lunedì 25 febbraio 2013

Interruzione di schema



Come si attua l'Interruzione di schema?
Si tratta di mettere in atto comportamenti totalmente inusuali ed inconsueti per spezzare gli
schemi precostituiti dell’altro creandogli confusione che poi sarà utilizzata per fornirgli una
continuazione dello schema che vada nella direzione da noi voluta.
Serve anche per superare il giudizio negativo degli altri.
Dell’interruzione di schema ci si può servire nella vita di tutti i giorni individuando tipi di
interruzioni a seconda dei contesti in cui ci si trova.
Gli esseri umani mettono in atto i loro comportamenti sulla base di schemi consolidati.
Questi schemi sono delle sequenze di T.O.T.E. (Test - operating - test - exit).
Vediamo il T.O.T.E. come flow-chart.
TEST
OPERATING
OK KO
TEST
EXIT
Per uscire dallo schema è necessario che il secondo test sia positivo, altrimenti si continuano
le operazioni dello schema.
Ad esempio se lo schema è “piantare un chiodo” il test iniziale sarà ad esempio la verifica
della presenza del chiodo, del martello.
L’operazione sarà quella di martellare.
Il secondo test sarà la verifica che il chiodo è piantato.
Ogniqualvolta si avvia lo schema di una persona iniziano automaticamente le operazioni
relative a quello schema.
Se, con un comportamento strano ed insolito si interrompe lo schema, la persona entra in
introspezione (trance) per ricercare un nuovo schema.
In questo frangente la persona è ricettiva alle nostre suggestioni alle quali si attacca per
uscire dall’empasse nel quale è caduta.
Esempi di interruzioni di schema:
-Tendere la mano ad una persona e quando questa automaticamente fa lo stesso chinarsi ed
allacciassi la scarpa, oppure prendere la sua mano destra con la sinistra, alzarla e girargli il
palmo verso l’alto.
-Ripondere ad una domanda con qualcosa che assolutamente non centra nulla.
-Se una ragazza viene corteggiata da tutti il fatto di essere corteggiata ogni volta che
incontra qualcuno diventa per lei uno schema abituale, se uno la ignora totalmente il suo
schema viene interrotto e lei cercherà di darsi una spiegazione del perchè questo non la
corteggia ed è probabile che sia lei ad avvicinarsi e offrirsi.
Per quanto riguarda le tecniche induttive una tecnica che sfrutta il principio dell’interruzione
di schema è la seguente:
Si fa stare il soggetto in piedi, lo si fa respirare lentamente si ricalca con il movimento del
braccio il respiro .
Dopo un po , improvvisamente gli si urla dormi! ! spingendolo con il braccio verso di noi.
Ovviamente le tecniche di interruzione di schema funzionano con persone che non le conoscono.

domenica 24 febbraio 2013

La comunicazione ipnotica persuasiva




La comunicazione ipnotica persuasiva si basa su alcune modalità di comunicazione come ad esempio l'uso deliberato della NEGAZIONE.
Si è trovato che è più difficile, nella misura del 30%, capire una negazione che una affermazione (Donald Son 1959) .
Così l’’uso della negazione può essere può essere usato nelle suggestioni contingenti.
Erickson sostiene che la semplice espressione di una negazione da parte dell'operatore possa innescare automaticamente la scarica di ogni inibizione e resistenza che sia stata costruita dal soggetto.
Per persone resistenti (soggetti che hanno ricevuto troppe imposizioni) si inizia col dire:”non devi fino a che”.
serve a a far scaricare le resistenze costruite dal soggetto, funziona dando una suggestione in
negativo legata ad una via di scampo.
Esempi:
-E tu puoi, no ?
-Puoi provare, no ?
-Vuoi oppure non vuoi ?
-Lo fai, non è vero ?
-Non devi entrare in trance fino ache non sarai realmente pronto
-Tu non farai un respiro realmente profondo fino a che <congiunzione che forma la
suggestione contingente> la mano non tocchi il viso
-Tu non saprai realmente quanto benessere proverai nella trance fino a che il braccio non si
è abbassato lentamente per fermarsi sulla gamba.
-E realmente non devi fare...”obbiettivo”..... fino a che....”comportamento inevitabile
nell’immediato futuro”

