martedì 31 luglio 2012

Emozioni e razionalità






Emozioni e razionalità sono i due piatti della stessa bilancia.
La bilancia è la mente umana
La tua vita quotidiana è sempre piena di eventi controllabili e incontrollabili. Spesso riteniamo, superficialmente di poter controllare tutte le nostre attività, fino a quando osserviamo che avviene qualcosa che ci sfugge e lo riteniamo fortuito. La logica, pilastro della civiltà occidentale, riesce a spiegare alcune cose, mentre quelle non esplicabili, non le degna di considerazione in quanto fanno parte della casualità. 
In realtà molti degli eventi che riteniamo casuali, o frutto dell mala sorte o della buona sorte, sono gestiti da quella parte della nostra mente che sfugge al controllo della nostra mente.


Consideriamo la nostra vita completamente sotto il nostro controllo razionale e ripudiamo tutte quelle cose fatte di impulsività e irrazionalità. Ma come può, l’impulso e l’irrazionalità, rovinarci la vita se noi pretendiamo, con la logica, di poter dominare la nostra vita? Forse c’è qualcosa che non quadra, qualcosa che mi sfugge al mio controllo razionale e che è più importante di quanto credo.
A questo punto occorre fare una specificazione: il tuo, il nostro cervello è costituito da due emisferi dislocati nella parte destra e nella parte sinistra dell’organo cerebrale. L’emisfero sinistro è responsabile della logica, dell’articolazione delle parole, della matematica ed è sequenziale; l’emisfero destro, invece, è responsabile dell’emotività, del sogno, della creatività, dell’irrazionalità ed il luogo in cui è depositato il nostro programma mentale. Ma che cos’è il programma mentale?
Quando nasciamo la nostra mente è priva di condizionamenti, il nostro cervello è libero da influenze generate dall’esterno e quindi si comporta senza schemi prefissi, anche se nel grembo materno le emozioni di nostra madre influenzano il nostro stato emozionale. Quando veniamo al mondo non compiamo una distinzione del negativo e del positivo, ci troviamo in una Fase Sensoriale in cui avvertiamo il piacere e la sofferenza, la gioia e il dolore ma non siamo in grado di definirli; ad esempio il bambino mette le dita nella presa elettrica e sente il dolore ma non siamo in grado di definirli; ad esempio il bambino mette le dita nella presa elettrica e sente il dolore ma non sa definirlo. Poi attraversiamo una Fase Percettiva in cui sappiamo cosa vuol dire il piacere e la sofferenza ma non riusciamo ad identificare la fonte che li detiene, ad esempio il bambino mette le dita nella presa di corrente percepisce e definisce il dolore ma non sa identificare la fonte. Infine attraversiamo una Fase Riflessiva in cui identifichiamo la fonte buona e cattiva. Infatti, reputiamo un cibo disgustoso o piacevole, senza mai averlo assaggiato prima, solo guardando la smorfia di disgusto di nostra madre che cerca di farcelo mangiare. Il gusto non è ancora sviluppato ma siamo in grado di decodificare una serie di messaggi non verbali provenienti da chi ci sta vicino. La nostra mente può essere paragonata a un dischetto quasi vergine ( in realtà, anche nella vita intra uterina il dischetto riceve alcune impressioni) che viene scritto man mano che i genitori ci forniscono le informazioni. Da bambini assorbiamo come spugne tutti i dati e li immagazziniamo formando il programma mentale entro i primi tre anni di vita e si perfeziona fino ai 12 anni. Questo disco è responsabile delle convinzioni profonde che spesso e volentieri limitano il successo della nostra vita. Se da piccolo mia madre mi ha sempre ripetuto che sono un imbecille, quest’affermazione si sarà incisa nel mio inconscio in modo tale da farmi comportare come un imbecille, anche se questo mi farà soffrire tantissimo. Questo programma occulto sfuggirà alla mia consapevolezza e l’unica spiegazione che potrò darmi sarà che sono un imbecille! Ma, a questo punto, secondo i canoni della nostra civiltà occidentale, è logico darsi dell’imbecille se noi pretendiamo di poter controllare tutto con la razionalità? Perché a volte arrossiamo senza un apparente motivo davanti a determinate persone o circostanze? Perché cadiamo in depressione o non riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi se abbiamo tutto quello che ci serve?
Forse il motivo risiede nel fatto che l’inconscio ha un potere di controllo sulla nostra vita che arriva a superare il 90% rispetto al misero 10% della parte razionale. Possiamo paragonare l’inconscio come un enorme elefante che vaga in una giungla lussureggiante; sul suo dorso vi è una mosca che rappresenta la parte razionale. Quest’ultima gli dice: “Ehi vai dritto in quella direzione perché ho visto una montagna di zucchero!”.
Invece, l’elefante intravede un ruscello che all’improvviso gli ricorda di avere una fortissima sete e s'incammina verso esso per dissetarsi. La mosca potrà urlare finché vorrà ma mai potrà opporsi alla decisione dell’elefante che invece di andare dritto preferisce girare in un’altra direzione per bere. Come può opporsi? E quante volte c'è capitato una situazione simile? Abbiamo consultato l’elefante per conoscere le sue esigenze? In realtà il vero successo sta nell'addestrare l'elefante a fare sue l'esigenze della mosca, cioè addestrare la sfera emotiva a fare proprie le esigenze della sfera logica

lunedì 30 luglio 2012

Amore karmico




Un amore karmico è un amore o un legame nato per 
completare qualcosa rimasto di incompiuto in una vita precedente (sarebbe meglio dire una vita altra, in quanto il concetto di tempo sequenziale è un concetto limitato alla nostra percezione sensoriale)

