sabato 4 agosto 2012

Il perfezionista




Il perfezionista è il tipo uno dell'enneagramma.
L'enneagramma è l'antico metodo di analisi della personalità, con origini probabili nell'antica Babilonia,  ripreso dai Sufi, importato in occidente  George Gurdjieff, ed utilizzato anche da 
Vi e` mai capitato di voler far rispettare ad altre persone una credenza od una tradizione?
In questo caso probabilmente avretea attuato la strategia comunicativa uno  anche chiamata “perfezionista” (ad esempio invece il tipo due è definito altruista)
Il tipo  Uno dell’ennegramma è caratterizzato dal fatto che è perfetto nelle proprie credenze. Quello in cui crede rappresenta la perfezione a cui gli altri devono adeguarsi. Sono i classici bravi ragazzi che, quando si sono comportati bene da piccoli, hanno ricevuto un premio; quindi ogni volta che si sono comportati in modo non conforme agli standard dell’ambiente circostante, sono stati aspramente criticati. In loro si è installato un critico che li giudica costantemente sul loro operato; ad esempio un Perfezionista si concede una serata di svago come premio per l’ottimo lavoro svolto durante la giornata.
La loro storia personale è costituita dal fatto che si è creata un equivalenza complessa: amore = critica, essendo nato tra le critiche. Di fatto, il loro punto debole, quello che cercano di evitare è l’affetto e l’amore. Un ipotetica frase che i numeri Uno si ripetono costantemente è: “Se io sono perfetto, sono ok, se tu sei perfetto sei ok”. Per loro le cose della vita o sono giuste o sono sbagliate.
Gli uno sono i classici bravi bambini che devono comportarsi bene in presenza degli altri e in genere non sono coscienti del fatto che si negano il piacere in quanto sono assorbiti in quello che “devono fare”. Spesso impiegano il loro tempo libero per migliorarsi avendo un io interiore giudicante che li accusa, li controlla nei gesti, pensieri e parole. Essendo concentrati su quello che “andrebbe fatto”, non c’è spazio per i desideri che emergono dal profondo. Come scelta caratteriale sono votati “all’unico modo giusto” in quanto un approccio multiplo alla soluzione delle problematiche sembra un invito all’anarchia. La rabbia è vissuta come emozione negativa che può emergere solo quando vi è una giusta ragione. E solo allora la rabbia viene vissuta come esperienza liberatoria. Nel giro abituale delle loro amicizie si presentano come persone di assoluto rispetto ma, se si trovano in un ambiente sconosciuto diventano sciolti e disponibili ed è qui che tutte le emozioni e pulsioni represse hanno la libertà di uscire allo scoperto. A volta succede che si verifica una dissociazione della personalità, una doppia vita, un verso e un inverso, una specie di divisorio che permette di buttare fuori tutte le pulsioni represse (prete di giorno, rapinatore di notte – maestra impeccabile di giorno, spogliarellista di notte). Se i desideri inconsci cominciano a traboccare minacciando di sopraffare l’istanza logica, il critico interno si attiverà immediatamente con minacce di punizioni per impedirlo. Spesso gli Uno sposano delle cause ideologiche in quanto sono il giusto pretesto per far emergere la loro rabbia per una giusta causa, in presenza di un torto effettivo.
Nel rapporto di coppia gli Uno vivono nella perenne paura di nascondere i loro lati oscuri al compagno e questo crea una tensione che cresce con l’avanzare del rapporto. Quando viene raggiunto il punto critico, cominciano a mettere sotto accusa il compagno per paura del rifiuto, in quanto hanno paura della fine del rapporto e decidono di chiudere prima che il coinvolgimento sia eccessivo. In genere tendono a mettere su un piedistallo il loro compagno; infatti per lunghi periodi in cui sono innamorati, il loro critico sonnecchia. Ma quando si sento minacciati o gelosi si riattiva attaccando le manchevolezze dell’altro. I Perfezionisti sono di una devozione assoluta quando percepiscono nel compagno sforzo, lotta e buone intenzioni. Nelle aree in cui si impegnano, dal tempo libero al lavoro, hanno il costante bisogno di verificare i progressi raggiunti, esigenza difficilmente raggiungibile in quanto cadono in una spirale infinita. Inoltre entrano in meccanismi di paragone con gli altri in cui ricercano i punti deboli per non sentirsi inferiori e questo genera sofferenza in quanto la vittoria dell’altro genera la loro sconfitta. L’importanza di dare sfogo alla rabbia è vitale per provare serenità, spesso non riescono neanche a fare un urlo liberatorio, causando tensioni nel corpo. Infatti, per loro imparare ad arrabbiarsi e far uscire tutta l’energia bloccata può rivelarsi un esperienza quasi terapeutica in quanto dona loro tranquillità e la libertà di poter sperimentare temporaneamente tutto senza giudizio

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