venerdì 30 novembre 2012

Da rabbia compressa alla rabbia compresa



Per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri dobbiamo comprendere la rabbia.
passare dalla rabbia compressa alla rabbia compresa 
la rabbia oltre ad esprimere la difesa da un ulteriore dolore, una perdita, una violazione dei nostri spazi , rappresenta simbolicamente il nostro aggredire (ovvero "andare verso") la vita non vissuta pienamente, la non soddisfazione di un nostro bisogno profondo, l'incapacità di espressione di una potenzialità, il blocco in una nostra area fondamentalmente vitale: in genere si manifesta in ambiti in cui noi siamo fragili, inibiti, frastornati, impauriti e ciò che la scatena è semplicemente l'aggancio a una causa più profonda; nel corpo si accumula negli organi deputati a sostenere la qualità in noi bloccata. L'organo principale infatti è il fegato (non a caso un collerico viene anche definito "bilioso") proprio perchè organo deputato al movimento e la trasformazione dell'energia.
La rabbia non espressa intossica il corpo: è come se ci nutrissimo quotidianamente dello stesso cibo, senza una corretta digestione, perchè le esperienze che non viviamo o viviamo sono cibo da digerire.
Esprimere la rabbia in modo consono -e a volte anche non consono, se viene compreso - è avere la possibilità di superare un ostacolo alla nostra crescita. spesso la rabbia è legata a traumi ed inibizioni del periodo infantile, ma spesso viene da molto lontano; possiamo ricercare così il punto d'origine nella nostra linea familiare e nella simbologia archetipica dei vari componenti e nelle loro interrelazioni : se osserviamo bene, molti comportamenti sono ripetitivi a livello familiare: in questo caso non basta esprimere la rabbia, ovvero attraverso tale esperienza possiamo scoprire e liberare il blocco molto più antico che ci appartiene solo perchè discendenti e generati da tale esperienza di aggressività non vissuta: blocco generazionale di una qualità.
Il non riuscire a raggiungere gli obiettivi  (spesso si ripete nelle varie generazioni) è anche una rabbia implosa, un'energia bloccata che deve essere recuperata, espressa e maturata nella sua naturale direzione: quella dell'anima. L'anima non si ammala: semmai cerca di esprimersi attraverso quello che noi chiamiamo "segnali non verbali" proprio quando ci allontaniamo troppo dalla nostra Natura o non riusciamo a percepire o comprendere i suoi messaggi.
La rabbia compresa è un grande alleato.

Sono molti i segnali non verbali che esprimono le varie emozioni che viviamo. non soltanto la rabbia.
Raschiarsi la gola, toccarsi il naso, passarsi la lingua sulle labbra, portare una mano sulla nuca sono esempi di tutti quei segnali che produciamo quotidianamente con il nostro corpo, senza neanche esserne consapevoli. 
Generalmente siamo portati ad ignorare questi gesti e anche se ci dovessimo far caso non diamo loro nessun significato. 
Saper interpretare il linguaggio del corpo ci fornisce una chiave di lettura per renderci conto all'istante dell'impatto emotivo di un nostro comportamento, infatti possiamo sapere in tempo reale se i nostro argomenti o le nostre azioni vengono gradite dall'interlocutore o se invece suscitano rifiuto o anche tensione.

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