mercoledì 29 agosto 2012

Amore folle ed illusione d'amore


L'amore folle è di per se piacevole, ma bisogna evitare che si trasformi in illusione d'amore.
L'amore folle è l'esaltazione dell’irrazionale, delle emozioni, e le emozioni non hanno leggi razionali , ma leggi emotive, fa sparire le differenze, non esiste l’età, le distanze, non esiste differenza sociale, di colore della pelle e di religione.L’amore folle è un sasso gettato al di là del limite della tua mano, che non riesci a vedere dove cadrà.
Quando l’amore è follia così come ci ha fatto gioire in modo folle così ci può far soffrire in modo altrettanto totale.

.L’amore è salire su una montagna, una condivisione progressiva, una visione progressiva, un’unità progressiva per vedere le cose dall’alto e per conoscere sempre di più se stessi, oltre i limiti che la follia comporta

l'amore folle è quell'impulso che ti porta a fare cose che normalmente non avresti mai fatto,  a fare  500 km per vederlo anche solo per un minuto,  a sorridere quando invece vorresti piangere...a mollare tutto quando con un amore "normale"non l'avresti fatto!!!anche nell'amore ci sono delle gradazioni.l'amore folle anche se è bellissimo ed eccitantissimo va canalizzato nel modo migliore per evitare diventi illusione d'amore, cioè una forma di dipendenza, come da una droga, che nulla ha più a che fare con l'amore, ma dipende solo dalla paura e dalle paure che possono arrivare a governare la vita

E’possibile dipendere da una persona come se questa fosse una droga? La risposta è si. Infatti, quando l'amore si trasforma in un ossessione che travolge e fa soffrire, non parliamo più di amore ma di “dipendenza affettiva”. La love addiction - come la chiamano gli anglosassoni – altro non è che una forma di illusione d'amore.
Parlare di dipendenza affettiva nelle relazioni  significa, parlare di illusione d'amore  che si manifesta con pensieri ossessivi rivolti alla persona amata, la relazione con il partner viene vissuta con profonda ansia e continua preoccupazione di perderlo. 
Ma dipendenza affettiva significa anche non riuscire a superare la fine di un amore, dimenticarlo sembra impossibile, così la fine del rapporto segna l’inizia di una profonda ossessione verso il partner, spesso è tenuta in vita dall’idealizzare ogni momento vissuto con lui, così la fantasia si confonde con la realtà, e il sogno viene sempre tenuto vivo, in un circolo di emozioni negative che mantengono vivo il legame illusorio con l’altro.  

Il dipendente affettivo vive dunque una vita fatta di tante complesse "trappole emotive" che lo conduce a sofferenza e infelicità.
L’amore è il gioco delle contraddizioni,  dei tanti  buoni propositi che si ritrovano infine riversi su loro stessi, non realizzati, condizionati dall’incessante desiderio di esprimerlo, di viverlo, di condividerlo, di riceverlo. L’illusione d'amore è un insieme di paure che non hanno contorni definiti, piuttosto sfumati, a tratti ingialliti come i desideri mai compiuti. L’illusione d'amore è preda delle congetture che vengono su dalle insicurezze che ci sono proprie, dai fallimenti che abbiamo attraversato e per via dei quali siamo a volte morti, ma sempre rinati. L’illusione d'amore amore è incastrare tasselli di una vita troppo stretta, far funzionare tutto e non deludere, non deludersi. L’illusione d'amore amore è il batticuore di uno sguardo che rende sfocato il contorno, di un contatto che solidifica i pensieri in materia, di un volto e un nome che ci rubano l’immaginazione e i vorrei.
In ogni caso, ogni coppia è retta da delicati meccanismi legati alle personalità dei due partner, al loro modo di vivere il sentimento che li unisce e la loro quotidianità, alle loro aspettative reciproche e alla volontà di costruire o meno qualcosa insieme.

giovedì 23 agosto 2012

Consigli divertenti per riconquistare il tuo ex uomo




Se il tuo interesse è riconquistare il tuo ex uomo , devi valutare l'ipotesi di agire in modo strategico.
Se ora è un ex, sicuramente i tuoi comportamenti spontanei non sono stati efficaci
A volte capita di incontrare nuovamente dopo anni il proprio Ex 
fidanzato
, magari accompagnato dalla sua nuova lei e ritrovarselo di fronte. Ti è mai capitato?
Il primo pensiero che emerge dopo averlo visto casualmente suona:
“quanti momenti meravigliosi ho passato con quell’uomo e ripensandoci non posso fare a meno di avvertire nuovamente  quel brivido d’amore  he invadeva il mio corpo anche in questo momento… mentre lui è qui 
davanti ai miei occhi”.

Ma come è possibile che un uomo tutto d'un
tratto non provi più amore? Come è possibi
le che quest'uomo sia cambiato così veloce
mente?
 

I sentimenti di un uomo non si producono in 
base agli eventi, ma si creano grazie a im
magini che egli proietta nella sua 
mente.

Rasserenati  perchè se intendi veramente
riconquistare un uomo puoi farlo senza incantesimi d'amore o rituali di riavvicinamento
Solo il 10% di uomini che hanno deciso di rompere la relazione tornano con la Ex i n modo spontaneo, ma agendo in modo strategico puoi ottimizzare le probabilità di successo


Tu puoi ottenere istantaneamente la chiave che aprirà il suo cuore. 

Se anche tu  stai cercando di capire 
a fondo come elaborare la giusta tattica per 
riconquistare il tuo ex fidanzato ecco dei 
consigli mirati, semi seri e divertenti ma non per questo non efficaci.

Leggendo tra le righe potrai trovare degli spunti interessanti, prima di passare alle strategie seie dell'ingegneria della seduzione.

1) ricordagli i bei momenti (solo quelli belli x lui mi raccomando!!)
2) fagli capire che tieni a lui (con i gesti e non con le parole possibilmente)
3) organizza una bella festa inviti anche la sua attuale ragazza e le metti di nascosto un lassativo nel bicchiere di mojito (non farti beccare)
4) mettiti la minigonna e sculettagli in faccia (non esagerare però)

5) cambia look...nuovo stile nuovo taglio di capelli...
6) invitalo a ballare....strusciandoti addosso...sensualmente.

