venerdì 3 agosto 2012

Come vivere bene, in tre fasi







Quali sono le tre fasi che ci permettono di vivere bene e di raggiungere il benessere:


1. Portare il cervello a funzionare ai ritmi “alpha”.
2. Mettere in azione l’emisfero destro.
3. Portare la nostra personalità maggiormente verso il polo positivo.
Passiamo ora ad analizzare ciascuno di questi tre punti.
Punto 1: Portare il cervello a funzionare ai ritmi “alpha”.
È una cosa nuova per noi, dobbiamo “imparare” qualcosa di nuovo.
Come si fa a “imparare” qualcosa?
La capacità di apprendere a fare cose nuove è una prerogativa di tutti gli esseri viventi,
sicuramente tutti gli animali, forse persino anche qualche vegetale.


Affinché impari a trovare il tubero, il cane viene nutrito per un certo periodo con cibo cui viene mescolato un po’ di tartufo; quando l’animale avrà associato il profumo di tartufo con il cibo, viene portato a scorrazzare nei boschi: non
appena il suo finissimo olfatto percepisce quel sentore, il cane si mette a scavare, e alla fine dell’estrazione del tubero riceverà come premio un bocconcino di pane, affinché
non cessi l’associazione “profumo di tartufo = cibo”
La parola – chiave è “associazione”
Le due cose: cibo e profumo di tartufo vengono indissolubilmente legate tra di loro nei circuiti neuronali del cervello.


Vi ricordate quando avete imparato a guidare l’auto? Agli inizi, era difficile persino ruotare il volante nella giusta gradazione; ma rapidamente, avete imparato a manovrarlo
in modo corretto a seconda della curva che volevate imprimere all’auto.
Allora eravate pronti per passare alle marce, poi alle manovre più difficili, tipo il posteggiare
in retromarcia, successivamente ad affrontare il traffico, e così via.
Adesso siete guidatori esperti, potere guidare tranquillamente mentre conversate con i passeggeri, ascoltate la radio, pensate ai fatti vostri: la guida è diventata qualcosa di automatico, eseguite ogni manovra senza bisogno di pensare a quello che fate.


Quando si impara qualcosa, qualsiasi cosa, eseguiamo un insieme di causa – effetto che nello stesso tempo associamo tra di loro.
Anche ora dobbiamo imparare qualcosa che ci è del tutto nuovo: portare il cervello a funzionare ai ritmi Alpha.


Normalmente il ritmo alpha si produce quando dormiamo: il tal caso il corpo è del tutto rilassato, e la mente è svuotata.
Noi invece non dormiamo, ma riproduciamo volontariamente le stesse condizioni.
Per creare l’associazione: numeri decrescenti – discesa verso l’alpha, prendiamo la rincorsa:
Si parte da un corpo con delle tensioni, per poi eliminarle.
La tensione dobbiamo crearla artificialmente, e si è scelta una tensione che dà molto fastidio,
anche se non produce alcun danno, e che non si riesce a mantenere a lungo, tanto è faticosa.
Si tratta di stancare gli occhi: ruotandoli all’insù – io dico 45 gradi, il che significa ruotare gli occhi come se volessi guardarmi le sopracciglia – dopo una manciata di secondi non si riesce più a tenerli in quella posizione, sei obbligato ad abbassarli.
Mentre gli occhi sono sotto sforzo, devi pensare, contare mentalmente, e visualizzare il numero 5 parecchie volte.
Visualizzare: ecco una parola importante.
La facoltà di visualizzare appartiene all’emisfero destro.
Quando penso con l’emisfero sinistro, è un po’ come se parlassi da solo: “Vado qua, poi
vado là, faccio questo, ho appuntamento con tale persona….” In pratica verbalizzo i miei pensieri.
Invece l’emisfero destro è anche chiamato “il cervello silente”: guarda delle immagini, vive delle sensazioni, prova sentimenti, ma in silenzio.
Se io penso al numero cinque, e mentalmente dico “cinque – cinque – cinque” sto usando l’emisfero sinistro.
Se nello stesso tempo immagino uno schermo televisivo, o una lavagna, o un foglio di carta, insomma qualsiasi cosa su cui si può tracciare il simbolo numerico 5, io sto usando
anche l’emisfero destro.
Ed è proprio quello che voglio fare: usare entrambi gli emisferi, tutto il cervello.
Perciò, con gli occhi aperti e rivolti verso l’alto, io visualizzo e ripeto mentalmente “5 –5 – 5 – 5 – 5” finché sento che le palpebre sono troppo stanche, e la voglia di chiudere
gli occhi diventa insopportabile.
A questo punto chiudo gli occhi, le palpebre finalmente chiuse mi trasmettono una sensazione di sollievo, e nella mia immaginazione cambio numero: “4 - 4 – 4 – 4 – 4 “
L’elettroencefalogramma mi segnala che se rivolgo gli occhi leggermente all’insù, tecnicamente
direi “inclinati di 20 gradi al di sopra del livello orizzontale”, si manifesta un incremento di produzione di onde tipo Alpha nella zona occipitale del cervello, l’area che è delegata alla visualizzazione.
Perciò vi conviene assumere l’abitudine di posizionare le vostre immagini mentali leggermente
in alto.


