martedì 25 giugno 2013

Sequenze di Seduzione nel corteggiamento



Ecco alcune basilari sequenze di seduzione nel corteggiamento

1. Guardarsi a distanza. Anzitutto ci si guarda a distanza. Le scelte possono
essere molteplici, ma vi sono alcune persone che colgono immediatamente
l'attenzione di un particolare individuo molto più delle altre; il suo modo di
osservarle dunque sarà più accorto, perché gli sia possibile valutare il grado
di attrattiva esercitato nei suoi confronti.

2. Incrociare gli sguardi. La distanza fisica fra i due partners diminuisce: ora
i due si guardano a turno, ma non simultaneamente. Se uno dei due insiste
l'altro inizialmente storna lo sguardo, interrompendo così il contatto ed
evitando un possibile imbarazzo. Un'eventuale ulteriore insistenza della persona
che conduce il gioco non può più essere fraintesa, per cui si risponde
adeguatamente, o con un sorriso (se l'attrazione è reciproca) o con un'occhiata
gelida (volta ad inibire l'altro, a scoraggiarlo nel tentativo di proseguire
oltre)
3. Parlarsi. Gli argomenti affrontati nella prima conversazione sono
superficiali, mai troppo intimi o personali ed hanno l'unico scopo di consentire
una conoscenza più diretta. A questo stadio la percezione si sposta dai canali
visivi a quelli uditivi; dunque non si analizza più tanto l'aspetto esteriore,
quanto tutto quello che la persona dice di sé al di là delle parole. La scoperta
di una mancanza di affinità consente ad uno o ad entrambi i partners di
ritirarsi dal gioco assai prima di finire la 'partita'.

4. Provocare un contatto 'casuale'. Il partner più attivo, quello che ha giocato
per primo le sue mosse, a questo punto può fare un bilancio delle risposte
ricevute; se gli sembra che esse siano di accettazione, passa alla ricerca di un
contatto fisico. Ovviamente, per evitare di fallire, di mostrare di avere male
interpretato le intenzioni dell'altro, inizialmente cercherà un contatto il più
possibile formale, casuale, decisamente non sessuale. Di scuse ve ne possono
essere tante, a partire dal gesto di aiuto a quello di gioco, alla stretta di
mano, trasformando però il gesto in modo tale da inviare un possibile messaggio
in codice. La partita è già in fase avanzata, ma i due partners possono ancora
ritirarsi senza essersi in alcun modo 'compromessi'.

5. Provocare un contatto intenzionale. Questa mossa è un enorme passo avanti, ma
siamo ancora in un'atmosfera di ambiguità. La persona che infatti mette il
braccio sulla spalla dell'altra entrando così decisamente nella sua sfera intima
è decisamente attratta, desidera, chiede, con questo gesto, una maggiore
intimità. Si potrebbe tuttavia pensare ancora ad un desiderio di amicizia e di
affetto, ma i dubbi dell'altro su questo punto cominciano a ridursi drasticamente.

6. Intimità amorosa. Il braccio che era stato poggiato 'amichevolmente' sulla
spalla scende fino alla vita del partner, avvicinandosi così alla zona intima
per eccellenza, quella sessuale. Ormai i due si sono dichiarati, anche senza
aver detto una parola, che si interessano reciprocamente, non possono infatti
esistere più dubbi né sul fatto che uno dei due partners abbia rivolto all'altro
attenzioni particolari, né sull'accettazione del corteggiamento da parte
dell'altro. La partita subisce una forte accelerazione, che terminerà nel rapporto sessuale.

lunedì 24 giugno 2013

Comunicare con l'analisi transazionale


Comunicare con l'analisi transazionale significa imparare a gestire gli stati dell'IO ed imparare ad utilizzare e scoprire giochi comunicativi (utilissimo nelle metodologie di seduzione con l'analisi transazionale).