7) ricorri all'ipnosi...cadrà ai tuoi piedi in un batter d ciglia! sarà in tuo potere...
8) dimostrati la migliore in tutto ciò che fai...
9) minaccialo con il machete
10) dagli del gay....oh si...se non sta con te lo sarà di sicuro.......

mercoledì 22 agosto 2012

Superare la paura di fallire



Superare la paura di fallire è indispensabile per avere successo in qualunque ambito della nostra vita.
Ci sono persone  che hanno paura di fallire, di essere bollati come incapaci, inefficienti, stupidi. Controlliamo tutte queste convinzioni (io sono un fallito, io sono incapace, io sono stupido) ma risultano tutte negative.
Non si tratta quindi di una auto-svalutazione ma della paura di non valere, di non essere in grado di esprimere il proprio valore, di non essere riconosciuto dagli altri:
• Io ho paura di essere incapace, di fallire, di essere stupido 
• Io sono incapace di mostrare il mio valore, la mia intelligenza 
• Io riconosco il mio valore solo quando gli altri lo riconoscono 
• Il giudizio su me stesso è subordinato a quello altrui  il proprio  valore al giudizio altrui, si pone automaticamente in una situazione di totale impotenza si  instaura un pericoloso circolo vizioso:
Sono capace e intelligente, solo se gli altri me lo riconoscono, altrimenti sono incapace e stupido.
La valutazione di se stesso è sempre dunque legata ad un filo sottilissimo, pronto a spezzarsi al primo mancato segnale di riconoscimento 

Il lavoro  è dunque quello di svincolare il riconoscimento del proprio valore dal giudizio altrui, riportandolo in suo dominio:
• Il mio valore è sempre dentro di me
• Niente e nessuno può togliermi il mio valore
• Io sono e mi sento una persona di valore anche quando gli altri non me lo riconoscono
• Io accetto che gli altri possano non riconoscere il mio valore
 Ci sarà sempre qualcuno che non approverà o non apprezzerà quello che faccio: è importante che io lo metta in conto e lo consideri del tutto normale.
La paura del giudizio altrui è molto diffusa ma  lavorando sul portare le credenze positive ‘dentro’ la propria identità e sul rendersi impermeabili ai giudizi depotenzianti esterni si ottengono buoni risultati.
Spesso siamo abituati a interpretare il giudizio altrui come un voto sulla pagella della vita, dimenticando che non siamo più a scuola e che ora solo noi abbiamo il diritto di valutarci. Questo non significa non ascoltare i pareri degli altri ma, appunto, prenderli come tali.
E’ inoltre utile  non farsi ‘colpire’ dalle critiche altrui ma ad utilizzarle,quando queste sono fondate, come utili spunti per arricchire il proprio punto di vista o per vedere il tema in questione sotto un’altra luce.
Quando la persona è pronta ad ascoltare pareri contrari dal proprio senza sentirsi svalutata, quello che capita è che non viene più criticata: come se una volta imparata la lezione che sta dietro l’esperienza negativa questa non avesse più ragione di ripresentarsi.

domenica 19 agosto 2012

Lo scettico



Avete mai avuto paura che altri volessero influenzarvi? In tal caso avete adottato la strategia comunicazionale del tipo sei dell'enneagramma “lo scettico”.
Questa tipologia ha paura che gli altri vogliano influenzarlo e li studia per capirli e non farsi manipolare. Dubita delle cose e analizza il pensiero degli altri. Pensa di essere debole e se è fobico tende a essere pauroso nelle relazioni; se è un contro fobico si trasforma in un Iper-eroe coraggioso che affronta con grinta il mondo ma, di fondo, è un fifone. Nella vita si muove in base ad una motivazione principale: non essere fregato e se la compulsione si estremizza diventa un paranoico. Quindi tende ad essere scettico per non farsi manipolare e non gli piace essere preso dal lato emozionale. Generalmente la sua storia personale è costituita dal fatto che in famiglia ci sono dei “segreti” e deve scoprirli in quanto se rimane se stesso può essere manipolato. Oppure ha disconosciuto l’autorità dei famigliari in quanto adottavano un comportamento imprevedibile nei suoi confronti e spesso gli infliggevano punizioni o umiliazioni, con la conseguente perdita di fiducia in loro. La sua debolezza è costituita dalla mancanza della comprensione negli altri.
Una delle caratteristiche principali di questa figura è che il pensiero si sostituisce all’azione. Tendono ad agire in maniera discontinua e più si avvicinano alla meta, al compimento dell’obiettivo, più l’ansia aumenta. Inconsciamente hanno paura del successo. Proprio per questa dinamica si attivano in tutte quelle situazioni in cui le possibilità di successo sono pressoché nulle. Si battono per la causa del perdente, battendosi eroicamente.
Una delle loro convinzioni è che sono in grado di vedere i trucchi e gli inganni dietro i comportamenti delle persone. La loro attenzione e sospetti si attivano maggiormente quando vi è una manifestazione affettiva, che rievoca le ferite subite nell’infanzia ed è per questo motivo che non amano essere presi emozionalmente.
Nel rapporto di coppia è disponibile ad accettare la felicità e la sessualità nel momento in cui percepisce delle minacce da parte del mondo esterno e quindi vede la coppia come una difesa. In genere rinvia tutte quello che è legato alla felicità solo dopo che i doveri sono stati eseguiti. I problemi sorgono se avverte che il partner cerca in qualche maniera di manipolarlo. La possibilità di essere danneggiato fa scattare una serie di difese, spingendolo a chiudersi e a negarsi sessualmente e vivere più relazioni affettive. Quando il tipo Sei cade in questo tipo di dinamiche, il compagno deve essere in grado di rassicurarlo riaffermando il proprio affetto e impegno nel rapporto di coppia. È naturale che le parole devono essere seguite dalle azioni. Lo Scettico concede difficilmente la fiducia e quando la toglie, difficilmente si riaffida alla persona che lo ha tradito.
Se il partner si comporta in maniera particolare, in modo da far crede al tipo Sei che vi sono delle motivazioni nascoste dietro il suo comportamento, congelerà la sua disponibilità sessuale fino a quando non avrà scoperto quali sono le sue intenzioni nascoste.
Una delle sue caratteristiche positive è la lealtà. È il classico dipende che lavora fedelmente per anni nella stessa azienda. Infatti preferisce tutte quelle strutture lavorative gerarchicamente ben strutturate in modo da conoscere bene la sua posizione. Il tipo fobico non ama ambienti lavorativi altamente competitivi. La lealtà è una caratteristica prevalente nel rapporto di coppia e rimane sbalordito quando scopre che vi sono persone che tradiscono. Naturalmente anche lo Scettico tradisce: questo avviene quando riceve una grossa fregatura dal partner.
Tendenzialmente sono portati a notare il lato peggiore delle cose, in modo da capire dov’è la fregatura in ogni cosa. La sua motivazione di azione nella vita è “evitare la fregatura”.
Il tipo Sei può divenire aggressivo e pericoloso nel momento in cui percepisce attacchi da parte del mondo esterno al proprio gruppo. Basti pensare ai teppisti che sono pronti ad accoltellare qualcuno nel momento in cui si sentono minacciati e ai nazisti che con il pretesto dello spazio vitale hanno sterminato popolazioni.
Lo Scettico prova ansia di fronte alla diversità, a tutto quello che si oppone ad un ordine tranquillo e nel momento in cui all’interno di un sistema sono stabilite le regole, farà di tutto per farle rispettare in quanto nella trasgressione identifica una minaccia alla sua sicurezza. Infatti è in questa dinamica che si spiega la sua avversione ai cambiamenti improvvisi