-Non devi andare in trance fino a che non sei realmente pronto
-Non farai un respiro realmente profondo fino a che la tua mano non tocchi il viso
-Non saprai realmente quanto benessere proverai nella trance fino a che il tuo braccio non
si è abbassato per fermarsi sulla tua gamba e sul bracciolo della poltrona
-E tu puoi, no?
-Perchè non lasciare che accada?
DIRETTIVA IMPLICITA
E` una forma di suggestione che serve per approfondire i contatti dei soggetti con le proprie
realtà interne durante la trance.
non si dice direttamente di fare qualcosa ma si dà per scontato che qualcosa sarà fatto
Si divide in tre parti distinte
1) introduzione a tempo obbligato
2) la suggestione implicita che ha luogo nel paziente
3) risposta comportamentale che segnala il momento in cui la suggestione implicita è stata
compiuta
L’introduzione si può anche ottenere con appena, quando.
Esempi:
-Appena il tuo inconcio ha raggiunto l’origine di quel problema il tuo dito può sollevarsi
-Quando hai raggiunto una senzazione di benessere e di rilassamento i tuoi occhi si
chiuderanno da soli
-E quando un pensiero rilevante ed interessante raggiunge la tua mente cosciente , i tuoi
occhi si apriranno mentre lo prendi in considerazione con attenzione <esempio di verifica,
nel caso in cui il soggetto non sta seguendo , senza che il soggetto se ne accorga>
-I tuoi ricordi, immagini e senzazioni sono ,ora ,per te in questo stato di trance più
importanti?
-Solitamente non siamo consapevoli del momento in cui ci addormentiamo e talvolta non
siamo neppure consapevoli di aver dormito

-Ora tu sai che durante la giornata fai molte cose senza esserne consapevole
-Anche il cuore batte senza un qualsiasi aiuto o direzione cosciente da parte tua
-Ed anche quano cammini, le tue gambe sembrano muoversi da sole e portarti ovunque tu
voglia andare
-E le mani fanno la maggior parte delle cose che tu vuoi che facciano senza dover dire:
mani fate questo o fate quello
-Appena il tuo inconscio si rende conto che può tornare nuovamente in questo stato
agevolmente e facilmente per poi fare un lavoro costruttivo la prossima volta che saremo
insieme <suggestione post-ipnotica>, ti troverai a svegliati sentendoti rinvigorito e soddisfatto

venerdì 22 febbraio 2013

La finalità della comunicazione emotiva




Qual è lo scopo della comunicazione emotiva?La finalità della comunicazione emotiva è soddisfare delle esigenze emotive.
L'uomo comunica per soddisfare un'esigenza e per nessun altro motivo.
Comunichiamo con noi stessi? Come usiamo riferimenti ed esperienze di vita?
Sempre, ogni nostro atto o mancanza di tale è una comunicazione.
L'uomo è una creatura omeostatica perciò quando qualcosa cambia, il dato del cambiamento viene inviato al sistema omeostatico per
aiutarlo a mantenere lo status quo. L'inconscio è come il messicano seduto al sole, l'unico motivo perché si muove e per andare a
mangiare o bere qualcosa nella "cantina" o per togliersi un moscerino dal naso, altrimenti resta lì imperterrito.
Per comunicare efficacemente bisogna conoscere l'uomo e i suoi problemi.
E' solo sollecitando le sue esigenze che si riesce a distoglierlo dal guardarsi l'ombelico, in senso figurato.
L'uomo comunica solo per appagare i propri bisogni, la comunicazione costa.
L'inconscio conserva la sua energia e non lo spreca per nulla di non essenziale. Infatti una volta impostata è come la bussola
giroscopica, ovunque tu vada continua a puntare sempre nella stessa
direzione anche contro delle forze abbastanza sollecite.
L'uomo non cerca il piacere, fugge dalla sofferenza.
In realtà fa entrambe le cose ma tra il scegliersi un piacere e allontanarsi dalla sofferenza, quest'ultima è la scelta spontanea.
L'uomo ricorda le sofferenze più facilmente dei piaceri.
Questo perché la sofferenza è indice di un pericolo per la sopravvivenza e proprio per questo la memoria dei pericoli permette in futuro di evitarli (o nel case di carenza emotiva cercarli!)
Ogni comportamento è comunicazione.
Ogni comportamento è un dato.
Non si può non comunicare.
Anche il non comportamento è un dato!
Ogni volta che comunichiamo, modifichiamo il modo in cui il nostro interlocutore ci considera.La nostra comunicazione interagisce con i modelli comunicativi ed esperienza all'interno del nostro interlocutore. Questo fatto ci permette di cambiare come ci interpreta e come comunica con noi
qualsiasi persona.