Gli stati dell'io possibili abbiamo visto sono :
a) stato genitoriale che può essere paterno-punitivo oppure materno protettivo
b) stato bambino: creativo oppure ribelle
c) stato adulto: che elabora informazioni in modo logico razionale
Non esiste uno stato migliore di un altro ma vanno utilizzati tutti in modo armonioso finalizzandoli
all'obiettivo prefissato.
Tutti e tre gli stati dell'Io o organismi dell'Io reagiscono l'uno all'altro; a un dato momento 
uno dei tre stati è investito di una certa carica, attraverso la quale avrà "potere esecutivo" 
e si attua il flusso di "carica energetica".
Gli stati dell'Io del G e del B hanno due sotto distinzioni:
Genitore Normativo: che propone regole e basta
Genitore Affettivo: che passa le regole attraverso mediazione affettiva
Bambino Adattato: che si limita esclusivamente alle regole.
Bambino Libero: che interpreta e vive con libertà le proprie tensioni.
I passaggi degli stati dell'Io hanno tre fattori:
- la forza attiva di ogni stato
- la permeabilità tra i diversi stati
- la capacità di investimento di carica di ogni stato


In ambito aziendale e nella vendita l'obiettivo generale deve essere quello di ottenere il consenso
evitando di generare conflittualità, nel rispetto dei tempi previsti, con il massimo beneficio
economico e con piena soddisfazione per tutte le parti.
Il concetto di piena soddisfazione per tutte le parti è sempre importante ma diventa strategico
quando si tratta di vendita, infatti consente di fidelizzare il cliente.
In che modo vanno utilizzati gli stati dell'io ?
Dipende dalla situazione:
in linea di principio lo stato bambino creativo va utilizzato per trovare nuove soluzioni od
alternative quando ci si trova in una situazione di stallo, gli stati genitore quando si desidera
incoraggiare o supportare (materno protettivo) oppure richiamare all'ordine (paterno-punitivo).
Lo stato adulto va utilizzato in tutte le altre fasi.
Nella gestione degli altri quando si percepisce una deriva della comunicazione è bene sempre
rivolgersi agli altri mantenendo uno stato adulto in modo che la comunicazione venga re indirizzata
nei giusti binari.
3) Gestione della relazione
la relazione deve esser gestita eliminando eventuali escalation simmetriche o conflittuali.
Per fare questo dobbiamo avere la consapevolezza del tipo di relazione in quel preciso momento e
qualora fosse di tipo simmetrico (conflittualità nascente) riportarla immediatamente ed in modo del
tutto subliminale (anche in caso di complicazioni e conflittualità pregresse) ad una relazione
complementare (armonica) attraverso delle gratificazioni logiche (a parole) accompagnate da
piccole penalizzazioni analogiche ( comportamenti).
Queste ultime se restano subliminali (cioè non decodificate logicamente) servono a mantenere il
giusto livello di emotività.
Piccole penalizzazioni analogiche possono esser prodotte gestendo la prossemica, cioè
avvicinandosi in modo da invadere lo spazio personale, arrivando fino ad una distanza di 30 cm
circa.

Secondo E.Berne “Un gioco di emozioni compresse è costituito da una serie di transazioni ulteriori che conducono ad un tornaconto ben definito” che ha come obiettivo il rinforzo del copione di riferimento. Se impariamo a riconoscere un gioco psicologico negativo lo possiamo evitare  o gestire,  il che vuol dire riconoscere i bisogni profondi insoddisfatti di noi stessi e imparare a soddisfarli  piuttosto che reprimerli o spostarli inconsapevolmente su altre persone e situazioni.  Tra le dinamiche relazionali che si possono verificare tra le persone, i giochi psicologici sono sicuramente le peggiori, quelle cioè che fanno stare peggio. Per dare un’idea di ciò che un gioco sia, basta pensare a cosa accade quando all’interno della conversazione si avverte uno stato crescente di tensione causato da ciò che l’interlocutore sta insinuando con le proprie affermazioni, si tenta di contrastare senza successo le velate allusioni che egli fa e alla fine la conversazione si conclude con una sensazione sgradevole.Uno dei giochi che maggiormente guasta le relazioni interpersonali è il gioco "Difetto". Questo è il gioco di chi non perde occasione per evidenziare in modo subdolo ma pungente difetti nelle persone che ha davanti. Consiste nel fare delle affermazioni che feriscono terribilmente la persona con cui si sta parlando,
ma in un modo così bene camuffato da non poter dire a chi sta parlando neanche che quel che dice è offensivo
Vediamo un gioco di seduzione erotica di una donna verso un uomo
G+A= R -> S -> X -> T
Analizziamo  la formula di gioco applicata ad un caso concreto di gioco “La calza”:
G = Gancio – La ragazza in modo provocante alza la gonna e si  aggiusta la calza, il che vuol dire c’è qualche uomo che desidera agganciarsi  a  me?
A = Anello – Il giovane  abbocca  e si avvicina alla ragazza
R = Risposta – La  relazione tra i due giovani si intensifica
S = Scambio – Succede che durante la relazione la  ragazza  fa capire al giovane che si è sbagliato  a considerarla una tipa leggera  e l’accusa di essere un giovane arretrato. Il giovane risentito si arrabbia. Tale cambio di scena crea  un risentimento interno in entrambi.
X = Momento di confusione – I giovani  avvertono un senso di confusione e rimangono disorientati per quello che è accaduto e  si rendono conto di non conoscere affatto  l’altra persona.
T = Tornaconto –  I giocatori, ossia tutte  e due i giovani si sentono indignati  ed esprimono pensieri negativi su di sé e l’altro (Tornaconto di  copione) .