venerdì 17 agosto 2012

Il Romantico



Il Romantico è un tipo dell'enneagramma, l'antico metodo di indagine delle personalità risalente ai sufi afgani, ma con origini probabilmente collocate nell'antica Babilonia di 2500 anni fa.
Avete mai riflettuto sui vostri amori, sulle persone che amate?
In tal caso avete adottato la strategia comunicativa 4: “il romantico”
Il Romantico nella sua storia personale ha avuto delusioni dalle persone che aveva attorno e ha perso l’oggetto d’amore. Da piccolo ha vissuto l’abbandono di una figura importante oppure gli stato imposto di identificarsi nel disagio di una famiglia infelice. Quindi ha la paura di perdere gli amati. 
Gli capita frequentemente di innamorarsi di chi successivamente lo abbandonerà.
E' una persona capace di sentimenti profondi
  Cerca la profondità contro la superficialità. Cerca il meglio in quello che non c’è. In fatti tende a fantasticare molto, a raccontarsi delle storie e, quindi, ad agire poco. Infatti la sua debolezza è nell’azione e nella volontà, capacità caratteristiche del numero Tre che il Romantico giudica superficiale.
Il Romantico si concentra su i lati positivi dell’oggetto d’amore perduto, idealizzando oltre misura. Infatti il confronto con la realtà lo stimola meno, vedendo la realtà e il momento presente come prove per il “bellissimo momento futuro che verrà”. Di fatto hanno una tendenza a sabotare quello che hanno a disposizione vivendo nella convinzione che arriverà quello che idealizzano e che finalmente risveglieranno il loro Sé. Se il loro partner gli chiede di rinunciare agli ideali, il Romantico farà di tutto per allontanarlo prima che quello che stato idealizzato nel rapporto possa essere sporcato dalla realtà. Poi, quando si sentirà al sicuro cercare di riavvicinarlo, in quanto si sente motivato a raggiungere le cose inottenibili. Infatti nei rapporti tende al “tira e molla”. L’allontanamento del partner scatta anche quando non sente più la tensione emotiva. I tipi Quattro hanno un grosso bisogno di intimità ma la paura di poter essere abbandonati li spinge a “bloccarsi” emotivamente quando la storia sentimentale tende divenire più profonda e devono essere profondamente convinti della fedeltà dell’altro per poter aprire l’ultima porta che fa accedere al loro sé. Infatti alcuni romantici parlano di diversi livelli di amore e che solo la persona giusta, idealizzata può accedere alla “perla” celata nel loro intimo più profondo.
Sono sempre alla ricerca di appagamenti emotivi e di persone in grado di fargli vivere forti emozioni.
 Quello che ricercano nella vita non è tanto la felicità ma l’alchimia e l’intensità di sentimenti ed emozioni. La lontananza forzata da una persona cara può spingerli ad ingigantire i sentimenti verso di lei.
 I Romantici gravitano attorno a due poli emozionali: l’iperattività e l'inattività
. Infatti possiamo trovare dei romantici che reagisco all’abbandono buttandonsi nell'inattività più profonda e in seguito, quando ne escono, affermano di esserne stati trasformati; altri che reagiscono divenendo iperattivi: infine vi sono altri Romantici che oscillano da un polo all’altro.
I romantici  sono convinti di potersi sintonizzarsi con i sentimenti e le emozioni degli altri. Di fatto, i Romantici evoluti riescono realmente a sintonizzarsi con gli stati d’animo di chi hanno di fronte sperimentando un’empatia molto forte.
Uno degli aspetti negativi è lo scarso realismo, la tendenza a idealizzare troppo una realtà che verrà, senza vivere quella presente ed agire per raggiungere gli obiettivi. Questo li può portare a 48
un’incapacità di decisione. Il Romantico è portato a ricercare situazioni estreme e pericolose e solo allora tende ad agire più del solito ma, in maniera sconsiderata e irresponsabile. Ed è proprio nel culmine di queste situazioni che il Quattro sente la vita e le persone più vere.
Una delle paure fondamentali del Quattro è l’ordinarietà. È un anticonformista e fa’ di tutto per essere speciale ed è contro la quotidianità. Anche nell’abbigliamento cerca sempre di mettere qualcosa che un po’ lo distingua dalla massa. Anche se a volte può dire di aver indossato la prima cosa che gli è capitata, di fatto gli abiti sono stati ben studiati. Una vita ordinaria, pianificata, senza emozioni intense e colpi di scena terrorizza il Romantico. Questo aspetto rende interessante la vita accanto a un Quattro non stressato, in quanto farà di tutto per trasformare la routine in un’avventura.
Un’altra caratteristica è la capacità di introspezione. Non ha paura di andare nelle profondità delle emozioni . Anzi, si motiva ad andare verso la profondità contro la superficialità.

mercoledì 15 agosto 2012

Come attrarre felicità ed amore


Come attrarre felicità ed amore?
Come ristrutturare la propria vita?
Un modo semplice è ponendosi ne giuste domande in uno stato di rilassamento.
Riportiamo di seguito cinque domande che sono molto utili per risolvere i problemi e per attrarre felicità ed amore:
1) Che cosa c’è di buono in questo problema?
2) Che cosa non è ancora perfetto?
3) Che cosa sono disposto a fare per modificare la situazione a mio vantaggio?
4) Che cosa sono disposto a non fare più per modificare la situazione a mio vantaggio?
5) Come posso rendere divertente il processo di modificazione della situazione, rendendola
come la voglio?
Uno dei momenti in cui abitualmente le persone si fanno delle domande è il mattino, per cui
è utile crearsi un rituale per il successo, cioè una serie di domande utili e produttive, che
ovviamente possono essere personalizzate:
1) Che cosa nella mia vita oggi mi rende felice?
2) Che cosa nella mia vita mi eccita oggi?
3) Che cosa nella mia vita mi rende fiero oggi?
4) Che cosa nella mia vita mi rende grato oggi?
5) Che cosa nella mia vita mi rallegra di più oggi?
6) Chi amo, chi mi ama?
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Le stesse domande possono essere ripetute la sera, aggiungendo eventualmente le seguenti:
1) Che cosa ho imparato oggi?
2) In che misura ho contribuito oggi a migliorare la qualità della mia vita?

martedì 14 agosto 2012

Amori Speciali



Gli amori speciali sono talvolta anche amori karmici.
Se alcune vite formano un cerchio perfetto, 
altre assumono delle forme che non possiamo prevedere né comprendere appieno, 
ma sono gli amori speciali che fanno capire niente è più prezioso di un grande amore.