Ciascuno di noi avrà certamente sperimentato nella propria vita i diversi stati emozionali che gli incontri con diversi individui ci suscitano.
La meditazione  la lettura “karmica” degli eventi  sono due strumenti di indagine particolarmente utili alla penetrazione del grande Mistero del senso del nostro Passato, del nostro Presente e del nostro Futuro.  Le relazioni karmiche possono essere fonte di crescita interiore.
La coppia karmica si è incontrata perché aveva qualcosa di “lasciato sospeso” nella vita precedente. In questa vita ha lo scopo di incontrarsi, perdonarsi e risolvere il karma, senza possibilmente crearne di nuovo

Ogni relazione avuta nel corso di un'incarnazione comporta la formazione di crediti e debiti karmici, che ogni entità individuale si sentirà spinta a cercare, come compensazione, nell'incarnazione successiva per effetto di una legge universale di giustizia. Ecco allora sorgere, apparentemente senza motivazioni razionalmente individuabili, l'interesse per questa o quest'altra persona, un'interesse che può essere basato tanto sulla simpatia quanto sull'antipatia ma comunque intensa e immediata. In questi casi si tratta di incontri che costituiscono una continuazione di una relazione iniziata in vite precedenti, le cui vere motivazioni possono anche essere ben nascoste inizialmente ma si possono andare a cercare, ad esempio, confrontando le carte astrali dei due soggetti in questione. Nel caso invece di incontri che inizialmente non suscitano particolari emozioni ma si sviluppano sulla base di una conoscenza e una frequentazione graduale, si tratta invece di relazioni che iniziano in questa vita e possono non avere radici in esistenze precedenti.

Attraverso la lettura dei “segni” significativi del Presente , illuminato dai bagliori di consapevolezza provenienti  dai frammenti del Passato , si può arrivare a costruire attivamente il nostro Futuro (Riprogrammazione Esistenziale).  
Così “illuminati” dal Passato, “istruiti” dal Presente”  ed  “i(n)spirati” dal Futuro,  potremo serenamente  affrontare e risolvere, in maniera  “vincente” eppure in armonia con il Cosmo, le sfide esistenziali attuali ed onorare i nostri  “debiti  karmici”. 
Riprogettando così, in maniera autonoma,  il nostro Avvenire, individuale e sociale: “Attori”, finalmente, e non più  semplici  passivi spettatori degli eventi della catena delle nostre esistenze.

sabato 28 luglio 2012

Riconquista il tuo ex

Lui ti ha lasciata, come riconquistarlo?


Riconquista il tuo ex  con le giuste strategie.
Quando, un uomo , torna a riconsiderare 
l'opportunità
 di ritornare con la propria ex?

Come cambierebbe l'assetto emotivo del tuo ex  
fidanzato se quest ultimo, cominciasse a subire 
un rapporto conflittuale e competitivo da parte 
della sua nuova lei?


Noi tutti, ogni giorno siamo costretti a confrontarci con i seguenti attori:
  • L'oggetto del desiderio (obiettivi)
  • L 'antagonista (le difficolta)
  • IL grado di difficoltà (la nostra percezione su quanto sia possibile o impossibile fare e ottenere).
Noi misuriamo il grado di difficoltà delle nostre faccende quotidiane e le confrontiamo automaticamente con la percezione della nostra capacità di governarle. 
E' importante che nella mente del tuo ex entri in gioco un antagonista che metta in gioco la sua nuova relazione e lo attragga verso di te



Cosa cambierebbe  nella  testa 
del tuo EX, se ad un tratto, dovesse scoprire un 
tradimento da parte della sua nuova lei?

Quali meccanismi emotivi in lui, si metterebbero in 
moto se dovesse cominciare a subire il fascino di una 
nuova donna che lo corteggia, mentre lui vive il suo  tranquillo rapporto con la sua nuova lei?

Una delle condizioni precostituite che portano un 
uomo a prendere in considerazione nuovamente
l’eventuale ritorno con  la propria ex ,  è quella di 
ritrovarsi emotivamente solo, quindi privo di un rapporto significativo che possa soddisfare in pieno le sue esigenze d’amore.

 Fino a quando egli vivrà  un rapporto appagante 
con la sua nuova lei, gli sarà impossibile subire l'influenza di una relazione passata. Se così non fosse, non esisterebbero le relazioni significative e sarebbe un caos.

venerdì 27 luglio 2012

Seduzione e Persuasione dei Media






Il potere della Seduzione e Persuasione dei Media influenza le decisioni e le opinioni delle masse.


