lunedì 12 novembre 2012

Come gestire l'emotività




Per imparare come gestire l'emotività è  necessario che la conoscenza di se stessi sia una conoscenza profonda, sedimentata, profonda, assimilata anche pragmaticamente.
In caso contrario avremo aumentato la nostra cultura in materia ma la nostra capacità operativa sarà rimasta pressochè invariata. Sarà un po come aver fatto un corso di auto difesa, aver imparato tutta una serie di tecniche e strategie di combattimento ma non avere il coraggio e la sicurezza di applicarle al momento dell'aggressione.
Per riuscire in questo è necessario imparare a gestire la propria emotività.
Con il termine autocontrollo emozionale intendiamo la possibilità di acquisire un controllo cosciente sulle emozioni che proviamo ed una consapevolezza delle sensazioni e dei pensieri che viviamo.
Le persone normalmente vivono in una sorta di “trance ipnotica” mettendo in atto i loro comportamenti in modo stereotipato ed automatico, senza rendersi conto di preciso di cosa li spinge a comportarsi in quel determinato modo.
Purtroppo si è spesso consapevoli di piacere e sofferenza, senza però conoscerne le origini, o meglio avendone solo una nebulosa percezione, spesso errata.
Questo succede perchè siamo “vissuti” dalle emozioni anziché viverle consapevolmente.
Cosa significa vivere consapevolmente le emozioni?
In prima istanza significa avere la capacità di osservarle quando nascono, si sviluppano e poi si manifestano. Normalmente ne prendiamo solamente atto.
Userò per spiegare questo concetto una metafora “metereologica”.
Normalmente le persone si rendono conto del fatto che piove perchè uscendo di casa si bagnano (al più, se sono previdenti guardano dalla finestra e vedendo che piove prima di uscire prendono l'ombrello).
In realtà la pioggia non è un fenomeno che si manifesta istantaneamente.
Affinchè possa piovere devono verificarsi tutta una serie di fenomeni fisici (umidità, pressione, ecc.) che i metereologi conoscono molto bene che poi si manifestano nello stadio finale con la pioggia.
In effetti quello che fanno i metereologi per fare le previsioni del tempo (oggigiorno molto precise) è proprio quello di osservare gi eventi fisici che influenzano il tempo atmosferico.
Noi dobbiamo imparare a diventare “metereologi” delle emozioni, imparare quindi ad osservare tutti quei fenomeni che portano poi al manifestarsi delle emozioni.
Questo è quello che insegnano, e che hanno insegnato, tutte le principali “scuole iniziatiche”.
In fondo “l'iniziato” è colui che riuscendo a gestire al meglio la propria emotività può veramente esercitare il libero arbitrio.
Come ha insegnato il mistico russo Gurdjieff il modo per allenarsi è quello di fare “esercizi” che portino ad una consapevolezza profonda del nostro essere.
Bisogna procedere per gradi, acquisendo vari livelli di consapevolezza:

·         consapevolezza fisica
·         consapevolezza della fisiologia
·         consapevolezza delle emozioni
·         sviluppo della creatività

Vediamo la consapevolezza fisica

Esercizio per la consapevolezza fisica
Il nostro corpo ci da delle sensazioni e fa molti movimenti dei quali non abbiamo la benchè minima percezione. Questo da un certo punto di vista è utile perchè ci consente di fare delle cose (guidare, camminare, ecc.) in modo automatico senza doverci mettere attenzione cosciente. Da un altro punto di vista i comportamenti automatizzati inibiscono la consapevolezza del nostro corpo e delle nostre azioni.
Ci troviamo spesso a sottostare a degli impulsi che producono dei comportamenti che vengono messi in atto a livello subliminale, cioè al di sotto della soglia di consapevolezza.
Dobbiamo pertanto allenarci a riacquisire la consapevolezza del nostro corpo e dei nostri comportamenti.
L'esercizio proposto in questa sezione ha proprio questo obiettivo
fase 1: consapevolezza statica del corpo
Questa fase ha la funzione di farci familiarizzare con le sensazioni che il nostro corpo produce continuamente ma di cui raramente siamo consapevoli.
Come procedere:
Mettersi seduti in posizione comoda, con la schiena eretta appoggiata allo schienale della sedia.
Tenere le gambe non incrociate e le mani appoggiate sulle cosce.
Chiudere gli occhi.
Portare l'attenzione mentale sui piedi, rendendosi conto della sensazione del contatto tra i piedi e le scarpe (o tra i piedi ed il pavimento si scalzi).
Far salire lentamente l'attenzione mentale verso l'alto rendendosi conto della sensazione del contatto tra le gambe e la sedia e poi delle sensazioni del contatto tra le mani e le cosce.
Continuare a far salire la consapevolezza verso l'alto rendendosi conto prima del contatto tra la schiena e lo schienale della sedia e poi della sensazione dei muscoli del collo.
Portare ora l'attenzione mentale sulle palpebre chiuse prestando attenzione a movimento degli occhi al di sotto delle palpebre

fase 2: consapevolezza dinamica del corpo
Questa fase è utile per acquisire il controllo dei nostri movimenti e quindi per estensione il controllo consapevole dei nostri comportamenti ottimizzando le nostra probabilità di utilizzare il libero arbitrio nelle nostre scelte.
Procedimento: è necessario imparare a fare consapevolmente dei movimenti, per fare questo bisogna allenarsi a fare movimenti che spontaneamente (istintivamente) non siamo in grado di fare.
Un modo efficiente è quello di fare movimenti diversi, nello stesso tempo, con la mando destra e quella sinistra.
Esempi:
·         battere due ritmi diversi: in un tempo definito battere 3 volte con la mano sinistra e 4 volte con la mano destra. Continuare finchè si è imparato a farlo con scioltezza. Successivamente invertire il ritmo: nello stesso tempo fare 3 battiti con la mano destra e 4 con la sinistra. Continuare fintanto che non si eè imparato a farlo con scioltezza. Successivamente cambiare nuovamente ritmo : nell stesso tempo fare 2 battiti con ala mani sinistra e 5 con la destra. Continuare fino a farlo in scioltezza.
·         Fare movimenti diversi: muovere la mano destra in modo circolare mentre contemporaneamente con la mano sinistra si scrivono delle frasi di “senso compiuto” sulla tastiera di un computer.
·         Per i destrimani è utile esercitarsi a scrivere con la mano sinistra, per i mancini esercitarsi a scrivere con la mano destra. Continuare fintanto che non si riesce a farlo bene.

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