Ogni giorno, di fronte alle infinite possibilità che la vita ci offre, modifichiamo i nostri luoghi, i nostri desideri ed i nostri piani. Se quello che salta agli occhi maggiormente sono i cambiamenti dovuti alleforze del male esiste una sola forza in grado di far girare il mondo e di cambiare totalmente la vita di una persona: l'amore. E non è retorica. Nessun altra forza può premere così fortemente sul nostro animo come la forza dell'amore.
la forza dell'amore impedisce anche gelosia e tradimenti.
  Anche se un uomo o una donna sono abituati ad avere rapporti sessuali promiscui, quando si innamorano desiderano solo la persona amata e non cercano contatti sessuali con altre persone.

sabato 11 agosto 2012

problemi d'amore




Sono diverse le tipologie dei problemi d'amore.
Dobbiamo per risolvere i problemi d'amore imparare a non esserne bisognosi e dobbiamo imparare ad amare.

"L’amore deve essere appreso: è la più grande arte che esista. 

Voi non siete nati dotati di quest’arte, non ha nulla a che vedere con la vostra nascita. 
Dovrete impararla: è l’arte più sofisticata." Osho


Un problema tipico in amore è quello di confonderlo con altro, spesso infatti si confonde con la paura.

Se mai vi è capitato di essere ossessionate da un uomo o di una donna  forse vi è venuto il sospetto che alla radice della vostra ossessione non ci fosse l'amore ma la paura; 

chi ama in modo ossessivo è pieno di  di paura: paura di restare soli, paura di non essere degni di amore e di considerazione, paura di essere ignorati o abbandonati.
Offriamo il nostro amore con la speranza assurda che l'uomo o la donna della nostra ossessione ci proteggerà dalle nostre paure ; invece le paure e le ossessioni si approfondiscono, finché offrire amore con la speranza di essere ricambiati diventa la costante di tutta la nostra vita.

Altre tipologie di problemi d'amore sono:

- Se non riesci a conquistare la persona che ami con tutto il cuore

- Se non hai la certezza che il tuo partner sia innamorato di te

- Se il tuo cuore è diviso tra due persone e non riesci a capire quale sia la strada giusta

- Se proprio non riesci a trovare la persona da amare e ne hai tanto bisogno



In amore, l'errore più grossolano, che si possa fare, è dare per scontato che essere innamorati o amarsi basti per essere felici.
Innanzitutto, innamorarsi è uno stato, amare è un atto, pertanto sono cose ben diverse.
L'innamoramento fa parte di uno stato iniziale, che può lasciar il posto ad un amore consapevole e duraturo, ma solo se ben selezionato, seminato e coltivato.


l’innamoramento non avviene per caso: la parte emotiva sceglie colui che potrà appagarci. Il suo volto, la sua voce, i suoi gesti,  sono elementi che risveglieranno ricordi affettivi lontani, come il legame con la madre, come se si trattasse di una regressione salvifica. Perché, lo sanno tutti, quando si è innamorati le emozioni sono più intense, l’euforia e la dipendenza si sviluppano e la realtà diventa bella come un sogno ad occhi aperti.
Superando i turbamenti ed allenando la sfera emotiva si potrà superare l'alone di illusione d'amore ed arrivare all'appagamento dell'amore vero.

venerdì 10 agosto 2012

Attrarre ciò che si desidera



Attrarre ciò che si desidera è possibile se ci si mette nel giusto stato mentale. Per entrare nel giusto stato mentale dobbiamo imparare delle emozioni che gestiscono gli stati mentali.
Sono gli stati mentali che determinano la nostra forza , la capacità di attrarre ed il nostro potere.
Purtroppo non è possibile percepire visivamente i pensieri che emettiamo ed è per questo che spesso sottovalutiamo la loro potenza. Le convinzioni non sono altro che pensieri cristallizzati che formano la struttura portante dei successivi pensieri.
Le convinzioni, potenzianti o depotenzianti che siano, sono magneti potentissimi che si vanno a depositare nella profondità del nostro essere e di lì, indisturbate, cominciano ad agire, attirando ai noi esperienze (sotto forma di persone, eventi o situazioni) in grado di materializzare i contenuti di cui sono portatrici: ogni convinzione di natura positiva attrae esperienze positive mentre ogni convinzione di natura negativa attrae esperienze negative.
Se in un dato campo della mia vita sto vivendo esperienze negative è bene che mi chieda che tipo di pensieri sto formulando a proposito di quel campo specifico e che tipo di magnete sono. Posso modificare le esperienze sgradevoli modificando il mio ‘campo magnetico’, lavorando cioè sulle mie credenze profonde.
Per questo motivo è opportuno ricercare i presupposti, gli assunti che ho accettato come veri, perché questi hanno formato le mie convinzioni e l’insieme delle mie convinzioni ha formato la lente attraverso cui osservo il mondo.
Ricordiamoci che ognuno di noi ha credenze su tutto: se stesso, gli altri, la vita, i soldi, il lavoro, le relazioni, gli uomini, le donne, il sesso, il matrimonio, i figli, la politica, quello che è giusto e quello che è sbagliato, ciò che è bene e ciò che è male, ecc.
Quello che crediamo è quello che attiriamo ed è quello che sperimentiamo.

