mercoledì 20 giugno 2012

Comunicazione persuasiva e comunicazione emotiva








La Comunicazione persuasiva e comunicazione emotiva hanno l'obiettivo di ottenere un consenso sia in ambito lavorativo sia nella vendita sia nelle relazioni personali e nei rapporti sentimentali sia per coinvolgere con la seduzione.
La comunicazione persuasiva è rappresentata essenzialmente
dalla pubblicità. 
Questo vale non soltanto nella vendita di un prodotto ma anche nella pubblicità di se stessi.
Stiamo parlando di persuasione quindi la pubblicità rileva in particolar modo.
Allorché un nuovo prodotto sta per uscire sul mercato, gli esperti
di comunicazione valutano la possibile tipologia di acquirente,
confrontano prodotti similari sul mercato e studiano la campagna
più adeguata.


Di per sé, la  comunicazione persuasiva  , priva di contenuti
emotivi, è sterile, improduttiva.
E' l'aggiunta delle emozioni che la rendono coinvolgente, quindi l'aggiunta della comunicazione emotiva, cioè comunicazione volta a produrre emozioni.
E' il connubio tra comunicazione persuasiva e comunicazione emotiva che produce coinvolgimento


Le relazioni umane sono un mercato, e noi siamo dei
prodotti.
Chi ci esprime un consenso ci acquista, chi ce lo nega non è
interessato al nostro articolo o a noi stessi.


E’ opportuno farsi notare negli ambienti di interesse, così com’è
opportuno che l’abbigliamento, la cura della persona, il saper
conversare amabilmente e con proprietà di argomenti, siano
elementi da non trascurare.
Talvolta è stressante operare in tal modo ma, se rimaniamo 
chiusi all’interno delle quattro mura  della nostra abitazione, nessuno saprà di noi.
Comunque sia, la comunicazione emotiva è l’arma più
efficace.
Gli stessi pubblicitari affermano che non è tanto importante
vendere la bistecca, quanto il sapore.
Con ciò fanno riferimento alla necessità di intravedere il giusto
canale emozionale per invogliare la gente ad acquistare.


Prima dovremmo cercare di valutare quali siano le reali esigenze emotive (non solo le esigenze logiche) di chi ci sta di fronte.


Allorché riusciamo a percepire i bisogni della persona, la
comunicazione persuasiva deve diventare un’arte.


Se intuiamo che l’oggetto di desiderio vive bisogni di natura sentimentale  , basterà pronunciare frasi accattivanti
sentimentalmente, in modo da farci riconoscere fonti di
stimolazione emotiva.
E' importantissimo anche definire quali siano i nostri obiettivi.
Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
Cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione su ciò che
veramente desideriamo dalla vita.
Quindi, anche in base alla nostra età anagrafica, chiediamoci,
in modo onesto, se tale obiettivo è stato raggiunto.

Una volta individuato un preciso oggetto di desiderio in campo sentimentale o lavorativo, occorrerà entrarvi in relazione.
La cosa migliore sarebbe farsi introdurre da qualche comune
conoscenza, in quanto le persone sono meno diffidenti in tal
caso.
Purtroppo non sempre è possibile.
Spesso chi ci interessa non ha nessuna conoscenza in comune
con noi, come nel caso della bella ragazza che passa per strada
o dell’importante uomo d’affari che si trova in città per un
convegno e al quale vorremmo proporre le nostre idee o le
nostre capacità professionali.
La dote di coinvolgere persone sconosciute caratterizza i maestri
della persuasione dai comuni mortali.


Una volta conosciuta la persona di interesse, andrà sviluppato
un rapporto empatico positivo (R.E.P.).
In buona sostanza, si tratta di impartire delle stimolazioni
che hanno lo scopo di renderci simpatici e degni di stima, di
considerazione.
Obiettivo principale è il coinvolgimento della parte emotiva
ponendo attenzione a non inimicarci la sfera logica,
principale destinataria della fase di R.E.P., con atteggiamenti
inopportuni.



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