Fondamentalmente a questo tipo di donne non  interessa con chi entrare in gioco, né di   calcolare il momento giusto per farlo in quanto il motivo e fargliela pagare. Infatti  appena il giovane entra in scena  con delle avances, la donna risponde in malo modo accusandolo di essere arretrato e di  aver frainteso 
Scopo del gioco è dimostrare che gli uomini sono dei maiali.
. Alcune  donne  amano  mostrare i loro  seni procaci, intrecciando le mani dietro la nuca sporgendo al massimo il petto in modo tale da attirare l’attenzione; oppure possono sculettare  in modo provocante  come richiamo seducente. la soluzione a questo gioco è  ignorare  gli atteggiamenti provocatori e continuare  le proprie  cose.  Questo genera anche attrazione perchè si interrompe lo schema della donna.

venerdì 21 giugno 2013

Tipologie analogiche bipolari



Le Tipologie analogiche BIPOLARI sono tipologie comprtamentali particolari 
I bipolari analogici sono EGO che hanno la ex conflittualità analoga stimolatore, la ex
conflittualità viene fuori più spesso quando il soggetto si trova in forte stato
emotivo.
Un ego che si gratta a sx (avere) è bipolare.
Esempi:
EGO Femmina  ASTA
EGO Maschio  TRIANGOLO
I bipolari soffrono di affidabilità frustrata riguardo al sesso del proprio ego, nei
riguardi del quale sono soggetti ad idea conclamata
I bipolari prima ti cercano, poi ottenuto il consenso tendono a sparire.
I bipolari sono sensibili alla SINDROME PERSECUTORIA in quanto si scinde da
una parte di se stesso che definisce cattiva e negativa.
La parte scissa dell'individuo è spesso da lui identificata come negativa, in sintesi
il bipolare giudica negativi i propri modi trasgressivi, non conformi ai modelli di
riferimento genitoriali.
La scissione di fatto è solo un meccanismo di difesa per cui malgrado il tentativo
di staccarsi da quella parte giudicata negativa di se stesso, questa continua a
manifestarsi divenendo una mania persecutoria.Nel bipolare ad ogni azione
problematica corrisponde una reazione a sua volta problematica ed ogni soluzione
del problema originario diventa un problema pari al primo.
I bipolari denunciano due problemi apparentemente distinti ma che di fatto
rappresentano il VERSO e L'INVERSO della stessa cosa.
Ad esempio anoressia/bulimia, ansia /depressione.
ANATEMI per i bipolari
Vincolo interattivo governato dal Mastro di Chiavi, limite al quale il
soggetto non vuole arrivare come giudizio ricevuto (se in arrivo: tutte le
tipologie) o espresso (se in partenza: solo i registi).

Sono le più grandi offese di ogni cultura. In quella nostra sono:
Frocio,Impotente,Lesbica,Troia ogni tipologia ha la sua in base alle triadi e/o
diaditipologicheedex tipologiche. C'è dibattito sull'esatto anatema per
tipologia.Per esempio le registe alterate rispondono in "gradimento" a
"Troia"e iregisti alterati a "Frocio" strnte alla mia esperienzaLe donne ego Maschio asta  Su puttana vengono in avanti, su lesbica no.
Utilizzare questi però non vuol dire "Puttana" o "Lesbica" o "Frocio" o
"Impotente" al soggetto ma parlargli in tal modo che possa temere un tale
giudizio da te. "Non è un poco troppo corta quella gonna?" = "Puttana",
"Fancesca, non credi che ti stai avvicinando troppo alla Gianna?" = "Lesbica"

mercoledì 19 giugno 2013

Comunicazione non verbale e gestione dei conflitti esterni ed interni



La Comunicazione non verbale utilizzata in modo appropriato permette  gestione dei conflitti esterni ed interni.
I conflitti interni sono con se stessi.
Tra Patre emotiva ed Io logico.
Da un punto di vista dinamico l’Io rappresenta un costante conflitto che induce un dolore verso il quale organizza meccanismi di difesa che si
attivano appena si presenta un affetto spiacevole: “segnale d’angoscia”.
Questa reazione primaria, in seguito, viene sostituita da meccanismi più efficaci e meno dolorosi, oltre che protettivi, come sono per es. le fobie. In
questo periodo il timore che percepisce l’Io è quello di essere sopraffatto o annientato (sparire nel nulla)