Manifestiamo ciò in cui crediamo. Ciò che accade nella nostra vita è la manifestazione esterna di ciò che accade nella nostra mente.
Abbiamo letteralmente attratto ogni aspetto della nostra vita, desiderabile o indesiderabile che sia. Il nostro ambiente, il nostro mondo intero è una fotografia esterna di quello che pensiamo.
Scoprendo perché siamo ‘fatti così’ troveremo anche la chiave per diventare chi vogliamo veramente essere.
“Dentro di noi c'è la capacità di dirigere qualsiasi forza della natura, di influenzare ogni atomo dell'universo. Tuttavia, lo stato di coscienza in cui attualmente si trova la maggior parte di noi, ci ha convinto di essere piccoli e impotenti”.

mercoledì 8 agosto 2012

Funzioni Emozionali




Le Funzioni emozionali  servono per cogliere il tipo di personalità.
Analizziamo ora le quattro funzioni emozionali che sono tipiche degli esseri umani.
Ovviamente queste funzioni sono presenti in tutti gli esseri umani però si verificano delle condizioni per cui una di esse prende il sopravvento, diventa prevalente sulle altre tre andando a delineare tratti caratteristici della personalità.
1. Funzione Intellettiva o Pensiero
La funzione intellettiva rappresenta la nostra parte logico – razionale che applica agli eventi il metodo deduttivo proprio del pensiero scientifico.
Ci sono persone che hanno questa funzione molto sviluppata al punto da diventare egemone rispetto alle altre.
Ovviamente, come è facile intuire, ci sono differenze profonde se questa funzione viene applicata all’interiorità piuttosto che all’esteriorità.
Spesso questa è anche una funzione “giudicante” che distingue il bene dal male, il giusto dallo sbagliato, il piacere dalla sofferenza.
Le persone con questa funzione sviluppata in modo prevalente, lasciano poco spazio ai sentimenti e cercano di avere la vita il più sotto controllo possibile.
2. Funzione Affettiva o Sentimentale
La funzione Affettiva o Sentimentale è collegata alle emozioni.
In realtà andrebbe fatta una distinzione tra emozione e sentimento, in quanto il sentimento può essere inteso come una razionalizzazione dell’emozione, cioè la persona identifica la persona o l’evento che provoca l’emozione.
In pratica il sentimento è l’emozione che raggiunge un bersaglio.
Tutti noi ovviamente proviamo emozioni, anzi potremmo dire che l’emotività è
indispensabile per la nostra sopravvivenza emotiva.
Ci sono però persone molto “emotive” nelle quali la funzione “sentimentale” diventa egemone rispetto alle altre.
3. Funzione Sensoriale
La funzione sensoriale, è per meglio dire la “percezione” sensoriale, cioè la
percezione attraverso i sensi: vista, udito, tatto, olfatto, gusto.
I nostri sensi percepiscono sia la realtà esterna sia la realtà interna.
Quest’ultima viene percepita attraverso immagini mentali, dialogo interiore, sensazioni propriocettive.
Naturalmente tutti noi utilizziamo la funzione sensoriale, che rappresenta la nostra “finestra sul mondo” esterno, ma anche sul nostro mondo interno.

Attraverso questa funzione riusciamo anche a percepire la funzionalità degli organi interni, vengono registrati gli impulsi che poi vengono tradotti in piacere o in dolore dal cervello.
Esiste pertanto un collegamento tra mente e corpo, cioè tra funzione sensoriale e fisiologia.
Non tutti utilizzano però i sensi allo stesso modo sia all’interno della funzione sensoriale stessa (vedremo più avanti che ci sono persone prevalentemente
visive, altre prevalentemente uditive ed altre ancora prevalentemente cenestesiche. La cenestesi comprende tatto, olfatto e gusto) sia come
dominanza della funzione sensoriale rispetto alle altre.
Ci sono persone cioè che non riescono a filtrare e modulare le proprie percezioni ne con la funzione mentale ne con quella emotiva ne con l’intuito.
4. funzione Intuitiva
La funzione intuitiva è quella più nascosta ma non per questo la meno importante.
L’intuito si manifesta improvvisamente, sono i contenuti dell’inconscio che improvvisamente approdano alla coscienza.
Sono percezioni che sembrano non pervenire dai sensi comuni ma da una sorta di “sesto senso”, sono conoscenze non mediate dalla funzione intellettiva.
L’intuito quindi non è un pensiero, non è una sensazione non è un’emozione , può utilizzare tutti questi canali per diventare cosciente ma è qualcosa di altro da essi.
L’intuito fa parte del patrimonio di ogni essere umano ma ci sono persone per le quali questa funzione è prevalente ed egemone rispetto alle altre: gli intuitivi.

lunedì 6 agosto 2012

Migliorare la vita con il coaching




Migliorare la vita con il coaching è possibile in quanto il coach aiuta a raggiungere gli obiettivi di vita.
Il love coach, aiuta a raggiungere gli obiettivi sentimentali.
Il coach lavora ristrutturando le credenze.
Il lavoro con le credenze è un vero e proprio life-coaching che aiuta il cliente a re-interpretare la realtà e a scegliere nuove prospettive che siano rampe di lancio verso i propri obiettivi. Attraverso questo lavoro, inoltre, si sprigionano potenti risorse che la persona può integrare da subito nella sua vita quotidiana.
Imparando ad apprezzare ed amare ogni aspetto di se stessa, anche e soprattutto le proprie debolezze, la persona sperimenta un forte senso di libertà nel quale può finalmente esprimersi pienamente.
L’uomo più vulnerabile è quello che rifiuta la propria vulnerabilità, perché l’invulnerabilità si può raggiungere solo conoscendo, passando attraverso, la propria vulnerabilità, accettandola e trasformandola.
Lavorando con questo tipo di coaching, inoltre la persona ha modo di fare chiarezza sulla propria vita e sui propri obiettivi, agendo sull'auto-consapevolezza personale e sul proprio senso di auto-efficacia.
E’ un processo attraverso il quale la persona ha modo di vedere le proprie potenzialità, di riconoscere i propri talenti e di individuare e adottare schemi di pensiero e di comportamento più funzionali a ciò che desidera ottenere.
Il coaching con le credenze aiuta  a riconoscere e a valorizzare le proprie risorse, portandole nel vissuto quotidiano. Non si focalizza sul passato, ma sul presente e sul futuro.
Il lavoro sulle convinzioni è un catalizzatore del cambiamento e della crescita, quindi non fornisce soluzioni, ma apre alla persona nuovi orizzonti, la aiuta a scoprire i propri talenti e a sviluppare il suo progetto di vita. Attraverso il lavoro con le credenze il cliente ha modo di conoscersi meglio, di divenire più consapevole di tutte le possibilità di scelta che ha, comprese quelle che fino a quel momento non ha mai visto o preso in considerazione.