Dagli anni ‘40 si sviluppa una linea di ricerca che pone le basi per una revisione dell’idea
di relazione diretta, di tipo stimolo-risposta, tra utente e mass media.
- Persuasione: analisi dell’efficacia persuasiva ottimale dei messaggi, verificando
l’influenza delle caratteristiche dell’emittente, della struttura del messaggio e del ricevente
nel mediare gli effetti della comunicazione di massa.
- Selettività (fruizione selettiva): risulta dall’attività dell’individuo nella scelta di
esposizione ai media e nell’elaborazione cognitiva del messaggio. Nella fase di ricezione
del messaggio, ne interpreta inevitabilmente il significato, trasformandolo in funzione del
proprio sistema di credenze e valori, dei propri interessi e atteggiamenti, così da ottenere
conferme del proprio punto di vista. Ogni posizione è selettiva: correlazione positiva tra
opinioni possedute e scelta di cosa ascoltare e leggere. Differenziazione nella
fruizione dei media da parte dei diversi membri dell’audience in contrasto con
l’uniformità di risposta ipotizzata dalla teoria ipodermica. Durante le campagne elettrorali le persone tendono ad esporsi alla propaganda del proprio partito (o almeno a quelli più in linea con proprio orientamento politico).
Effetti della comunicazione di massa tanto più forti quanto più  messaggio coerente con opinioni,
valori, standard comportamentali del ricevente. Il ruolo dei media consiste più nel rinforzare i valori, le credenze e le norme dell’individuo che non nel determinarne il cambiamento. Negli studi sui fenomeni di comunicazione di massa diventa più  frequente l’impiego di modelli attenti al ruolo delle strutture cognitive piuttosto che quelli mutuati dal comportamentismo.
Approccio multifasico al processo comunicativo
Nella ricerca sugli effetti dei media, un punto di svolta è rappresentato dall’elaborazione
del MODELLO DI COMUNICAZIONE A 2 FASI (Lazarsfeld e coll. 1955).
Il modello si basa sul riconoscimento dell’interdipendenza tra processi di
comunicazione di massa e comunicazione interpersonale. Ritiene che l’audience dei media non sia composta da individui isolati tra loro, ma da attori sociali comunicanti, più o meno influenti e attivi nei vari contesti. Nel processo di comunicazione di massa, in cui il messaggio è intenzionalmente rivolto a una molteplicità di individui, si possono distinguere almeno 2 percorsi del messaggio:
a) raggiunge un numero ristretto di individui i quali, dopo averlo interpretato, lo comunicano a un pubblico più ampio;
b) raggiunge una molteplicità di individui, ma viene interpretato più da alcuni individui che
da altri.
In entrambi i casi, è rilevante il processo di “RIPERCUSSIONE” DEL MESSAGGIO,
che si realizza mediante l’attivazione dei flussi della comunicazione interpersonale. In questo processo giocano un ruolo determinante gli OPINION LEADER, ossia quei soggetti in grado di partecipare il messaggio dei media ai membri del gruppo di appartenenza, amplificandone la diffusione. Caratteristiche di efficacia del processo di influenza mediato dagli opinion leader:
vicinanza sociale alla fonte e carattere informale ne rinforzano la credibilità;
opportunità di comunicare mediante scambio interattivo attiva processi di partecipazione che facilitano l’adesione alla proposta;
maggior flessibilità e negoziabilità dell’intenzione comunicativa con possibilità realizzare apposite strategie di persuasione;
personalizzazione informazione con possibilità agire anche su fattori emotivi, affettivi, oltre che cognitivi;


Possibilità identificazione con opinion leader, in qto membro del gruppo appartenenza, rinforza plausibilità messaggio.
Essi svolgono diverse funzioni comunicative: da un lato, condividono le norme, i valori, la
rappresentazione della realtà del gruppo di appartenenza; dall’altro, definiscono la
gerarchia di importanza delle inf. e pongono le basi per il cambiamento.
Agiscono come selezionatori dell’inf. (gatekeepers). Gatekeeping = azione di fltro che un
individuo o un gruppo è in grado di esercitare decidendo se lasciar passare o bloccare una
data inf. Oltre alla funzione di selezione, gli opinion leader procedono anche alla trasformazione e all’interpretazione dell’sms in funzione dei sistemi categoriali e normativi del gruppo di appartenenza

La comunicazione ironica


La comunicazione ironica è una comunicazione obliqua e permette di comunicare in modo persuasivo,  in quanto mostra ciò che nasconde e
nasconde ciò che dice. Ricorrendo all’ironia il parlante può rimanere opaco sul piano relazionale pur senza essere silente. L’ironia è una forma di maschera densa di senso, in grado di rendere flessibili i confini del significato e di favorire i processi di negoziazione relazionale in funzione di un dato contesto. È un espressione emblematica della dialogicità discorsiva: la parola non è
semanticamente unidimensionale, ma la sua interpretazione assume forme diverse in funzione
della sua collocazione all’interno del discorso e in relazione all’operazione di messa a fuoco che
pone alcune proprietà in primo piano e ne occulta altre.
La comunicazione ironica assolve distinte funzioni psicologiche:
• Rispetto delle convenzioni (come aggirare la censura in modo culturalmente
corretto).
Il commento ironico consente di evitare la censura degli altri, pur affrontando temi che altrimenti
andrebbero taciuti.
L’ironista gestisce al meglio le relazioni interpersonali, conformemente alle norme della
desiderabilità sociale, velandosi e svelandosi con misura, rispettando i canoni impliciti della propria
cultura. La comunicazione ironica trova il suo apice nelle culture in cui è importante sapersi
mantenere distaccati dagli eventi, anche sul piano emotivo. La comunicazione ironica consente di
prendere le distanze dalle emozioni (de-emozionalizzarsi), ma anche di manifestare attenzione verso i sentimenti del partner non dicendo tutto ciò che uno pensa e sente dell’altro.
• Confine di riservatezza (come proteggere lo spazio personale).
Ironia come strumento per conservare dignità e contegno, per tutelare il proprio spazio personale e
per proteggere la propria riservatezza (privacy). L’ironia come dote del saggio (ironia socratica),
per osservare con obiettività superiore le situazioni, mettere in discussione i dogmi e le mode,
ridimensionare i problemi senza sbilanciarsi né compromettersi. L’autore della comunicazione
ironica si colloca in una posizione difficile da raggiungere e controllare, in quanto ha in ogni caso la possibilità di slittare dal livello lessicale al latente e viceversa
• Ambiguità relazionale (come rinegoziare i significati).
Il paradosso della comunicazione ironica sta nel fatto che per essere meglio intesi, occorre essere
fraintesi. L’ironista gode dell’efficacia della parola e nello stesso tempo dell’innocenza del silenzio.

