lunedì 2 luglio 2012

L'arte della persuasione e del coinvolgimento


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La persuasione è un’arte.
l'arte della persuasione e del coinvolgimento
Nella vita otteniamo risultati direttamente proporzionali alla nostra capacità di convincimento.
Non è fuori luogo ricordare, all’inizio di questo percorso, che è molto arduo ottenere dei consensi prestigiosi se la nostra carica vitale è indebolita dalle problematiche quotidiane o esistenziali.
Si studia la comunicazione persuasiva, infatti, non certo per avere riscontri da parte di chi intende seguirci naturalmente, né tantomeno da parte di chi è disposto ad aderire senza ostacoli alle nostre richieste.
Dobbiamo avere motivazione volontà e conoscenza.
Tutti miriamo a destabilizzare, ovverosia a conquistare, fonti di stimolazione, cose, idee, persone, di difficile, se non impossibile
coinvolgimento.
Ciò richiede un investimento energetico.
Siamo interessati alla persuasione non per “legare” ulteriormente il nostro partner, che, magari, risulta oramai scontato, ma per convincere ad un consenso amoroso un diverso bersaglio emotivo che ci ha incantati, e che manifesta un’istintiva indifferenza.


Avere maggiori informazioni sulle tecniche persuasive può avere ottimi riscontri, caso mai, per ambire ad un posto dirigenziale
in un’azienda prestigiosa.
Questo assioma non sorprende se abbiamo chiaro che la mente umana necessita di sfide.
Occuparsi di psicologia analogica significa comprendere che le persone vivono e prendono decisioni in base ai loro problemi, e sapersi comportare di conseguenza.
Gli individui sono ipnotizzati dai disagi!


Mi soffermo su questo concetto: le persone vivono e decidono in base ai loro problemi.
E’ valido anche per noi.
Ci innamoriamo in base alle sofferenze vissute.
Valutiamo gli altri in relazione alle nostre necessità emotive.
Posso capire che tali affermazioni siano contrastanti con la cultura logico digitale dominante, la quale ci vorrebbe innamorati perché buoni e sensibili.
Ora siamo adulti e ci stimiamo come persone intelligenti.
Eppure ci è capitato, in passato, se non attualmente, di perdere la testa per individui inadeguati, irrispettosi.
Come si spiega?
Sottolineo perdere la testa.
Possiamo nutrire un mondo di buoni sentimenti per il
nostro compagno/a, ma il ricordo ci riporta a momenti di amore disperato e passionale verso persone che, con noi, non avevano affinità.
I nostri occhi si posano su individui o situazioni difficili, che pongono vincoli al possesso.
L’amore, le passioni turbolente, non hanno a che vedere con la razionalità, e sono governate da un Io bambino sofferente per accadimenti vissuti all’interno della famiglia di origine.
Tali accadimenti, per coazione a ripetere, si devono ripresentare nella vita attraverso l’incontro con persone che abbiano la potenzialità di far rivivere al mondo emotivo quegli stimoli negativi che ci hanno turbato nell’infanzia, attraverso mamma e papà.

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