domenica 10 febbraio 2013

Le paure degli esseri umani




La paura è una delle emozioni peggiori e, come tutte le altre è causata dai nostri pensieri.
Imparare a superare le paure è fondamentale anche per fare fluire l'energia sessuale.

Come puoi fare per far si che i tuoi pensieri ti causino emozioni positive? Sicuramente non riuscirai a gestirli completamente tutti dall'oggi al domani, visto che il tuo cervello crea 60'000 immagini al giorno; ma come una scala, si inizia dal primo gradino.

Inizia ad essere consapevole dei tuoi pensieri, riconoscili, senti come ti fanno stare; che emozioni ti tirano fuori? E' un pensiero costruttivo o sabotante?  Hill, famoso scrittore e conferenziere motivazionale, autore del famosissimo testo di Self-Help “Pensa e arricchisci te stesso” – Thing and grow rich, afferma che le paure di cui siamo soggetti acquisiscono forme e aspetti diversi, ma sono riconducibile a sei tipologie:
  1. La paura della povertà
  2. La paura delle critiche
  3. La paura delle malattie
  4. La paura di perdere l’amore di una persona (timore dell'abbandono)
  5. La paura della vecchiaia
  6. La paura della morte

     Fra i tanti aforismi che ci ha lasciato, il più significativo e che racchiude nella sua interezza il suo pensiero è il seguente: “Qualunque cosa la vostra mente possa concepire e credere, questa si può realizzare”. Hill è da considerarsi l’uomo che maggiormente ha influenzato il pensiero dello sviluppo personale e del successo in tutto il periodo del novecento, ed ancora oggi i suoi libri identificano i princìpi e le leggi per il raggiungimento dell’affermazione personale.


    Le prime tre paure sono quelle più angosciose.
    Ne esistono poi molte altre di minore importanza, ma possono essere catalogate sotto quelle principali.
    La paura non è niente di più che uno stato mentale, e come tale è soggetto al controllo ed alla direzione dell'uomo, che non può creare nulla se prima non l'ha concepito sotto forma di impulso di pensiero, e da ciò deriva un altro concetto basilare, e cioè che gli impulsi di pensiero nell'uomo possono essere immediatamente convertiti nel loro equivalente fisico, siano essi impulsi volontari od involontari (questi ultimi sono quelli raccolti per puro caso, quelli cioè che sono stati realizzati da altre menti).
    Possono essere determinanti per il destino delle persone, siano essi stati creati direttamente, con proprie mete e desideri, od acquisiti da altri.
    Noi stiamo qui gettando le fondamenta per acquisire un nuovo modo di pensare, vogliamo capire perché alcune persone sembrano essere fortunate mentre altre, di uguale o maggior abilità, addestramento, esperienza e capacità mentale, sembrano destinate all'eterna sfortuna.
    La Natura ha dotato l'uomo del controllo di molte sue manifestazioni, ed una di queste è il pensiero.
    Se è vero che ogni pensiero ha la tendenza a convertirsi nel suo equivalente fisico, e questo è vero aldilà di qualsiasi dubbio razionale, è anche vero che un pensiero di paura non può essere trasformato in uno di coraggio, sono cose del tutto diverse, e contrarie tra loro.
    Non ci può essere nessun compromesso tra povertà e ricchezza, le strade che vi ci conducono corrono in direzione opposta.
    Fra queste, immancabile, non potette certo omettere di annoverare la paura di perdere l’affetto e l’amore delle persone care ed alle quali ci si sente più legati.
    Sembrerebbe sia proprio questa la più grande paura maggiormente diffusa, e che tiene facilmente in condizioni di vigilanza, tensione, gelosia o attesa, la maggior parte delle persone. Questa antichissima forma di paura è legata alla prima di tutte delle necessità: quella di essere accudito, amato, preso in cura. Oggetto di angosce abbandoniche precoci è appunto l’esperienza che ciascun bambino si porta dentro, in riferimento all’eventuale ed orribile proposito di essere rigettati e abbandonati dalla fonte d’amore. È questa spaventosa prospettiva che giustifica la richiesta decisamente più frequente e continua circa la rassicurazione di essere sostenuti, accolti, accettati, protetti. La perdita ed il distacco di ogni legame affettivo, anche in età adulta, non può non far riaffiorare frammenti di un sentimento così recondito e profondo. Tale intima esperienza si coniuga ad un’esigenza primordiale, e la paura che vi si accosta si sviluppa in riferimento a immagini interiori di perdita e sensazioni di abbandono ivi associate.

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