venerdì 15 giugno 2012

Desiderio, sogno , amore ed erotismo










Desiderio, sogno , amore ed erotismo sono legati da un filo comune.
spesso il filo comune è la seduzione.
Il desiderio, soprattutto il desiderio non realizzato si chiama anche sogno e spesso si manifesta nei sogni.
Amore ed erotismo sono due facce della stessa medaglia.


L’esperienza onirica fa parte della letteratura di tutti i tempi, poiché la sfera dell’inconscio e tutto ciò che è
legato alla psiche umana hanno sempre affascinato autori, filosofi e intellettuali. Prima della psicoanalisi
freudiana, molti intellettuali hanno cercato di decifrare questo fenomeno e capire quale fosse la sua origine.
Nella società omerica il sogno era concepito come qualcosa che avesse un interesse collettivo e fosse
proiettato verso il mondo desto; attraverso un sogno venivano prese decisioni importanti o costruiti templi. Il Sogno (to onar) subiva una sorta di personificazione: era qualcosa di materiale, concreto, che il dormiente poteva vedere (onar eidein). Arrivava durante la notte permettendo ad un dio di esprimere le proprie volontà e spesso, per essere più credibile, la divinità in questione prendeva le sembianze di una persona cara al dormiente. Un esempio di questa concezione della materia onirica lo troviamo nel sogno di Agamennone
nel secondo libro dell’Iliade: in esso, il sogno è un’entità fisica, un messaggero di Zeus, che porta all’Atride il messaggio del Padre degli dei di conquistare Troia.
“Zeus non cedeva al sonno profondo,
pensava invece in cuor suo come Achille
potesse onorare e molti facesse cadere alle navi degli Achei.
questo dunque gli parve, a pensarci, il partito migliore mandare all’Atride Agamennone il Sogno che inganna, e articolando la voce, gli rivolgeva parole che volano «Su va Sogno ingannatore, alle rapide navi degli Achei:
giunto alla tenda di Agamennone Atride
digli tutto, per filo e per segno, come ti ordino»




Anche la filosofia ha dato un prezioso contributo alla comprensione dei fenomeni onirici: già Socrate si interessò del sogno, ritenendo che rappresentasse la “voce della coscienza” e che quindi fosse di massima importanza ascoltarlo e ubbidirgli. Con la filosofia platonica, che teorizzò per prima la tripartizione
dell’Anima in anima Razionale, Irascibile e Concupiscibile (le pulsioni e le passioni più forti) gli studi della materia onirica diventarono più specifici: Platone riteneva che i sogni fossero manifestazioni dell’Anima
Concupiscibile e nascessero da un desiderio inappagato dello stato di veglia, quello che Freud avrebbe denominato poi residuo diurno. Sia Platone sia Freud ritenevano che i desideri che l’uomo non soddisfa durante la veglia si manifestano nel sonno poiché la parte razionale della psiche, la coscienza, è meno vigile e quindi non è in grado di tenere a freno gli impulsi dell’Anima Concupiscibile, vale a dire dell’Inconscio.
Fra Platone e Freud però vi è una differenza sostanziale: secondo Platone, solo una profonda meditazione prima di addormentarsi può permettere un riposo ristoratore, libero da impulsi e forti emozioni.


Il sapiente, quindi, sa controllare l’inconscio e neutralizzare i desideri ritenuti più disdicevoli, sottomettendo  gli impulsi al controllo vigile della ragione. La differenza con Freud sta proprio in questo: quest’ultimo sosteneva, infatti, che una possibile origine del sogno fosse un “residuo diurno”, un desiderio inappagato, un momento particolarmente significativo dello stato di veglia. Ma la rievocazione di questo nel sogno nasce in
modo completamente inconsapevole, dalle profondità dell’inconscio, e nulla può essere controllato dalla
coscienza, poiché nel sogno lo stato cosciente è debole e non riesce ad ostacolare le manifestazioni dell’inconscio.




Cos’è l’erotismo? Rispondere a questa domanda è difficile quanto rispondere all’altra: cos’è l’amore. Forse più difficile ancora. Dell’amore sentiamo parlare subito. La prima dichiarazione d’amore la riceviamo di solito nell’infanzia. Poco più che neonati un sorriso e un bacio accompagnano la richiesta di amore eterno, la promessa di non lasciarti mai, di felicità imperitura legata a un rapporto d’amore, quello con la madre, il padre e via dicendo… Ma come e quando entriamo a contatto con l’erotismo? Esso ci appare misterioso e affascinante più dell’amore perché, a differenza dell’amore, non fa parte della quotidianità e quindi non ne viene banalizzato. Quando siamo piccoli nessuno ci parla dell’erotismo e nessuno ce ne parla neppure quando siamo grandi o, se ce ne parla, è in termini dottorali, o volgari, o noiosi, o pornografici e quindi errati. L’erotismo, al contrario della pornografia sinonimo di volgarità, è la punta di un iceberg che si chiama raffinatezza, segreto, gioco di specchi…L’erotismo seduce, attiene alla stessa dimensione della seduzione e ciò che seduce è il segno vuoto, insensato, assurdo, privo di referente.

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