Questo tipo di life-coaching è uno strumento che può essere utilizzato da chiunque voglia attuare dei cambiamenti in un'area specifica della propria vita, o nella sua qualità di vita in generale, poiché aiuta a realizzare le proprie mete e a diventare ciò che la persona desidera essere, attraverso lo sviluppo delle sue risorse e del suo potenziale.
Può essere di grande efficacia per chiarire a se stessi cosa si vuole dalla vita ed individuare nuovi obiettivi, affrontare con successo cambiamenti o scelte importanti, migliorare le proprie relazioni interpersonali nel campo affettivo o in quello lavorativo, imparare a gestire le proprie emozioni, accrescere l'auto-efficacia nel raggiungimento dei propri obiettivi e, soprattutto, accrescere la propria auto-consapevolezza e la conoscenza di sé.
Il coach condivide con il cliente i suoi obiettivi, lo aiuta a chiarirli e a rimanere focalizzato su di essi, lo aiuta a individuare gli eventuali auto-sabotaggi e a trovare soluzioni per superarli, lo stimola e lo responsabilizza per aiutarlo a passare dal pensiero all'azione, offrendogli un confronto rispettoso e libero da pregiudizi.
Ma il coaching con le credenze è anche apprendimento. Si diviene infatti consapevoli delle proprie risorse, delle proprie risorse, delle proprie potenzialità, della propria unicità, si impara quanto importante sia il proprio pensiero e la propria interpretazione della realtà, si comprende come ogni problema possa realmente essere visto come una preziosa opportunità, si impara a sviluppare una nuova visione della vita, a riscoprire la propria vera natura e ad apprezzare e amare se stessi. Si impara come raggiungere un equilibrio stabile e una serenità duratura.
Quando il coaching finisce, questa consapevolezza rimane per sempre.

Comunicazione ipnotica subliminale






La Comunicazione ipnotica subliminale fa parte della famiglia della comunicazione ipnotica, agisce però a livello subliminale senza necessariamente produrre emotività.
I modelli comunicativi utilizzati sono :
1) SCHEMA DI RIFERIMENTO
Per schema di riferimento si intende l’insieme delle limitazioni apprese,le idee preconcette
che fungono da barriere non consentendo alle cellule del cervello di essere utilizzate al meglio.
la Comunicazione ipnotica subliminale permette Al soggetto di mettersi in contatto con le proprie potenzialità/risorse.
Durante la trance si possono allargare tali schemi.
Attraverso le suggestioni si superano i blocchi della mente conscia, i limiti appresi sono
temporaneamente alterati mettendo in movimento nuove potenzialità.
La Comunicazione ipnotica subliminale non é impositiva ma utilizza le potenzialitá del soggetto.
I soggetti, anche i piú collaborativi, hanno delle resistenze;Erickson le utilizza, parte quindi
dallo schema di riferimento del soggetto per ampliarlo.
2) CAMPO AFFERMATIVO (RAPPORT)
E’ la condizione per iniziare un discorso in modo efficace in quanto favorisce atteggiamenti
positivi. Il campo affermativo si costruisce attraverso i TRUISMI
.
3) TRUISMI
Un truismo é un’affermazione ovvia, che non si puó negare.
a) truismo semplice
Es:-Truismo generale: il tempo é buono
-Truismo personale: hai le gambe accavallate
b) truismo articolato
Es: - naturalmente puoi essere interessato a livello conscio a ció che dico, ma anche se sei
interessato a livello conscio vorrei che valutassi il fatto che sei intensamente piú interessato
a livello inconscio. E a livello conscio puoi rilassarti, chiudere gli occhi e lasciare che la
tua mente vaghi liberamente.
4) LEGAME
E’una suggestione che consiste in una domanda che dá una libera scelta tra due alternative
equivalenti ed a cui il soggetto puó rispondere con l’abituale atteggiamento conscio.
Es:- Vuoi sperimentare una trance seduto o sdraiato?
Legame evitamento-evitamento:
-Preferisci sederti su questa o su quella poltrona?


-Chiuderai gli occhi o li terrai aperti?
-Sei a tuo agio adesso o tra poco?
Legame avvicinamento-avvicinamento
-Preferisci mangiare le caramelle prima o dopo la pubblicitá
Si deve usare un atteggiamento conoscitivo e non impositivo per salvare la dignitá delle
persone
5) DOPPIO LEGAME
É una domanda alla quale non si puó dare facilmente una risposta conscia e che stimola
inevitabilmente le risposte inconsce.
É la possibilitá di comunicare a due livelli; conscio ed inconscio cominciano a comunicare.
Serve a superare i limiti della comprensione e capacitá cosciente in modo tale che il
comportamento possa essere mediato dalle potenzialittá nascoste dentro di noi
Esempi :
-Ne tu ne io sappiamo quale delle due mani si alzerrá per prima
-Comincerai a sentire piú leggera la tua mano destra o la tua mano sinistra?
-Se il tuo inconscio vuole che tu entri in trance la tua mano destra o sinistra si solleverá da
sola, altrimenti si solleverá la tua mano sinistra.
-Comincerai a sentire leggera la tua mano destra o la tua mano sinistra?
-Quale parte del corpo puoi sentire piú leggera (pesante,fredda calda,ecc.)?
-Non devi neanche ascoltarmi perche il tuo inconscio é quí e puó sentire quel che é
necessario per rispondere proprio nel modo giusto.