Si può parlare di polisemia pragmatica della comunicazione ironica in quanto il messaggio offre
diversi percorsi di senso all’interpretazione dal parte del destinatario. Ciò offre la possibilità di
negoziare e rinegoziare i significati del commento ironico, dando la possibilità di non assumere
pienamente la responsabilità di ciò a cui allude, quindi di non compromettersi. La responsabilità del
valore ironico passa dall’autore all’interlocutore e all’interpretazione che ne dà quest’ultimo. La
comunicazione ironica in questo senso è un prendere le distanze dalla propria responsabilità
comunicativa.
Particolare rilievo assume il peso dell’implicito: in certi contesti l’ironia attenua un insulto aperto
o un elogio diretto (mitigazione dell’implicito), in altri un commento sarcastico risulta più calcolato
e incisivo di una critica aperta (accentuazione dell’implicito).
4 - VOCE DELL’IRONIA.
La comunicazione ironica è un fenomeno eminentemente vocale, originato dal gioco contrastivo fra
aspetti linguistici e paralinguistici nella produzione di un enunciato. Il commento ironico nasce dalla
sintesi tra il significato letterale e il profilo soprasegmentali del significato opposto. Lo studio
sperimentale della voce dell’ironia evidenzia che il profilo vocale è dato dalla combinazione di
tono acuto e modulato, intensità elevata e ritmo rallentato, una sorta di sottolineatura caricaturale
e una marcatura enfatica dei tratti soprasegmentali che implica un giocare con la voce in modo
studiato e premeditato.
L’ironia sarcastica si caratterizza per un tono che enfatizza il disprezzo, l’ironia bonaria con uno che
attenua l’elogio.
A differenza della menzogna dove le parole sono false, nell’ironia le parole sono finte, cioè negano
palesemente ciò che appare. L’ironista non vuole ingannare, ma essere chiaro senza essere
evidente ed esplicito.
5 - SCRIPT IRONICO.
A livello psicologico l’ironia è come un gioco comunicativo di “fioretto” in cui i duellanti
impugnano non la spada ma il fioretto, per colpire pungendo con eleganza.
Il punto di partenza è riconoscere che il commento ironico si inserisce in uno script (copione)
ironico, composto da 4 fasi:
1. Premessa
Il bagaglio di conoscenze reciproche interpersonali (testuali o contestuali) condivise dagli
interlocutori; la premessa definisce l’orizzonte di riferimento all’interno del quale si
colloca lo scambio ironico.
2. Evento focale
L’oggetto del commento ironico, costituisce l’elemento induttore e l’antecedente della
comunicazione ironica. Può accadere in maniera indipendente dagli interlocutori ma è
essenziale che lo notino e lo rendano oggetto dello scambio comunicativo
3. Commento ironico
E’ la manifestazione di una determinata intenzione comunicativa da parte dell’autore,
che attraverso l’atto ironico può criticare, elogiare, disprezzare, sdrammatizzare l’evento
focale. L’attuazione dell’intenzione richiede la scelta tra diverse forme di ironia e la
decisione di seguire un certo percorso che necessita di sincronia comunicativa tra il
livello linguistico e il profilo soprasegmentali.
4. Effetto ironico
E’ il modo in cui il commento ironico viene interpretato dal destinatario, che reagendo
alla mossa dell’ironista ricalibra il rapporto interpersonale tra loro. Tre possibili
contromosse:
1. Fraintendimento: il destinatario non coglie l’intenzione ironica e si ferma al
significato letterale
2. Disconoscimento: il destinatario comprende il senso ironico ma per convenienza
decide di fermarsi al significato letterale
3. Touché: l’ironia coglie nel segno e il destinatario ammette di essere stato colpito,
si mostra divertito o ferito e risponde a sua volta a seconda della circostanza.

giovedì 26 luglio 2012

Risolvere i problemi con il doppio legame






E' possibile risolvere i problemi con il doppio legame, sia nei sentimenti sia nella vita quotidiana.
Facciamo un esempio di come strutturare il doppio legame nella vita quotidiana.
Come diceva  Ippocrate, “le cose simili sono curate da cose simili”. Questa affermazione non è stata solo alla base della pratica magica, e la base di molte procedure esoteriche  ma della stessa medicina moderna per le valenze positive  che è stata in grado di mobilitare.
Come il paradosso, il doppio legame può avere un potenziale positivi nella soluzione dei problemi  considerevole.
Una applicazione, ad esempio, è offerta dall’uso della dissociazione per doppio legame, non tanto al fine di costringere il soggetto  a fare qualcosa di utile –che non si sarebbe mai altrimenti ottenuto- ma soprattutto per permettere l’integrazione dell’emisfero destro e dell’emisfero sinistro, ovvero la soluzione separata dei/ai due problemi (messaggi) appartenenti ognuno a uno specifico livello (il primo, al livello conscio e l’altro al metalivello) ma presentati come appartenenti allo stesso livello: due soluzioni separate, dunque, che sono poi recuperate come la soluzione in fase comportamentale.
Un esperimento condotto da Erickson (famoso ipnotista del secolo scorso) aiuta ad analizzare questo punto.
Dopo aver preparato e istruito i partecipanti all’esperimento a proposito del comportamento da tenere, durante un seminario Erickson fece in modo di fare sedere accanto a sé un accanito fumatore:
“Tutto era stato predisposto in modo che, ogni volta che Erickson si voltava a offrire una sigaretta al giovane, veniva sempre interrotto da qualcuno che gli rivolgeva una domanda e quindi si voltava, allontanando ‘inavvertitamente’ le sigarette dalla portata del giovane. Più tardi, uno dei partecipanti chiese al giovane se aveva avuto la sigaretta dal dottor Erickson. Egli rispose: “Quale sigaretta?”, mostrando chiaramente di aver dimenticato l’intera successione, e inoltre rifiutò anche una sigaretta offertagli da un altro partecipante, dicendo che era troppo interessato alla discussione del seminario per fumare.”
Il giovane si era dunque trovato in una situazione sperimentale di doppio legame, certamente, ma di doppio legame terapeutico: una relazione importante (il pubblico…), messaggi contraddittori (dare/togliere), l’impossibilità di commentare (il seminario in corso), la “involontarietà” aleggiante nella situazione.
L’amnesia per la successione di doppio legame e il rovesciamento da “lui non me la da” a “io non la voglio” mostrano la soluzione unica che segue alle distinte soluzioni del problema / dei problemi che hanno interessato i due emisferi.