Abbiamo così impostato le due associazioni:
· Numero 5 = tensione nel fisico
· Numero 4 = scomparsa della tensione.
· Numero 3 = corpo tutto rilassato
· Numero 2 = mente ben rilassata.
Il numero 1 non ha bisogno di particolari associazioni: se la crea lui da solo, significa
che sono arrivato dove volevo:
· Numero 1 = risultato finale = mente rilassata in un corpo rilassato.
Abbiamo così creato in stato di perfetta coscienza le condizioni in cui il cervello produce onde Alpha.
Ora siamo al punto 2 far entrare in gioco l'emisfero destro.
Per fare questo dobbiamo usare l'immaginazione.
Il cervello non distingue tra gli input esterni e quelli interni se intensamente immaginati.


Volete fare una prova?
A occhi chiusi, immaginate di avere vicino al vostro volto un bel limone:
È così vicino che il naso ne sente il profumo delicato; aprite la bocca e immaginate di
spremere sulla lingua il succo del limone. Ricordate il sapore aspro e pungente, ora il
succo scende copioso, riempie la bocca…..


Se avete immaginato con vivezza quello che i vostri sensi provano, vi troverete con la
bocca piena di saliva.
Il limone era immaginario, non esiste, ma il cervello non lo sa, e allora mette in azione
le sue difese:
 inondare di saliva la bocca, onde annacquare
il succo di limone e neutralizzarne l’effetto corrosivo.
Il cervello non è in grado di distinguere tra immagini inventate e immagini reali:


Siamo nel profondo Alpha o Theta, non fa differenza.
E in questo stato avviene qualcosa di grandioso:
Possiamo modificare il nostro carattere.
Sappiamo tutti quanto sia difficile, se non impossibile, toglierci di dosso dei difetti :
Hai un bel dire a una persona che non deve essere apprensiva, avere sempre paura che
capiti qualche disgrazia alle persone care. Ti risponderà: “Lo so che hai ragione, ma non ci posso fare nulla: sono fatta così!“.
E lo stesso discorso vale per i pessimisti, gli insicuri, i collerici, gli avari, i diffidenti

Punto 3:
– portare la nostra personalità maggiormente verso il polo positivo.


Tutto quello che esiste può essere riferito a una doppia polarità il verso e l'inverso:
Positivo – negativo per l’elettricità, luce e oscurità, yin e yang, freddo e caldo, e così via.
Per la nostra personalità prendiamo in prestito dall’elettricità i termini positivi e negativi, intendendo l’uno come il contrario dell’altro.
Potremo così fare un lungo elenco di pregi e difetti:
Positivo sarà l’ottimismo, negativo il pessimismo
Positiva la sicurezza in se stessi, negativo la mancanza di autostima 
Positiva la fiducia di trovare nel prossimo amici e aiuto, negativa la diffidenza preconcetta;
Positiva l’allegria, negativo lo sconforto.
Ricordate il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
L’insieme di questi e altri fattori ancora vanno a formare quello che chiamiamo il nostro
carattere.
E le caratteristiche cui facciamo riferimento sono vere e proprie vibrazioni energetiche,
che possono essere chiaramente percepite dal prossimo.
Chi di voi non conosce persone che non vorreste mai incontrare, se non riuscite a cambiare
in tempo marciapiede vi acchiappano e vi rovinano la giornata.?
C’è il lamentoso che ti fa vedere tutte le cose che non vanno: alla fine, se eri di buonumore,
dopo non lo sei più.
C’è l’aggressivo che dopo un po’ che gli sei vicino cominci a sentirti prudere le mani dalla voglia di malmenarlo.


Esiste una legge dell’acustica per cui ogni oggetto ha la sua lunghezza d’onda caratteristica.
Mettete due pianoforti vicini, scoprite le corde, e fate vibrare una corda qualsiasi di uno dei due pianoforti: vedrete che, senza essere toccata, la corda corrispondente dell’altro
pianoforte si mette a vibrare.
Sembrerebbe che quel tipo di energia nervosa obbedisca a una legge analoga:
L’aggressivo fa vibrare la tua potenziale aggressività, tende a scatenarla, e così via.
Per fortuna esistono anche persone positive, purtroppo molto più rare di quelle negative.
Quando sei vicino a una persona positiva, ti confidi e ti sfoghi, ma poi ti senti meglio.
Anche se sta solamente ad ascoltarti in silenzio, la sua sola vicinanza ti scalda il cuore.
E dopo ti senti sollevato.


Ebbene, quando siamo in Alpha, attraverso l'immaginazione  possiamo spostare verso il positivo la nostra polarità!
Questo perché la coscienza si è trasferita in livelli che di solito appartengono alla zona emotiva della personalità, dove hanno fatto nido le esperienze precedenti della nostra
vita, e la melma del tutto si è condensata nella personalità.




1 commento:

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