mercoledì 18 luglio 2012

Cambiamento di credenze per essere felici






Dobbiamo attuare un Cambiamento di credenze per essere felici.
Fondamentale per il nostro successo imparare a strutturarsi delle credenze utili e
vincenti ed eliminare le credenze inutili e dannose.
Per avere successo è importante avere credenze potenzianti sulle proprie capacità.
I grandi leader raramente valutano realisticamente le proprie capacità, spesso le valutano molto bene.
A questo proposito bisogna sapere che spesso le persone credono di avere dei limiti che in
realtà non hanno.
Se proprio si deve sbagliare è meglio farlo nel senso di sopravalutare le proprie capacità.
Un esempio è quello di Bill Gates che ha iniziato la sua carriera offrendo ad una azienda un
software che in realtà non aveva, quando l’azienda glielo richiese lui attivò tutte le sue
risorse e lo realizzò.
Un vincente non ritiene mai pervasivi o i non risolvibili i problemi , anzi li considerano
una sfida, uno strumento per crescere e migliorarsi.
Una credenza globale molto utile è che per essere felici ed avere successo dobbiamo continuamente migliorare (kaizen Giapponese) la qualità della nostra vita.
La credenza di essere una persona intelligente e sempre in grado di trovare il modo di
ribaltare la situazione a proprio vantaggio è utilissima per superare i problemi ed i
momenti difficili.
Si possono individuare diversi livelli di intensità nelle credenze passando da opinioni a
credenze a convinzioni. Questi livelli dipendono dalla forza e dal numero dei riferimenti a sostegno

Cambiamento/ generazione delle credenze:

La prima cosa che si deve fare è rendere coscienti le nostre credenze, perché se non so
che cosa cambiare, ovviamente non posso cambiarlo.
Bisogna poi associare dolore alla vecchia credenza e piacere a quella nuova che voglio
avere.
È comunque estremamente importante fare un’analisi delle proprie credenze, renderle
coscienti e cominciare ad interrogarsi su di esse, porsi dei dubbi su quelle che riteniamo non
potenzianti.
Una volta maturata coscientemente un’idea che riteniamo utile e potenziante dobbiamo farla
diventare una credenza, o meglio ancora una convinzione.
Per fare diventare la mia idea una convinzione devo dargli dei riferimenti (le gambe del
tavolo).
I riferimenti sono tanto più solidi quanto più sono fissati da emozioni intense che creano
forti neuro – associazioni.
Uno strumento utile che posso utilizzare per fissare un’idea e farla diventare una credenza è
l’immaginazione. Si utilizza il fatto che il cervello non distingue tra un’esperienza reale ed
una fortemente immaginata.
Per cui un modo per iniziare a dare dei riferimenti è quello di usare il ricalco sul futuro,
dovrò cercare poi delle esperienze che convalidino la mia credenza e la rinforzino associandole piacere.
Se, ad esempio, voglio smettere di fumare potrò andare a vedere dei malati di enfisema polmonare oppure guardare le radiografie dei polmoni dei fumatori.
Dovrò quindi mettere in atto delle azioni che rinforzino la mia credenza,.
Per la formazione delle credenze bisogna fare anche attenzione a non utilizzare la “prova
sociale”, cioè credere o fare qualcosa perché la credono / fanno gli altri.
Non bisogna nemmeno accettare ciecamente le informazioni provenienti dai cosiddetti
“esperti”; la storia è piena di esperti che sono stati smentiti nelle loro idee, dai medici che
curavano con le sanguisughe agli scienziati che ritenevano la terra al centro dell’Universo.
Come facciamo a sapere quali credenze adottare?
Un sistema valido è quello di prendere a modello le credenze di chi ha già avuto successo,
bisogna guardarsi attorno e trovare di modelli validi da prendere come riferimento.

Un altro sistema sono le seguenti domande:

1) Che cosa dovrei credere per riuscire in questo campo?
2) Chi veramente ha successo in questo campo e che cosa lo fa pensare diversamente da me
riguardo a quello che è possibile.
Operativamente è quindi molto importante sapere quali credenze stiamo già utilizzando.
Per questo dobbiamo prendere un foglio di carta e scrivere una lista delle nostre credenze,
sia quelle produttive che quelle non produttive.
Bisogna poi dividere le credenze tra produttive e non produttive, Rinforzare le positive ed
abbattere i sostegni (riferimenti) di quelle negative, associando dolore con domande del tipo
- Questa credenza è ridicola o assurda?
- Quanto mi costerà emotivamente / finanziariamente

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