lunedì 25 giugno 2012

Non ti amo più: quali sono i segnali che ci fanno capire che saremo presto lasciati?






Non ti amo più: quali sono i segnali non verbali che ci fanno capire che saremo presto lasciati?


1. Sfregamento del naso da parte del dito indice con movimento
orizzontale.


2. Sfregamento del naso da parte del dito indice con movimento verticale.
Il movimento viene eseguito dal basso in alto, a "stappare" le narici come se il soggetto volesse "prendere fiato"


3. Oscillare con il corpo all'indietro ogni volta che entriamo in zona prossemica personale (circa 1 metro di distanza)


4. Spostamento di oggetti lontano da sé.
Lo spostamento riguarda piccoli oggetti occasionalmente vicini, generalmente posti sul tavolo o sulla scrivania.  Se l'oggetto era stato toccato qualche istante prima dall'operatore, allora è questi ad essere registrato, al momento, come negativo.




5. Deglutizione della saliva ogni volta che entriamo nel campo visivo della persona.


6. Atto dello "spolverare" o "spazzare via" qualcosa da una superficie.


5. Atto del ripulirsi o spolverarsi.
Siamo  simbolicamente scartati, rifiutati.


6. Raschiamento della gola.
Il raschiamento rappresenta un tentativo di espellere
simbolicamente, allontanare un argomento, un gesto, un segno, una parola, un fatto, un evento, una persona.
7. Chiusura di braccia o gambe 


Tipico atteggiamento di chiusura del soggetto. Tale postura indica una chiusura nei nostri confronti 
La chiusura nasce da una natura di rapporto mal impostata  (occorre cambiare atteggiamento in funzione della
tipologia del cliente).


8. Variazione della postura del corpo all'indietro.
Spesso ciò avviene effettuando piccoli passi all'indietro, con
allontanamento dall'operatore. Significato come sopra.


9. Variazione della postura del tronco all'indietro.
Ciò avviene normalmente quando il soggetto si trova seduto, per cui lo spostamento può avvenire solo con una parte del corpo.


Poiché tutti gli individui necessitano di energia emotiva  in rapporto alle esigenze quantitative della sfera emotiva, il soggetto si pone
competitivamente se ha ricevuto un servizio analogico inferiore o superiore alle proprie esigenze e quindi risulta per lui penalizzante
compiere l'atto richiesto. Così facendo egli sollecita la fonte di stimolazione a fornire l'esatta quantità emotività.


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