martedì 19 febbraio 2013

Soggetti ASTA, Soggetti TRIANGOLO



Vediamo le caratteristiche analogiche principali delle tipologie simboliche  ASTA e TRIANGOLO

SOGGETTO TRIANGOLO – DISTONIA MATERNA
Chi ha la distonia materna emette segnali:
- Gesti che per analogia ricordano il simbolo materno del TRIANGOLO (tocca oggetti in
modo avvolgente, consegna o tiene oggetti in modo cullante, unisce indice
pollice=triangolo).
- Parole: usano locuzioni femminili che per analogia ricordano il simbolo materno (è una
situazione accogliente, questa situazione è molto calda, umida, profonda.)
- Comportamenti: comportamento MATERNO, protettivo, tende a risolverti i problemi o
comportamento PATERNO, ti amplifica il problema e ti nega la soluzione, ti sgrida.
Assume il comportamento ideale che avrebbe voluto riscontrare in sua madre. Ha un
atteggiamento protettivo e giudicante. Cerca il conflitto con le donne con le quali mantiene
sempre un certo distacco e non perde occasione di misurarti in tutte le attività che
consentono una competizione diretta e antagonistica. Con i soggetti maschili ha un buon
rapporto ma deve gestire la sua predisposizione a un comportamento troppo materno che a
volte può risultare fastidioso
- Se esponi loro un simbolo conforme (ALIMENTATORE) emetterà RIFIUTO
- Se esponi loro simbolo “I” o “O” (spesso opposto) emetterà gradimento

SOGGETTO ASTA – DISTONIA PATERNA
Chi ha la distonia paterna emette segnali:
- Gesti che per analogia ricordano il simbolo paterno dell’ASTA (dito teso, penna, tocca o
consegna oggetti in modo penetrante)
- Parole: usano locuzioni maschili che per analogia ricordano il simbolo paterno (dobbiamo
penetrare il mercato, sarà più duro del previsto, è un lavoro molto lungo)
- Comportamenti, sicuro, deciso accusatorio, ti amplifica il problema e ti nega/demanda la
soluzione, ti sgrida. Assume il comportamento ideale che avrebbe voluto riscontrare in suo
padre. Ha un atteggiamento assertivo e giudicante ma teme al contempo il giudizio altrui.
Cerca il conflitto con gli uomini con i quali mantiene sempre un certo distacco e non perde
occasione di misurarsi in tutte le attività che consentono una competizione diretta e
antagonistica.
- Se esponi loro un simbolo conforme (ALIMENTATORE) emetterà RIFIUTO
- Se esponi loro simbolo “V” o “O” (spesso opposto) emetterà gradimento

lunedì 18 febbraio 2013

Coinvolgimento emozionale profondo per sedurre, amare ed essere amati (Mercoledì 27 Febbraio a Torino)




Corso : Coinvolgimento emozionale profondo per sedurre, amare ed essere amati

(Mercoledì 27 Febbraio a Torino)


Conduttore: 

Massimo TARAMASCO (Ingegnere Ideatore del metodo IDS -ingegneria della seduzione-Esperto di Comunicazione Emozionale Subliminale Love Coach e Formatore, Motivational Speaker, Life Coach & PNL Master)


