lunedì 9 luglio 2012

Pensiero ed azione





Pensiero ed azione devono essere i fari illuminanti della vita.


Due imperativi per acquisire esperienza:

"Se vogliamo vedere impariamo ad agire".

E' agendo che otteniamo di fare delle distinzioni, creare confini, definire oggetti, dare forme, creare mappe e questo ci permette di "vedere" il territorio esterno a noi.

"Agiamo in modo da aumentare le possibilità di scelta".

Solo così coglieremo le nostre migliori opportunità. D'altro canto, anche se non possediamo altro che le personali rappresentazioni della realtà (la nostra mappa interna che riproduce il territorio esterno), pensiamo ancora a quanto possa essere forte l'effetto prodotto da tali mappe e dalle parole che le compon-gono.
A proposito delle parole cerchiamo di capire meglio la loro forza, la parola fa ciò che dice, se urto qualcuno e chiedo scusa, il chiedere scusa mi rende automaticamente scusato; il prete che dinanzi a due persone dice loro: "Vi dichiaro marito e moglie" realizza quasi una magia, dopo questo atto lin-guistico la realtà non è più la stessa e le due persone che hanno creduto in quelle parole si sentono diverse.
La differenza tra magia e scienza ad esempio consiste nel fatto che la magia non opera attraverso la causalità e la consecutività, ma per correlazioni, dei legami tra parole e fatti di difficile comprensione per il nostro personale rapporto che con le parole oggi possediamo, solo quando credo a qualcosa rimango influenzato da ciò che credo.
Si torna ad affermare che l'effetto non è la causa, che la mappa non é il territorio, che la scienza non è che una mappa, che credere nella causa-effetto non è che una superstizione, noi viviamo spesso di queste superstizioni.

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