martedì 24 luglio 2012

La comunicazione non verbale come linguaggio emotivo




La comunicazione non verbale è un  linguaggio emotivo, quello più primitivo.
• Il primo linguaggio emotivo  La comunicazione non verbale , offre strumenti atti a stimolare e
verificare in tempo reale:
– Il valore emotivo-tensionale prodotto con le stimolazioni verbali e non verbali;
– Il rifiuto o gradimento inconscio delle medesime.
Si esprime tramite quattro canali:
– Prossemica;
– Cinesica;
– Digitale;
– Paralinguistica.
• Stimola il turbamento precostituito facendo variare la quantità di desiderio o senso di
possesso esistenti nel soggetto, secondo le sue proiezioni inconsce.
Qui importante è che si può leggere IN TEMPO REALE le reazioni emotive del nostro interlocutore
tale da poter correggere la comunicazione qualitativamente e quantitativamente per ottenere in
modo liscio la gestione della relazione.
La CNV stimolando il turbamento precostituito per mette un potente aggancio emotivo con poco
sforzo. Basta inviare stimoli e osservare le risposte inconsce, modulando gli stimoli per amplificare
la risposta nella direzione desiderata. Se si vuole generare un aggancio emotivo si cerca di
ottenere il massimo numero di "segnali di gradimento" della qualità più forte, per esempio.
Il canale della prossemica riguarda la gestione degli spazi, dello spostamento del corpo in
avvicinamento ed allontanamento in relazione al soggetto; è un canale che stimola
sostanzialmente la vista.
Il canale della cinesica è analogo a quello della prossemica , in quanto tratta lo spostamento degli
arti in avvicinamento ed allontanamento in relazione al soggetto; è un canale che può stimolare
sia la vista che il senso del tatto.
Il canale della digitale è un'estensione a quello della cinesica, in quanto tratta il modo di contatto
fisico col soggetto; è un canale che stimola sostanzialmente il senso del tatto.
Il canale della paralinguistica tratta il senso dell'udito. E' un canale potentissimo in quanto lo si
può stimolare anche al telefono quindi a grande distanza, e come vedremo dopo trattasi del 38%
dell'intera comunicazione umana! Il telefono può rendere il 45% della comunicazione di persona
se si sa gestire il canale della paralinguistica.
Si tratta della modulazione della voce:
• a volte forte a volte sibillata;
• a volte veloce a volte rallentata;
• a volte a raffica a volte con molte pause;
• a volte monotona e volte cadenzata;
• a volte con frequenza più alta a volte a frequenza più bassa;
• la pronuncia di certe sillabe piuttosto che altre;
• suoni:
o corporali;
o vocalizzati senza apparente senso oppure;
o l'utilizzo di strumenti:
suonati tramite il corpo dell'operatore;
azionati in automatica o seguendo un programma prefissato.

Le Basi dell' Ingegneria della Seduzione







Quali basi, competenze e conoscenze fornisce l'Ingegneria della Seduzione?
Vediamole a livello macro:




POTERE PERSONALE:
Come diventare seduttori o seduttrici di grande fascino.
Sentirsi sicuri di sè in ogni occasione con potenti tecniche di Comunicazione Analogica, AT, DHE, programmazione neurolinguistica.
Semplici ed efficaci tecniche per superare insicurezza, timidezza e paura di agire.
I segreti del primo approccio: le migliori tattiche per stabilire il primo contatto con una persona.
Perchè non riesci a concludere: gli errori da evitare dei seduttori alle prime armi.



ATTEGGIAMENTO MENTALE:
come affrontare con determinazione paure e sfide


AUTOCONTROLLO:
gestione dell'emotività, dei vincoli, dei timori individuali
Come credere in se stessi anche di fronte a problemi o fallimenti.
Atteggiamento mentale di distacco per affrontare tutte le sfide con passione e determinazione.



MOTIVAZIONE PERSONALE:
Come imparare a motivarsi recuperando le energie necessarie per porre in essere le azioni vincenti nel rispetto dei valori e delle convinzioni soggettive.


GESTIONE DEL CAMBIAMENTO:
-gestione della propria immagine e motivAZIONE a migliorarla
-trasformare le delusioni in motivazione



RILASSAMENTO E BENESSERE EMOTIVO
Tecniche immaginative guidate per raggiungere un profondo stato di tranquillità e
benessere emotivo facilitando il raggiungimento dei nostri obiettivi

lunedì 23 luglio 2012

I sette principi della comunicazione






I sette principi della comunicazione , se applicati correttamente di consentono di comunicare bene con se stessi e con gli altri


1) non si può comunicare bene con gli altri se non si comunica bene con se stessi.
La comunicazione intrapersonale consiste nella capacità di sviluppare una conoscenza
accurata di se stessi cioè di : Corpo, emozioni, mente, spiritualità.
Chi comunica bene con se stesso ha la Consapevolezza di sentimenti stati d’animo,
emozioni, ha una accurata percezione di se ed ha un alto livello di motivazione .
Bisogna diventare consapevoli del proprio dialogo interiore (self talk in inglese), è come se
dentro di noi ci fosse un cronista sportivo che commenta ininterrottamente la partita della
nostra vita. Spesso noi siamo il peggior nemico di noi stessi.
Bisogna gestire accuratamente il proprio dialogo interiore.
Ciò che dici a te stesso influisce pesantemente le proprie attitudini e la propria personalità.
Gestendo il dialogo interiore possiamo migliorare la nostra risposta ai problemi della vita.
Come diventare consapevoli del dialogo interiore.