SEDE: TORINO, VIA NIZZA 102 C/o UISP


DATA : Mercoledi' 27 FEBBRAIO 2013 ore 21

COSTO: 20 e 
PRENOTAZIONE VIA MAIL A 


centrostudicomunicazione@yahoo.it


VIVERE E’ UN’ARTE. “Non abbiamo scelto di vivere, ma dobbiamo imparare a farlo, così come si impara a suonare il pianoforte, a cucinare, a scolpire il legno o la pietra. È questo il ruolo dell’educazione. Peccato che l’educazione, concentrata sul saper fare, si preoccupi sempre meno del saper essere; mira a permetterci di affrontare le sfide esteriori della vita, più che quelle interiori: come si fa a essere in pace con se stessi e con gli altri? Come si deve reagire di fronte alla sofferenza? Come riuscire a conoscere noi stessi e risolvere le nostre contraddizioni? Come acquistare un’autentica libertà interiore? Come si fa ad amare? Come si può, infine, conseguire una felicità vera e duratura che, senza dubbio, dipende più dalla qualità del rapporto con se stessi e con gli altri che non dalla riuscita sociale e dall’accumulo di beni materiali?”.

Programma


  • il potere del comportamento nella comunicazione per coinvolgere a livello subliminale
  • I principi del Verso e dell’Inverso 
  • Istanza Emotiva ed Analogica 
  • Il Sistema delle Opposte Polarità nella interazione non verbale e nella seduzione analogica
  • La comunicazione analogica seduttiva 
  • Riconoscere all'interno del dialogo la tipologia simbolica di appartenenza 
  • La griglia sistemica dell’interlocutore nelle fasi di approccio e nella relazione
  • La funzione dei ruoli comportamentali nella triade simbolica: regista, adulto significativo, elemento di verifica 
  • Distonia, contrapposizione e antitesi 
  • Le fasi della relazione: empatia, simpatia, affinità elettive, simbiosi 


domenica 17 febbraio 2013

La meditazione sull'amore




DUE LIVELLI DI OBIETTIVI per la meditazione sull'amore che si può integrare con la meditazione per sviluppare il potere della mente e per raggiungere il benessere esistenziale.

1) La consapevolezza di sé:
è il fine verso cui si dovrebbe muovere la vita di ciascuno: raggiungere tale obiettivo è il fine della meditazione sull'amore
2) La mente e la propria realtà:
ciascuno ha una realtà differente, che esiste all'interno della propria mente: ogni modificazione di tale realtà personale tende a cambiare la vita dell'individuo; questo è lo scopo dell'autoipnosi.
La differenza essenziale tra autoipnosi e la meditazione sull'amore è nel fine.
CONCETTI UTILI PER  LA meditazione sull'amore 

Visualizzazione
Significa immaginare quello che desiderate.
Non significa vedere per forza delle immagini nella vostra mente, bensì sapere come quello che desiderate deve apparire.
Possibili oggetti di visualizzazione:
1) quello che desiderate, 2) voi stessi come vorreste essere, 3) gli altri come vorreste che fossero, 4) le condizioni che desiderate, 5) l'ambiente circostante che desiderate, 6) gli eventi che desiderate, 7) le qualità che desiderate manifestare
Pensate, prima di iniziare la meditazione sull'amore  a come desiderate che siano tutte queste cose; questo esercizio vi aiuterà a creare un'immagine più chiara nella vostra mente.
Affermazione
Le affermazioni sono le parole con le quali specificate ciò che desiderate, possono anche essere definite "suggestioni verbali".
Devono possibilmente sempre essere:
positive
al presente
cariche di emozione
Più le vostre parole delineereranno un'immagine chiara migliori saranno i risultati.
Proiezione
La proiezione è il vostro legare le vostre immagini e parole ad un evento futuro; è un elemento semplice ma assolutamente indispensabile.

domenica 10 febbraio 2013

Le paure degli esseri umani




La paura è una delle emozioni peggiori e, come tutte le altre è causata dai nostri pensieri.
Imparare a superare le paure è fondamentale anche per fare fluire l'energia sessuale.

Come puoi fare per far si che i tuoi pensieri ti causino emozioni positive? Sicuramente non riuscirai a gestirli completamente tutti dall'oggi al domani, visto che il tuo cervello crea 60'000 immagini al giorno; ma come una scala, si inizia dal primo gradino.