Da un punto di vista dinamico l’Io rappresenta un costante conflitto che induce un dolore verso il quale organizza meccanismi di difesa che si
attivano appena si presenta un affetto spiacevole: “segnale d’angoscia”.
Questa reazione primaria, in seguito, viene sostituita da meccanismi più efficaci e meno dolorosi, oltre che protettivi, come sono per es. le fobie. In
questo periodo il timore che percepisce l’Io è quello di essere sopraffatto o annientato (sparire nel nulla)

Taluni autori, come Lowen, hanno cercato di dare un contributo più sostanziale, individuando la persona secondo classi di appartenenza fisica. Attraverso l’osservazione di determinate
forme strutturali, lo studioso ne aveva individuati i caratteri.
La persona bassa e tarchiata era definita masochista, quella
longilinea narcisista e così via.
Queste distinzioni appaiono superate, poiché molto spesso gli individui appaiono come degli incroci tra queste categorie, che, tra l’altro, possono comparire maggiormente in talune aree geografiche rispetto ad altre senza che questo abbia una connotazione caratteriale.

Ci sono gesti che esprimono i disagi emotivi delle persone che 
ci stanno di fronte, e, di conseguenza, atti comunicativi che l’operatore può utilizzare per pilotare il comportamento.
Il gesto ha un potere.
Nessuno dei manuali fa rilevare questo dato o, perlomeno, insegna come comportarsi.
Un uomo a braccia incrociate manifesta chiusura agli altri.
Rilevato questo dato comunicativo, nessuno ci dice come fare
in modo che si apra alla relazione.
Siamo felici, oggi, di fare partecipi i lettori delle nostre intuizioni.
Per prima cosa possiamo cercare di distinguere ogni singolo segnale non verbale che le persone esprimono.
Poi si valuteranno i gesti di pilotaggio del comportamento altrui
per destreggiarsi, infine, nella sublime arte di modulare il dialogo sulla C.N.V. dell’altro.
Intuite, quindi, la considerevole portata di questo metodo.
Grande vantaggio, giova ripeterlo, è rappresentato dal risparmio di tempo che investiremo per cercare di capire le persone
significative della vita.
Come il personal computer ha facilitato la vita al mondo intero, così il metodo analogico è messo a disposizione di tutti come
un software mentale, che faciliterà il riconoscimento degli altri per quello che realmente sono.

attraverso la conoscenza dei segnali della
comunicazione non verbale potremo intuire se l’altro sarà compatibile con i nostri valori, malgrado abili recite di ruoli positivi e gratificanti.
Ove si sia alla ricerca di un partner fedele, basterà che si accenni a tale qualità durante il dialogo. Se la persona ammetterà di essere devota, ma si strofinerà il naso mentre lo afferma, il tecnico saprà che ha detto una menzogna.
Si potrà uscire con il nuovo oggetto di desiderio, ma senza grosse aspettative, oppure si potrà accettare la sfida di averne le attenzioni in via esclusiva.
Se esiste una pietra filosofale della comunicazione, è
rappresentata proprio dalla conoscenza della gestualità.
Per quanto entusiasmante, l’attività di individuazione e, soprattutto, di interpretazione dei segnali non verbali è tutt’altro che semplice.


La gente, profana in materia, si affida istintivamente a indizi non verbali per giudicare le persone, come l’esitazione a parlare ed il tono di voce più alto.
Si ritiene che la comunicazione non verbale sia meno facilmente controllabile e, di conseguenza, più sincera.
Assolve svariate funzioni: esprime le emozioni e l’atteggiamento
nei confronti degli altri, manda informazioni su di sé e integra
il discorso.
Il processo di codificazione è, in ogni caso, complicato dalle regole dell’ostentazione e dalla combinazione di messaggi spontanei e  intenzionali.
La decodificazione, invece, implica l’integrazione di diversi indizi verbali e non, e la valutazione della situazione in senso complessivo.
Il maestro della comunicazione non verbale è in grado di trasformare il dialogo in una danza, paragonabile ad un walzer di Strauss.
Quando la comunicazione non verbale dell’altra persona diventa congruente alla nostra, si realizza la magia dell’intesa perfetta.
Percepiamo, istintivamente, come gradevoli le persone che duplicano delicatamente la nostra gestualità, perché è come se ci comunicassero una piena sintonia con il nostro modo di pensare e di vedere.