2) comunicare significa entrare nel mondo dell’altro e far si che anche l’altro entri nel nostro.
Bisogna in prima istanza imparare ad ascoltare.
La capacità di ascolto significa percepire ed interpretare per atto volontario il messaggio
trasmesso.


3) per facilitare la comprensione reciproca è fondamentale esprimersi in modo chiaro e
completo garantendo una congruenza tra linguaggio verbale e non verbale.


4) Saper affrontare e gestire i conflitti interpersonali rafforza le nostre relazioni.
Il conflitto è un’arma a doppio taglio, gestito male è distruttivo, gestito bene è positivo.


5) per comprendere bene gli altri bisogna essere in grado di formulare buone domande.
Le domande ci consentono di focalizzare l’attenzione dell’altro su ciò che ci interessa.
Chiedere… come? E non… perché?
Identificati non con il problema ma con la soluzione.


6) esprimi più spesso gratitudine verso gli altri


7) rendi la buona comunicazione una parte fondamentale della tua vita

Meccanismo per il Successo




Qual è il meccanismo che porta al successo?
Il “Meccanismo per il Successo” esiste ed è nella nostra mente e nei nostri comportamenti.
Col termine “Successo” non ci si riferisce a simboli di prestigio, ma al raggiungimento di risultati positivi nella vita e personali, come la scoperta del segreto della giovinezza.
Che l’immagine dell’Io avesse un ruolo chiave nei modelli di comportamento e
che tale immagine esercitasse la sua influenza sulla personalità e sulle sue eventuali modificazioni era già cosa nota.
L’immagine dell’Io è la chiave della personalità e del comportamento umano.
Cambiando l’immagine dell’Io cambia sia la personalità che il comportamento.
Ciò che determina una positiva o negativa immagine dell’Io non è causato dal solo intelletto ma dall’ESPERIENZA.
Consapevolmente o meno, l’individuo ha costruito l’immagine del proprio Io attraverso l’esperienza creativa nel passato e può cambiarla con lo stesso metodo.
E’ il bambino che ha provato esperienzialmente l’amore che diventa un adulto sano, felice e inserito nella società, e non quello che ha sentito solo parlare
dell’amore.
Il sistema nervoso umano non può stabilire la differenza tra un’esperienza vissuta
allo stato di coscienza reale ed una esperienza immaginata nei minimi particolari.
La più importante scoperta psicologica del secolo da poco passato è quella che l’immagine dell’Io è il risultato di ciò che crediamo di noi stessi. L’uomo agisce e sente secondo l’immagine che la mente se ne è fatta e si comporta come se questa
fosse la realtà, quindi, se le nostre idee e le immagini mentali sono distorte e irreali, anche le nostre reazioni all’ambiente saranno errate.


L’aver capito che le nostre azioni, i sentimenti e il nostro comportamento sono il risultato delle nostre immagini e credenze ci dà la chiave che la psicologia ha sempre cercato per il cambiamento di personalità.
La condizione necessaria per trasformare la personalità è quella di “vedersi” in un nuovo ruolo.
Ma come?

Con le appropriate tecniche possiamo recuperare quella giusta Immagine dell’Io che,
oltre a consentirci di vivere serenamente la nostra esistenza, ci permette un vissuto
interiore del tempo come se questo non avesse fine, con lo stesso spirito della nostra
infanzia.

domenica 22 luglio 2012

interpretare il linguaggio del corpo




Interpretare il linguaggio del corpo è importante per decodificare il vissuto emozionale della persona che ci interessa.
Capire il linguaggio del corpo è importante anche per impostare le tattiche di seduzione.
Bisogna interpretare in modo accurato ed intelligente.
Può succedere che su eventi oggettivamente negativi vengano emessi segnali positivi.
Vediamo come interpretare questa situazione, facciamo un esempio:
Supponiamo che mentre guardo alla televisione le immagini dell’11 Settembre con gli aerei che si
schiantano contro le Twin Towers , e poi il fumo, i morti, le torri che crollano mi scopro a fare un
segnale di gradimento (es. un linguino).
Questo NON significa che il mio inconscio è “terrorista” alleato di Bin Laden ma semplicemente
che si sta nutrendo dalla tensione emotiva prodotta da queste immagini.
Allo stesso modo se vedendo un film horror con immagini di persone squartate NON significa che
inconsciamente sono Jack lo squartatore ma semplicemente che la mia parte emotiva si sta nutrendo
della tensione prodotta. Questo è anche il motivo per cui i thriller e la cronaca nera hanno successo
a livelli di audiens.
Cosa fare in questi casi:
il messaggio dell’inconscio è :”ho fame di tensioni emotive e me le sto procurando in questo
modo”.
Ora in tutto questo non c’è nulla di male, meglio procurarsele così che con un fidanzato od una
fidanzata che ci tratta male, però potrei anche valutare l’opportunità di introdurre emozioni positive
ad esempio attraverso l’apertura ad un amore, oppure facendo un viaggio, concedendomi una
vacanza.
Oppure anche solo dedicando più tempo ad attività piacevoli, soprattutto se è un periodo che la mia
sfera logica gestisce in toto la mia vita perché magari sono tutto concentrato nel lavoro.
Posso ad esempio dedicare tempo ad attività ludiche, uscire a divertirmi con amici, fare uno sport,
massaggi, ecc.
I segnali iconici (segnali che informano rapidamente sulle esigenze emotive) come tutta la CNV vanno interpretati in un contesto e non è detto che siano
direttamente collegati al comportamento corrispondente perché la razionalità con i valori e le
credenze possono agire in modo potente sul comportamento.
Se io ad esempio faccio il prete (in modo convinto ovviamente) è possibile che emetta dei segnali di
gradimento sessuale vedendo una donna che ha in questo caso la funzione di stimolo.
Se questa donna conoscesse la CNV ed interpretasse questi segnali come una mia disponibilità e mi
facesse delle avance sessuali sperando di sedurmi commetterebbe un errore in quanto in un caso del
genere la mia parte logica controllerebbe il comportamento ed io potrei sublimare la pulsione
sessuale in altro modo ad esempio nella spiritualità.
Diverso ovviamente se il contesto è quello di una cena romantica, oppure comunque un contesto tra
amici ed una donna mi fa segnali di gradimento sessuale guardandomi negli occhi.
In quel caso avrei buone probabilità di successo se le facessi delle avance.