Inizia ad essere consapevole dei tuoi pensieri, riconoscili, senti come ti fanno stare; che emozioni ti tirano fuori? E' un pensiero costruttivo o sabotante?  Hill, famoso scrittore e conferenziere motivazionale, autore del famosissimo testo di Self-Help “Pensa e arricchisci te stesso” – Thing and grow rich, afferma che le paure di cui siamo soggetti acquisiscono forme e aspetti diversi, ma sono riconducibile a sei tipologie:
  1. La paura della povertà
  2. La paura delle critiche
  3. La paura delle malattie
  4. La paura di perdere l’amore di una persona (timore dell'abbandono)
  5. La paura della vecchiaia
  6. La paura della morte

     Fra i tanti aforismi che ci ha lasciato, il più significativo e che racchiude nella sua interezza il suo pensiero è il seguente: “Qualunque cosa la vostra mente possa concepire e credere, questa si può realizzare”. Hill è da considerarsi l’uomo che maggiormente ha influenzato il pensiero dello sviluppo personale e del successo in tutto il periodo del novecento, ed ancora oggi i suoi libri identificano i princìpi e le leggi per il raggiungimento dell’affermazione personale.


    Le prime tre paure sono quelle più angosciose.
    Ne esistono poi molte altre di minore importanza, ma possono essere catalogate sotto quelle principali.
    La paura non è niente di più che uno stato mentale, e come tale è soggetto al controllo ed alla direzione dell'uomo, che non può creare nulla se prima non l'ha concepito sotto forma di impulso di pensiero, e da ciò deriva un altro concetto basilare, e cioè che gli impulsi di pensiero nell'uomo possono essere immediatamente convertiti nel loro equivalente fisico, siano essi impulsi volontari od involontari (questi ultimi sono quelli raccolti per puro caso, quelli cioè che sono stati realizzati da altre menti).
    Possono essere determinanti per il destino delle persone, siano essi stati creati direttamente, con proprie mete e desideri, od acquisiti da altri.
    Noi stiamo qui gettando le fondamenta per acquisire un nuovo modo di pensare, vogliamo capire perché alcune persone sembrano essere fortunate mentre altre, di uguale o maggior abilità, addestramento, esperienza e capacità mentale, sembrano destinate all'eterna sfortuna.
    La Natura ha dotato l'uomo del controllo di molte sue manifestazioni, ed una di queste è il pensiero.
    Se è vero che ogni pensiero ha la tendenza a convertirsi nel suo equivalente fisico, e questo è vero aldilà di qualsiasi dubbio razionale, è anche vero che un pensiero di paura non può essere trasformato in uno di coraggio, sono cose del tutto diverse, e contrarie tra loro.
    Non ci può essere nessun compromesso tra povertà e ricchezza, le strade che vi ci conducono corrono in direzione opposta.
    Fra queste, immancabile, non potette certo omettere di annoverare la paura di perdere l’affetto e l’amore delle persone care ed alle quali ci si sente più legati.
    Sembrerebbe sia proprio questa la più grande paura maggiormente diffusa, e che tiene facilmente in condizioni di vigilanza, tensione, gelosia o attesa, la maggior parte delle persone. Questa antichissima forma di paura è legata alla prima di tutte delle necessità: quella di essere accudito, amato, preso in cura. Oggetto di angosce abbandoniche precoci è appunto l’esperienza che ciascun bambino si porta dentro, in riferimento all’eventuale ed orribile proposito di essere rigettati e abbandonati dalla fonte d’amore. È questa spaventosa prospettiva che giustifica la richiesta decisamente più frequente e continua circa la rassicurazione di essere sostenuti, accolti, accettati, protetti. La perdita ed il distacco di ogni legame affettivo, anche in età adulta, non può non far riaffiorare frammenti di un sentimento così recondito e profondo. Tale intima esperienza si coniuga ad un’esigenza primordiale, e la paura che vi si accosta si sviluppa in riferimento a immagini interiori di perdita e sensazioni di abbandono ivi associate.

venerdì 8 febbraio 2013

Blocchi e problemi che ostacolano i raggiungimento degli obiettivi






Sono molti i  Blocchi e problemi che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi


Il problema originario è definito tale in quanto governato dalla parte più primitiva dell'essere umano l'emotività, quello artificiale invece è detto
tale perchè mediato dagli artifici del pensiero logico.
Detto questo come è noto i problemi originari si manifestano le paure, quelli artificiali sono ovviamente più articolati e possono comprendere i vincoli logici e razionali.
I problemi originari non sono poi riconosciuti dall'istanza logica ma solo vissuti, quelli artificiali ovviamente invece lo sono:soffro perchè non
posso fare ameno di giocarmi lo stipendio al casinò e perderlo (ad esempio).
entrambi i problemi possono essere poi ordinari o intensi , sono ordinari quando di bassa intensità che non causano quindi sofferenza alla parte logica, una leggera paura transitoria nel caso dell'originale..e qualche mania nel caso dell'artificiale 
gas), diventano intensi  quando l'intensità aumenta e fa soffrire la parte logica.
Detto questo abbiamo poi due strutture umane, quelle base e quelle alterate, la differenza evolutiva è che le prime si sono potute esprimere istintivamente mentre le seconde ad un certo punto hanno dovuto con il supporto della logica alterare (per avere garantita la
sopravvivenza emotiva)la loro tipologia distonica..imparando quindi ad avere un pensiero logico forte, allenato, perdendo però la naturale
spontaneità.
Le strutture base proprio perchè più emotive tendono a vivere i problemi originari, quelle alterate proprio perchè più logiche i problemi artificiali.
questo nelle condizioni ordinarie, in patologia possono ribaltarsi.
Altra cosa importante è che la genesi dei problemi artificiali può seguire sostanzialmente due strade:

1)la persona vive poca emotività (reattività preponderante) per cui
l'inconscio se la procura da solo attraverso fallimenti vari

2)la persona vive un livello altissimo di emotività, che inizialmente si manifesta come problema originario poi però se
l'emotività continua a crescere subentrano dei meccanismi di difesa , i problemi artificiali, che cercano di contenerla.
Per quanto riguarda il passaggio dalla chiave di accesso primaria (che comunque sarà quella fondamentale per tutta la vita della persona) a
chiavi di accesso secondarie in condizioni di problemi intensi, si può dire che la commutazione è dovuta al fatto che in ogni persona ad un
certo livello (direi evolutivo per l'essere umano) sono presenti tutte e 8 le chiavi di accesso, (una però ovviamente è quella primaria che sottende
all'evoluzione specifica) per cui in condizioni di stress emotivo come un problema patologico, può temporaneamente verificarsi una
destrutturazione e manifestarsi una chiave di accesso diversa.
Tipicamente le strutture essere base tendono a vivere tematiche da avere alterate, quelle avere base da essere alterate e viceversa.

sabato 2 febbraio 2013

Valutazione di se stessi




La valutazione di se stessi è sempre  legata ad un filo sottilissimo, pronto a spezzarsi al primo mancato segnale di riconoscimento (per questo al test risulta che ha paura di essere incapace e stupido).

Il lavoro da fare è di svincolare il riconoscimento del proprio valore dal giudizio altrui, riportandolo in suo dominio:
• Il mio valore è sempre dentro di me
• Niente e nessuno può togliermi il mio valore
• Io sono e mi sento una persona di valore anche quando gli altri non me lo riconoscono
• Io accetto che gli altri possano non riconoscere il mio valore
Anche quest’ultima parte legata all’accettazione è molto importante ai fini del completamento del lavoro. Ci sarà sempre qualcuno che non approverà o non apprezzerà quello che faccio: è importante che io lo metta in conto e lo consideri del tutto normale.
La paura del giudizio altrui è molto diffusa ma ho notato che lavorando sul portare le credenze positive ‘dentro’ la propria identità e sul rendersi impermeabili ai giudizi depotenzianti esterni si ottengono buoni risultati.
Spesso siamo abituati a interpretare il giudizio altrui come un voto sulla pagella della vita, dimenticando che non siamo più a scuola e che ora solo noi abbiamo il diritto di valutarci. Questo non significa non ascoltare i pareri degli altri ma, appunto, prenderli come tali.
E’ inoltre utile insegnare alla persona a non farsi ‘colpire’ dalle critiche altrui ma ad utilizzarle,quando queste sono fondate, come utili spunti per arricchire il proprio punto di vista o per vedere il tema in questione sotto un’altra luce.
Quello che ho notato è che quando la persona è pronta ad ascoltare pareri contrari dal proprio senza sentirsi svalutata, quello che capita è che non viene più criticata: come se una volta imparata la lezione che sta dietro l’esperienza negativa questa non avesse più ragione di ripresentarsi.