sabato 4 agosto 2012

Il perfezionista




Il perfezionista è il tipo uno dell'enneagramma.
L'enneagramma è l'antico metodo di analisi della personalità, con origini probabili nell'antica Babilonia,  ripreso dai Sufi, importato in occidente  George Gurdjieff, ed utilizzato anche da 
Vi e` mai capitato di voler far rispettare ad altre persone una credenza od una tradizione?
In questo caso probabilmente avretea attuato la strategia comunicativa uno  anche chiamata “perfezionista” (ad esempio invece il tipo due è definito altruista)
Il tipo  Uno dell’ennegramma è caratterizzato dal fatto che è perfetto nelle proprie credenze. Quello in cui crede rappresenta la perfezione a cui gli altri devono adeguarsi. Sono i classici bravi ragazzi che, quando si sono comportati bene da piccoli, hanno ricevuto un premio; quindi ogni volta che si sono comportati in modo non conforme agli standard dell’ambiente circostante, sono stati aspramente criticati. In loro si è installato un critico che li giudica costantemente sul loro operato; ad esempio un Perfezionista si concede una serata di svago come premio per l’ottimo lavoro svolto durante la giornata.
La loro storia personale è costituita dal fatto che si è creata un equivalenza complessa: amore = critica, essendo nato tra le critiche. Di fatto, il loro punto debole, quello che cercano di evitare è l’affetto e l’amore. Un ipotetica frase che i numeri Uno si ripetono costantemente è: “Se io sono perfetto, sono ok, se tu sei perfetto sei ok”. Per loro le cose della vita o sono giuste o sono sbagliate.
Gli uno sono i classici bravi bambini che devono comportarsi bene in presenza degli altri e in genere non sono coscienti del fatto che si negano il piacere in quanto sono assorbiti in quello che “devono fare”. Spesso impiegano il loro tempo libero per migliorarsi avendo un io interiore giudicante che li accusa, li controlla nei gesti, pensieri e parole. Essendo concentrati su quello che “andrebbe fatto”, non c’è spazio per i desideri che emergono dal profondo. Come scelta caratteriale sono votati “all’unico modo giusto” in quanto un approccio multiplo alla soluzione delle problematiche sembra un invito all’anarchia. La rabbia è vissuta come emozione negativa che può emergere solo quando vi è una giusta ragione. E solo allora la rabbia viene vissuta come esperienza liberatoria. Nel giro abituale delle loro amicizie si presentano come persone di assoluto rispetto ma, se si trovano in un ambiente sconosciuto diventano sciolti e disponibili ed è qui che tutte le emozioni e pulsioni represse hanno la libertà di uscire allo scoperto. A volta succede che si verifica una dissociazione della personalità, una doppia vita, un verso e un inverso, una specie di divisorio che permette di buttare fuori tutte le pulsioni represse (prete di giorno, rapinatore di notte – maestra impeccabile di giorno, spogliarellista di notte). Se i desideri inconsci cominciano a traboccare minacciando di sopraffare l’istanza logica, il critico interno si attiverà immediatamente con minacce di punizioni per impedirlo. Spesso gli Uno sposano delle cause ideologiche in quanto sono il giusto pretesto per far emergere la loro rabbia per una giusta causa, in presenza di un torto effettivo.
Nel rapporto di coppia gli Uno vivono nella perenne paura di nascondere i loro lati oscuri al compagno e questo crea una tensione che cresce con l’avanzare del rapporto. Quando viene raggiunto il punto critico, cominciano a mettere sotto accusa il compagno per paura del rifiuto, in quanto hanno paura della fine del rapporto e decidono di chiudere prima che il coinvolgimento sia eccessivo. In genere tendono a mettere su un piedistallo il loro compagno; infatti per lunghi periodi in cui sono innamorati, il loro critico sonnecchia. Ma quando si sento minacciati o gelosi si riattiva attaccando le manchevolezze dell’altro. I Perfezionisti sono di una devozione assoluta quando percepiscono nel compagno sforzo, lotta e buone intenzioni. Nelle aree in cui si impegnano, dal tempo libero al lavoro, hanno il costante bisogno di verificare i progressi raggiunti, esigenza difficilmente raggiungibile in quanto cadono in una spirale infinita. Inoltre entrano in meccanismi di paragone con gli altri in cui ricercano i punti deboli per non sentirsi inferiori e questo genera sofferenza in quanto la vittoria dell’altro genera la loro sconfitta. L’importanza di dare sfogo alla rabbia è vitale per provare serenità, spesso non riescono neanche a fare un urlo liberatorio, causando tensioni nel corpo. Infatti, per loro imparare ad arrabbiarsi e far uscire tutta l’energia bloccata può rivelarsi un esperienza quasi terapeutica in quanto dona loro tranquillità e la libertà di poter sperimentare temporaneamente tutto senza giudizio

venerdì 3 agosto 2012

Come vivere bene, in tre fasi







Quali sono le tre fasi che ci permettono di vivere bene e di raggiungere il benessere:


1. Portare il cervello a funzionare ai ritmi “alpha”.
2. Mettere in azione l’emisfero destro.
3. Portare la nostra personalità maggiormente verso il polo positivo.
Passiamo ora ad analizzare ciascuno di questi tre punti.
Punto 1: Portare il cervello a funzionare ai ritmi “alpha”.
È una cosa nuova per noi, dobbiamo “imparare” qualcosa di nuovo.
Come si fa a “imparare” qualcosa?
La capacità di apprendere a fare cose nuove è una prerogativa di tutti gli esseri viventi,
sicuramente tutti gli animali, forse persino anche qualche vegetale.


Affinché impari a trovare il tubero, il cane viene nutrito per un certo periodo con cibo cui viene mescolato un po’ di tartufo; quando l’animale avrà associato il profumo di tartufo con il cibo, viene portato a scorrazzare nei boschi: non
appena il suo finissimo olfatto percepisce quel sentore, il cane si mette a scavare, e alla fine dell’estrazione del tubero riceverà come premio un bocconcino di pane, affinché
non cessi l’associazione “profumo di tartufo = cibo”
La parola – chiave è “associazione”
Le due cose: cibo e profumo di tartufo vengono indissolubilmente legate tra di loro nei circuiti neuronali del cervello.


Vi ricordate quando avete imparato a guidare l’auto? Agli inizi, era difficile persino ruotare il volante nella giusta gradazione; ma rapidamente, avete imparato a manovrarlo
in modo corretto a seconda della curva che volevate imprimere all’auto.
Allora eravate pronti per passare alle marce, poi alle manovre più difficili, tipo il posteggiare
in retromarcia, successivamente ad affrontare il traffico, e così via.
Adesso siete guidatori esperti, potere guidare tranquillamente mentre conversate con i passeggeri, ascoltate la radio, pensate ai fatti vostri: la guida è diventata qualcosa di automatico, eseguite ogni manovra senza bisogno di pensare a quello che fate.


Quando si impara qualcosa, qualsiasi cosa, eseguiamo un insieme di causa – effetto che nello stesso tempo associamo tra di loro.
Anche ora dobbiamo imparare qualcosa che ci è del tutto nuovo: portare il cervello a funzionare ai ritmi Alpha.