sabato 21 luglio 2012

Imparare a gestire le emozioni per vivere l'amore






Imparare a gestire le emozioni per vivere l'amore e gestire le emozioni per essere felice, prevede imparare mantenere il distacco dal risultato della seduzione.
La seduzione è come una lama sottile poco evidenziata ma sempre presente in ogni relazione dove esiste coinvolgimento.
Come e perché si verifica la seduzione?
Innanzi tutto vi dico che la seduzione non passa attraverso i canali logico-razionali.
Cioè non posso decidere logicamente di amare Francesca perché è una brava ragazza, che mi tratta
bene, bella di buona famiglia e timorata di dio, così come logicamente non posso decidere di
smettere di amare Roberta perché mi tratta male, mi fa soffrire, perché è molto trasgressiva, una
poco di buono, un pò mignotta insomma.
Posso decidere logicamente di sposare Francesca per convenienza logica, ma logicamente non
posso innamorarmene.
L’innamoramento è come un interruttore che scatta e quando è scattato non posso fare a meno di
essere attratto dalla persona che lo ha fatto scattare. I meccanismi che governano l scatto
dell’interruttore sono meccanismi emozionali.
Per capire come ci si innamora,come si fa innamorare dobbiamo capire il funzionamento della
mente umana.






La mente umana ha due modalità fondamentali di funzionamento, una logico razionale ed una
analogico emozionale.
La parte logica ha esigenze razionali, di tranquillità e benessere, di stima e considerazione esigenze
definite istituzionali, mentre la parte analogica ha esigenze emotive deve vivere tensioni
emozionali, è una parte che non riconosce il piacere dalla sofferenza, il bene dal male, è una parte
che ha esigenze che potremmo definire trasgressive.
Quindi spesso le esigenze analogiche sono l’inverso delle esigenze logiche.
D’altra parte VERSO ed INVERSO fanno costantemente parte della nostra vita e se è vero il verso è vero anche l’inverso.
Se è vero che posso fallire deve essere vero che posso riuscire, se è vero che esiste dio deve essere
vero che esiste il diavolo anzi uno serve all’altro.
La paura del diavolo fortifica la mia fede in dio ed il timore di dio da un senso alle tentazioni del
diavolo.




In pratica persone istituzionali e persone trasgressive rappresentano i vincoli che ci permettono di realizzare, di attualizzare quelli che sono i nostri pensieri di far si che il pensiero si traduca in azione.
Infatti potremmo dire che TRA IL DIRE ED IL FARE C’E’ DI MEZZO IL VINCOLO.
IL VINCOLO all’inizio è importante perché mi stimola il desiderio, esempio dell’acqua, ma poi
devo abbatterlo e posso abbatterlo solo se riesco a dare appagamento emotivo all’inconscio.
E potremmo anche dire che CHI RISCHIA NON RASCHIA E CHI RSCHIA NON RISCHIA.
Questo significa che se ci impediamo di vivere l’emotività l’inconscio ci infliggerà i suoi colpi
ostacolando ciò che la parte logica desidera.
CIO’ CHE E’ OBIETTIVO PER LA PARTE LOGICA E’ STRUMENTO PER L’INCONSCIO.
Se il mio obiettivo è una relazione sentimentale appagante, questo obiettivo logico, è solo
uno strumento per l’inconscio.
L’essere umano ha quindi esigenze di istituzione ed esigenze di trasgressione. Capire quale esigenza
servire è di fondamentale importanza nella seduzione.
Esempio donna sposata con uomo noioso e donna reduce da amori tormentati.
Proprio per il fatto per cui le esigenze emotive della parte logica sono le esigenze inverse di quelle
emotive può succedere che ci innamoriamo di chi logicamente rifiutiamo.
Il principio è che se non appaghiamo con emozioni condivise dalla parte logica il nostro inconscio
lui si procurerà le emozioni facendoci rivivere attraverso il meccanismo, freudiano, della coazione a
ripetere, gli stessi turbamenti vissuti nell’infanzia, facendomi innamorare proprio di chi mi produce
gli stessi turbamenti.
Se ad esempio da bambino ho vissuto il senso del tradimento, perché il alcune circostanze mi sono
sentito tradito , abbandonato dai miei genitori da adulto emotivamente tenderò a coinvolgermi con
chi mi farà rivivere quell’antico turbamento, perché la tensione emotiva che ne scaturirà servirà a
soddisfare le esigenze della mia sfera inconscia.
E non è nemmeno necessario che la persona mi tradisce nella realtà perché se sono ipnotizzato,
suggestionato, dall’idea del tradimento per cui vivrò una gelosia fortissima e tenderò a vedere in
tutte le cose che succedono dei segnali del tradimento di mia moglie: telefonano, rispondo, dall’altra parte chiudono: è l’amante che ha sentito la mia voce ed ha messo giù, telefona un’amica di mia
moglie: è una troia, disgraziata, ruffiana che dice a mia moglie dove incontrarsi con l’amante.
Se sono ipnotizzato dall’idea dell’esistenza degli extra terrestri, non appena mi si alza lo sguardo al
cielo inizierò a vedere in ogni luce la conferma della presenza degli alieni, se invece sono
ipnotizzato dall’idea che gli extra terrestri non esistono, può pure atterrare un’astronave in giardino
e dirò che non sono gli extra terresti.
Ecco quindi che dobbiamo imparare i linguaggi dell’inconscio dobbiamo imparare a leggere la
comunicazione emotiva sia sugli altri sia su noi stessi.
Non si può operare sugli altri se prima non si opera su se stessi.
Se non hai lavorato su te stesso ed acquisito gli strumenti giusti potrai restare vittima delle tue
stesse debolezze ed essere il sedotto anziché il seduttore.
Se infatti non siamo in grado di gestire la nostra emotività potremmo fare delle cose assurde di cui
poi magari ci pentiremmo in quanto La nostra parte logica-razionale e la nostra parte emotiva (o
inconscia) hanno due modi diversi, oserei dire opposti, di funzionare. Per la parte logica 2+2 fa 4
solo quattro e sempre 4 e tutto quello che gli viene presentato come 2+ 2 diverso da 4 lo butta via,
per la parte emotiva invece 2+2 può fare anche 4 ma potrebbe fare anche 5 o zero oppure 2+2
potrebbe essere un rituale per togliere il malocchio. Per la parte emotiva tutto ed il contrario di tutto
possono diventare possibili diventare possibili.
Se non imparo a gestire l’emotività farò delle scelte sbagliate, scelte che mi faranno soffrire.