domenica 16 giugno 2013

Seduzione e Successo


La possibilità c’è per tutti per dirlo con le parole di Steve Jobs :“impossible is nothing”. Deve esserci la motivazione. L’importante è che il cambiamento avvenga a piccoli passi. Il condizionamento educativo ci spinge a credere che solo risultati eccellenti portino a meritare l’amore degli altri mentre l’insuccesso può far temere l’abbandono. Da sempre siamo tenuti a raggiungere subito il risultato ma imparare cose nuove richiede tempo e passi intermedi. Il fallimento è parte integrante dell’apprendimento. Occorre darsi la possibilità di sbagliare perché si tratta di esperienze e non di errori. Molti sono invece analfabeti per quanto concerne il  riconoscimento e la gestione delle emozioni che sono meccanismi che comandano il nostro fare in assenza di consapevolezza
Parlando di ruoli nella comunicazione, non è fuori luogo  accennare a qualche nozione di dinamica intrapsichica.
La nostra mente è oscillante tra istituzione e trasgressione.
Possiamo riferire alla categoria semantica dell’istituzione tutto ciò che riguarda la sfera logica, razionale, consapevole dell’individuo. Diversamente, la sfera analogica, che ci è tanto cara, racchiude la componente trasgressiva, irrazionale, istintiva.
Non siamo sempre uguali nelle modalità di comportamento.
In determinati periodi, la sfera logica - o quella analogica
- possono prendere il sopravvento, creando determinate fenomenologie anche a livello di disturbi del comportamento.
Per amore di sintesi, quando ci sentiamo profondamente innamorati di qualcuno che non ci corrisponde, siamo dominati dalla sfera analogica .
L’impedimento è esterno: l’emotività non riesce ad andare a bersaglio, per cui implode.
E’ come se la parte istintuale prevaricasse la motivazione, la sfera razionale, che risulta impotente a fronteggiare le pene amorose.
Diversamente, ove i pregiudizi culturali, sociali o familiari ci impediscano di manifestare amore e passione verso un oggetto di desiderio, vivremo una problematica in cui la razionalità prende il sopravvento sul mondo emotivo .
La nobildonna che è attratta dallo stalliere, ma non prende in considerazione un rapporto amoroso con lui per ragioni di blasone, quando potrebbe andare a bersaglio, vive un problema artificiale.
L’impedimento, il vincolo al possesso, è interno alla persona.
E’ stato oggettualizzato un totem: il blasone, che si erge a Super-io.
Istituzione e trasgressione creano i propri simboli di riferimento  totem, baluardi denominati, rispettivamente: guardiani di porta, a presidio dell’istituzione, e mastri di chiavi, a presidio della trasgressione, della sfera analogica.
Non è necessario soltanto rendersi conto se sia il caso di porsi o meno in ruolo up piuttosto che down, ma anche individuare se una persona è dominata, in quel periodo, dalla necessità di avere attorno a sé elementi istituzionali piuttosto che trasgressivi.
E’inutile adottare modalità non convenzionali con una persona che è appena uscita da una relazione particolarmente dolorosa.
Ha già avuto la dose di trasgressione, definendo trasgressivo
chi non corrisponde alle aspettative.
Per noi rappresenta più un ruolo comportamentale che sociale.
Non significa abbigliamento trasandato o taglio di capelli particolare.
Significa non essere conformi al ruolo, come nel caso dell’innamorato che promette mari e monti alla partner, salvo tradirla.
Diversamente, chi sta vivendo un rapporto di coppia noioso, asfissiante, non vorrà saperne di entrare in relazione con persone rassicuranti, prive di vitalità.
Per cambiare è fondamentale interrompere lo schema, cioè l’abitudine che abbiamo acquisito nel tempo di reagire ad una situazione sempre nello stesso modo anche se lo riteniamo errato e fallimentare. Dobbiamo essere tesi a rimettere ordine nel nostro atteggiamento di sempre riallineando quello che c’è fuori e quello che c’è dentro.

IN CHE MODO I MIGLIORAMENTI SONO SCIENTIFICAMENTE MISURABILI? 