Normalmente il ritmo alpha si produce quando dormiamo: il tal caso il corpo è del tutto rilassato, e la mente è svuotata.
Noi invece non dormiamo, ma riproduciamo volontariamente le stesse condizioni.
Per creare l’associazione: numeri decrescenti – discesa verso l’alpha, prendiamo la rincorsa:
Si parte da un corpo con delle tensioni, per poi eliminarle.
La tensione dobbiamo crearla artificialmente, e si è scelta una tensione che dà molto fastidio,
anche se non produce alcun danno, e che non si riesce a mantenere a lungo, tanto è faticosa.
Si tratta di stancare gli occhi: ruotandoli all’insù – io dico 45 gradi, il che significa ruotare gli occhi come se volessi guardarmi le sopracciglia – dopo una manciata di secondi non si riesce più a tenerli in quella posizione, sei obbligato ad abbassarli.
Mentre gli occhi sono sotto sforzo, devi pensare, contare mentalmente, e visualizzare il numero 5 parecchie volte.
Visualizzare: ecco una parola importante.
La facoltà di visualizzare appartiene all’emisfero destro.
Quando penso con l’emisfero sinistro, è un po’ come se parlassi da solo: “Vado qua, poi
vado là, faccio questo, ho appuntamento con tale persona….” In pratica verbalizzo i miei pensieri.
Invece l’emisfero destro è anche chiamato “il cervello silente”: guarda delle immagini, vive delle sensazioni, prova sentimenti, ma in silenzio.
Se io penso al numero cinque, e mentalmente dico “cinque – cinque – cinque” sto usando l’emisfero sinistro.
Se nello stesso tempo immagino uno schermo televisivo, o una lavagna, o un foglio di carta, insomma qualsiasi cosa su cui si può tracciare il simbolo numerico 5, io sto usando
anche l’emisfero destro.
Ed è proprio quello che voglio fare: usare entrambi gli emisferi, tutto il cervello.
Perciò, con gli occhi aperti e rivolti verso l’alto, io visualizzo e ripeto mentalmente “5 –5 – 5 – 5 – 5” finché sento che le palpebre sono troppo stanche, e la voglia di chiudere
gli occhi diventa insopportabile.
A questo punto chiudo gli occhi, le palpebre finalmente chiuse mi trasmettono una sensazione di sollievo, e nella mia immaginazione cambio numero: “4 - 4 – 4 – 4 – 4 “
L’elettroencefalogramma mi segnala che se rivolgo gli occhi leggermente all’insù, tecnicamente
direi “inclinati di 20 gradi al di sopra del livello orizzontale”, si manifesta un incremento di produzione di onde tipo Alpha nella zona occipitale del cervello, l’area che è delegata alla visualizzazione.
Perciò vi conviene assumere l’abitudine di posizionare le vostre immagini mentali leggermente
in alto.


Abbiamo così impostato le due associazioni:
· Numero 5 = tensione nel fisico
· Numero 4 = scomparsa della tensione.
· Numero 3 = corpo tutto rilassato
· Numero 2 = mente ben rilassata.
Il numero 1 non ha bisogno di particolari associazioni: se la crea lui da solo, significa
che sono arrivato dove volevo:
· Numero 1 = risultato finale = mente rilassata in un corpo rilassato.
Abbiamo così creato in stato di perfetta coscienza le condizioni in cui il cervello produce onde Alpha.
Ora siamo al punto 2 far entrare in gioco l'emisfero destro.
Per fare questo dobbiamo usare l'immaginazione.
Il cervello non distingue tra gli input esterni e quelli interni se intensamente immaginati.


Volete fare una prova?
A occhi chiusi, immaginate di avere vicino al vostro volto un bel limone:
È così vicino che il naso ne sente il profumo delicato; aprite la bocca e immaginate di
spremere sulla lingua il succo del limone. Ricordate il sapore aspro e pungente, ora il
succo scende copioso, riempie la bocca…..


Se avete immaginato con vivezza quello che i vostri sensi provano, vi troverete con la
bocca piena di saliva.
Il limone era immaginario, non esiste, ma il cervello non lo sa, e allora mette in azione
le sue difese:
 inondare di saliva la bocca, onde annacquare
il succo di limone e neutralizzarne l’effetto corrosivo.
Il cervello non è in grado di distinguere tra immagini inventate e immagini reali:


Siamo nel profondo Alpha o Theta, non fa differenza.
E in questo stato avviene qualcosa di grandioso:
Possiamo modificare il nostro carattere.
Sappiamo tutti quanto sia difficile, se non impossibile, toglierci di dosso dei difetti :
Hai un bel dire a una persona che non deve essere apprensiva, avere sempre paura che
capiti qualche disgrazia alle persone care. Ti risponderà: “Lo so che hai ragione, ma non ci posso fare nulla: sono fatta così!“.
E lo stesso discorso vale per i pessimisti, gli insicuri, i collerici, gli avari, i diffidenti

Punto 3:
– portare la nostra personalità maggiormente verso il polo positivo.


Tutto quello che esiste può essere riferito a una doppia polarità il verso e l'inverso:
Positivo – negativo per l’elettricità, luce e oscurità, yin e yang, freddo e caldo, e così via.
Per la nostra personalità prendiamo in prestito dall’elettricità i termini positivi e negativi, intendendo l’uno come il contrario dell’altro.
Potremo così fare un lungo elenco di pregi e difetti:
Positivo sarà l’ottimismo, negativo il pessimismo
Positiva la sicurezza in se stessi, negativo la mancanza di autostima 
Positiva la fiducia di trovare nel prossimo amici e aiuto, negativa la diffidenza preconcetta;
Positiva l’allegria, negativo lo sconforto.
Ricordate il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
L’insieme di questi e altri fattori ancora vanno a formare quello che chiamiamo il nostro
carattere.
E le caratteristiche cui facciamo riferimento sono vere e proprie vibrazioni energetiche,
che possono essere chiaramente percepite dal prossimo.
Chi di voi non conosce persone che non vorreste mai incontrare, se non riuscite a cambiare
in tempo marciapiede vi acchiappano e vi rovinano la giornata.?
C’è il lamentoso che ti fa vedere tutte le cose che non vanno: alla fine, se eri di buonumore,
dopo non lo sei più.
C’è l’aggressivo che dopo un po’ che gli sei vicino cominci a sentirti prudere le mani dalla voglia di malmenarlo.


Esiste una legge dell’acustica per cui ogni oggetto ha la sua lunghezza d’onda caratteristica.
Mettete due pianoforti vicini, scoprite le corde, e fate vibrare una corda qualsiasi di uno dei due pianoforti: vedrete che, senza essere toccata, la corda corrispondente dell’altro
pianoforte si mette a vibrare.
Sembrerebbe che quel tipo di energia nervosa obbedisca a una legge analoga:
L’aggressivo fa vibrare la tua potenziale aggressività, tende a scatenarla, e così via.
Per fortuna esistono anche persone positive, purtroppo molto più rare di quelle negative.
Quando sei vicino a una persona positiva, ti confidi e ti sfoghi, ma poi ti senti meglio.
Anche se sta solamente ad ascoltarti in silenzio, la sua sola vicinanza ti scalda il cuore.
E dopo ti senti sollevato.


Ebbene, quando siamo in Alpha, attraverso l'immaginazione  possiamo spostare verso il positivo la nostra polarità!
Questo perché la coscienza si è trasferita in livelli che di solito appartengono alla zona emotiva della personalità, dove hanno fatto nido le esperienze precedenti della nostra
vita, e la melma del tutto si è condensata nella personalità.