venerdì 20 luglio 2012

Quanto durano le relazioni sentimentali?





Quanto durano le relazioni sentimentali?
Secondo alcuni sondaggi statistici, chi si sposa oggi ha circa l’80% di probabilità di andare incontro alla disperazione ed ha più del 40% di probabilità di separarsi lungo la strada della vita di coppia (gli statunitensi rilevano il 63%, ma in Italia la situazione è leggermente migliore). Non solo, ma le persone sagge sanno anche che per ogni famiglia che si sfascia, almeno un’altra soffre.
Perché il matrimonio, considerato un sacramento nodale, vive un periodo di profonda crisi? Manca forse l’amore tra coniugi nonostante un sincero sentimento iniziale? Il rapporto sponsale diventa monotono? Non esiste più sintonia tra marito e moglie?



Intanto il primo errore è considerare il matrimonio una relazione basata sull'amore. Spesso i motivi per cui ci si sposa poco hanno a che fare con l'amore.
Diciamolo pure: in tema di amore, anche perchè non esiste una vera "educazione sentimentale", le confusioni sono tante. 


Le relazioni d'amore sono spesso scollegate dal matrimonio.
Una testimonianza è l'opera di Dante.

Dante non dedicò mai una rima o una parola alla propria moglie e non sappiamo niente delle successive vicende della coppia e tantomeno della vita di Gemma La moglie). .
Quando Dante nella Vita Nuova parla di "donna mia" egli può riferirsi a Beatrice (Bice di Folco Portinari) solo poeticamente, non solo perché entrambi erano già sposati coi relativi consorti ma anche perché Beatrice era già morta di parto nel 1290, a soli 24 anni.
Figlia di un banchiere molto ricco, si era imparentata con un'altra famiglia di grandi banchieri, i Bardi, andando in sposa ancora giovanissima, appena adolescente, a Simone, detto Mone.
Nella Vita Nuova Dante dice di aver visto Beatrice solo due volte: a nove e a diciotto anni. Quando lei morì, lui, disperato, si mise a studiare filosofia e si rifugiò nella lettura di testi latini, scritti da uomini che, come lui, avevano perso una persona amata. La fine della sua crisi coincise con la composizione della Vita Nuova (intesa come "rinascita").
L'amore di dante per Beatrice quindi resta sempre intenso e vitale, seppur non consumato.





In tema di durata delle relazioni sentimentali è poi interessante il concetto di "anima gemella". Spesso con "anima gemella" si ha il mente la metafora della "mezza mela": parti complementari come quelle che si avrebbero tagliando di netto una mela a metà. Di più: l'anima gemella, in questa lettura, sarebbe una sola: l'altra metà della propria mela, insomma. Quindi ogni persona avrebbe un solo ideale partner amoroso destinato, il vero amore. L'unico vero amore. C'è poi anche l'idea che - data la profonda affinità - l'anima gemella sia una persona con cui si va sempre d'accordo, con cui non ci sono mai problemi. Questi sono tutti miti da sfatare.
Per sapere quali sono le caratteristiche della persona con cui una relazione d’amore ha più probabilità di successo è necessario individuare i propri bisogni. Ciascuno di noi non conosce di se’ che una minima parte. Nella migliore delle ipotesi un 10 %. Il resto sono aspetti della personalità che sono sommersi.


Se facciamo chiarezza con noi stessi su ciò che ci appaga realmente, regalandoci piacere reale e non solo amplificazione di turbamenti emotivi, allora saremo pronti a vivere una relazione sentimentale, magari non eterna, ma certamente intensa ed appagante.