venerdì 6 luglio 2012

La fisica della mente






La fisica della mente studia i comportamenti umani ed anche le interazioni umane nei team.
Credo che la domanda, in qualunque momento della vita di una persona, e in particolare per chi si dedica a qualche tipo di scienza del comportamento applicata, credo che la domanda sia: " Che cosa determina i comportamenti umani? ". 
C'interessa dunque agire in qualche modo sul comportamento umano in base alla nostra conoscenza di ciò che sta accadendo. E per far questo in modo sicuro o assennato è indispensabile possedere una conoscenza abbastanza ampia e comprensiva di tutte le possibili cause e dimensioni necessarie a capire quali siano le leve del comportamento.  È il mondo esplicativo in cui una " causa " - metto la parola tra virgolette - è, in generale, una differenza.


Dobbiamo renderci conto che stato di necessità e desiderio sono generatori di comportamento.
Questo anche in modo paradossale. E non avviene solo per gli esseri umani, ma per tutti gli esseri viventi, anche quelli più semplici.
 Un caso semplice è quello dell'ameba: se non le si dà niente da mangiare, essa si mette in moto e comincia a vagare qua e là, più che se avesse mangiato. Si ha quindi una situazione che contrasta moltissimo con ciò che accade nel mondo delle forze e degli urti, in quanto, in un intervallo piuttosto ampio di condizioni, il dispendio di energia dell'ameba è una funzione inversa dell'energia fornitale: se non le si dà niente da mangiare, essa comincia a muoversi qua e là. E se ci si guarda intorno, si scopre che sono moltissimi i casi in cui le cose vanno a questo modo, cioè all'incontrario. Nel caso delle piante, la crescita è una funzione inversa della fotosintesi. Ad esempio uno stelo, uno stelo tenero e non troppo legnoso, su cui la luce cada di lato, cresce di più dal lato opposto, quello non illuminato, quindi la pianta s'incurva verso la luce. Lo stelo cresce di più dal lato non illuminato: questo è l'equivalente per la pianta del movimento dell'ameba, ed è ancora in gioco una funzione inversa.

In un mondo siffatto, la differenza produce una differenza e la differenza è una cosa molto diversa da una forza o da un urto. Siamo usciti dal mondo delle scienze fisiche per entrare nel mondo in cui diventa determinante la differenza. Orbene, la differenza è molto interessante perché se vi chiedo di dirmi dov'è situata una differenza, vi accorgete che non ci riuscite, perché ovviamente non è in questo, non è in quello, non è nello spazio che li separa e non è nel tempo che li separa. Le differenze, naturalmente, possono essere distribuite nel tempo.
Una differenza è un'idea elementare; ed è fatta della sostanza di cui sono fatte le menti. 
Quindi, oltre al mondo delle scienze fisiche, abbiamo il mondo della mente. Ci sono complicazioni d'ogni tipo, sapete. C'è il mondo della mente che cerca di negare la realtà della mente. Gran parte della nostra cultura scientifica cerca di negarla. E quando tentiamo di capire perché gli scienziati, specie i biologi, fanno ciò che fanno, una delle cose di cui bisogna tener conto è che essi tentano di negare la realtà della mente in un mondo dotato di mente. 

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