportamento.
Il gesto ha un potere.
Nessuno dei manuali fa rilevare questo dato o, perlomeno, insegna come comportarsi.
Un uomo a braccia incrociate manifesta chiusura agli altri.
Rilevato questo dato comunicativo, nessuno ci dice come fare
in modo che si apra alla relazione.
Siamo felici, oggi, di fare partecipi i lettori delle nostre intuizioni.
Per prima cosa possiamo cercare di distinguere ogni singolo segnale non verbale che le persone esprimono.
Poi si valuteranno i gesti di pilotaggio del comportamento altrui
per destreggiarsi, infine, nella sublime arte di modulare il dialogo sulla C.N.V. dell’altro.
Intuite, quindi, la considerevole portata di questo metodo.
Grande vantaggio, giova ripeterlo, è rappresentato dal risparmio di tempo che investiremo per cercare di capire le persone
significative della vita.
Come il personal computer ha facilitato la vita al mondo intero, così il metodo analogico è messo a disposizione di tutti come
un software mentale, che faciliterà il riconoscimento degli altri per quello che realmente sono.

attraverso la conoscenza dei segnali della
comunicazione non verbale potremo intuire se l’altro sarà compatibile con i nostri valori, malgrado abili recite di ruoli positivi e gratificanti.
Ove si sia alla ricerca di un partner fedele, basterà che si accenni a tale qualità durante il dialogo. Se la persona ammetterà di essere devota, ma si strofinerà il naso mentre lo afferma, il tecnico saprà che ha detto una menzogna.
Si potrà uscire con il nuovo oggetto di desiderio, ma senza grosse aspettative, oppure si potrà accettare la sfida di averne le attenzioni in via esclusiva.
Se esiste una pietra filosofale della comunicazione, è
rappresentata proprio dalla conoscenza della gestualità.
Per quanto entusiasmante, l’attività di individuazione e, soprattutto, di interpretazione dei segnali non verbali è tutt’altro che semplice.


La gente, profana in materia, si affida istintivamente a indizi non verbali per giudicare le persone, come l’esitazione a parlare ed il tono di voce più alto.
Si ritiene che la comunicazione non verbale sia meno facilmente controllabile e, di conseguenza, più sincera.
Assolve svariate funzioni: esprime le emozioni e l’atteggiamento
nei confronti degli altri, manda informazioni su di sé e integra
il discorso.
Il processo di codificazione è, in ogni caso, complicato dalle regole dell’ostentazione e dalla combinazione di messaggi spontanei e  intenzionali.
La decodificazione, invece, implica l’integrazione di diversi indizi verbali e non, e la valutazione della situazione in senso complessivo.
Il maestro della comunicazione non verbale è in grado di trasformare il dialogo in una danza, paragonabile ad un walzer di Strauss.
Quando la comunicazione non verbale dell’altra persona diventa congruente alla nostra, si realizza la magia dell’intesa perfetta.
Percepiamo, istintivamente, come gradevoli le persone che duplicano delicatamente la nostra gestualità, perché è come se ci comunicassero una piena sintonia con il nostro modo di pensare e di vedere.

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