Fin dall’inizio è necessario stabilire correttamente in modo chiaro ed univoco i criteri di evidenza cioè  quali sono gli obiettivi che si vogliono ottenere. Il momento in cui questo accadrà e si avvererà, si avrà l’evidenza, e quindi la certezza, che i miglioramenti desiderati saranno stati ottenuti.
Una volta conosciuta la persona di interesse, andrà sviluppato un rapporto empatico positivo (R.E.P.).
In buona sostanza, si tratta di impartire delle stimolazioni che hanno lo scopo di renderci simpatici e degni di stima, di considerazione.
Obiettivo principale è il coinvolgimento della parte emotiva ponendo attenzione a non inimicarci la sfera logica,principale destinataria della fase di R.E.P., con atteggiamentiinopportuni.
Tatto, delicatezza, diplomazia e buon senso sono aspetti da non trascurarsi in questo frangente, soprattutto per calibrare possibili intemperanze altrui.
La buona educazione, purtroppo, non è così diffusa e sin d’ora l’aspirante venditore o seduttore analogico deve essere pronto
a saper risolvere qualsiasi problematica relazionale.
I modi per sviluppare un buon R.E.P. sono molteplici e risentono delle singole capacità individuali. Una prima tecnica può essere quella, rimandando al capitolo sui ruoli, di porsi all’altro in modo complementare.

venerdì 14 giugno 2013

Saper Gestire le Emozioni



Il saper gestire le proprie emozioni è la chiave del benessere personale.
I sentimenti estremi minano la nostra stabilità ed equilibrio. 
E’ importante che ci sia un equilibrio fra momenti positivi e negativi, perché la sofferenza non superi la capacità della mente di tollerarla (stress).
Da esperimenti si evince che il cervello è costruito fin da principio per rispondere all’espressione di emozioni specifiche. L’empatia è una premessa
biologica.

Quando il cervello emozionale sta scatenando una forte reazione, l’empatia è scarsa o addirittura assente. Per essere empatico, il soggetto deve essere
abbastanza calmo e recettivo da poter ricevere i sottili segnali emozionali emessi dall’altra persona e mimarli nel proprio cervello emozionale (es.. lavoro
psicoterapeutico, il concetto di ‘contenitore’ bioniano, la mente dell'analista al lavoro, sofferenza confusionale, identificazione proiettiva
Ecco cosa dobbiamo imparare:
Conoscenza delle proprie emozioni: cioè la capacità di riconoscere un sentimento
nel momento in cui si presenta
Controllo delle emozioni: la capacità di controllare i sentimenti in modo che siano 
appropriati si fonda sull’autoconsapevolezza : capacità di calmarsi, di liberarsi
dall’ansia, dalla tristezza, dall’irritabilità ecc. Diversamente ci si trova
continuamente a dover combattere contro sentimenti tormentosi ( capacità di modulare la sofferenza, piuttosto che evitarla o evacuarla)
Motivazione di sé stessi: la capacità di dominare le emozioni per raggiungere un
obiettivo permette di: concentrare l’attenzione, trovare motivazione, controllo di sé,
essere creativi. La capacità di ritardare la gratificazione e di controllare gli impulsi
è alla base di qualunque tipo di realizzazione (Concentrazione e controllo non
attraverso una scissione, ma una modulazione. Processo primario e secondario)

Riconoscimento delle emozioni altrui: empatia ‘provare dentro’. La mancanza di
empatia ha un elevato costo sociale (progetto europeo per lo sviluppo delle
emozioni nelle elementari). V.Winnicott ‘Sulla democrazia’
Gestione delle relazioni: capacità di dominare le emozioni altrui. La robustezza
del nostro ‘apparato per pensare’ (Bion). La capacità di continuare a ‘pensare’
anche in situazioni di turbolenza prodotta dalle emozioni degli altri ). Questo sono le abilità che aumentano la
popolarità, la leadership, l’efficacia interpersonale

Il nostro livello di capacità ha una base neurale, però il cervello è plastico e
impegnato costantemente in processi di apprendimento

Le categorie di persone a seconda del modo in cui
percepiscono e gestiscono le proprie emozioni:
•autoconsapevoli: il loro essere attenti alla propria vita interiore li aiuta a controllare le emozioni. Sono individui autonomi che godono di una buona

saluta psicologica (V. il discorso diWinnicott mente- psiche -soma)
•i sopraffatti: sono spesso sommersi dalle proprie emozioni e incapaci di sfuggir loro. Sono volubili e non pienamente consapevoli dei propri sentimenti. Spesso si sentono sopraffatti.
•I rassegnati: sebbene abbiano spesso idee chiare sui propri sentimenti tendono

ad accettarli senza cercare di modificarli